Le stragi, gli incidenti e gli arresti, in provincia, ma è il Sindaco Cassì che deve muoversi!

Gli avvenimenti tragici degli ultimi giorni non potevano esimere il grillino Firirincieli dal consueto intervento che, come tutti i salmi finiscono in gloria, si conclude con la sollecitazione al sindaco Cassì che tutto può e dovrebbe fare.

I tragici fatti degli ultimi giorni accadono sul territorio provinciale, da quello di Vitoria a quelli del territorio di Scicli, per molti versi imprevedibili e frutto del destino avverso, perché non è di tutti i giorni che un’auto impazzita in pieno centro travolga due bambini sull’uscio di casa, non capita ogni giorno che chi sta conferendo dei rifiuti in un cassonetto venga travolto da un auto guidata da un drogato, non è che ogni ragazzino che impenna la moto va a sbattere e muore.
Sono fatti assai gravi, che meritano il massimo dell’attenzione e precise riflessioni, che imporrebbero un rallentamento dell’euforia generale che pervade molte persone, una volta le vacanze si passavano fra ombrellone in spiaggia e veranda in località di villeggiatura, oggi nessuno sta fermo fra cartelloni estivi, ristoranti pizzerie, pub e discoteche e ogni altro genere di diavolerie.

Bene dice Firrincieli quando chiede l’impegno di tutti per capire cosa non va, bene fa ad esprimere il plauso per la venuta di un rappresentante del governo a testimonianza che lo stato esiste come invece non si vede in qualche comune, ma proprio lui dovrebbe approfittare della presenza dell’uomo di governo del suo movimento per inoltrare richieste, sollecitazioni e appelli.
Poco può fare il Sindaco di Ragusa, come per le stragi sulle strade, come per la Ragusa – Catania dove le morti non sono in numero minore-
Molto potrebbe fare Di Maio, per le stragi sulle strade e per la Ragusa – Catania dove si muore.

Firrincieli è superlativo quando specifica che non vuole avere alcuno spirito polemico con chicchessia ma riserva un accento esclusivamente propositivo nei confronti della Giunta municipale.
Va allora alle stragi del sabato sera, all’uscita delle discoteche, per riproporre schemi già proposti e poco considerati: la figura del guidatore designato dallo slogan “Chi beve non guida”, l’ingresso gratuito per chi viene trovato negativo all’alcool test e altre diavolerie che si sintetizzano in una unica criticità: manca il personale sufficiente per i controlli.
Le forze di Polizia, Carabinieri, Finanza e Polozia Locale sono del tutto insufficienti a controllare e contenere i fenomeni di mancato rispetto del Codice della Strada.
Se non ci sono assunzioni adeguate, se non si riesce a piazzare pattuglie nei nodi cruciali del territorio e lungo le arterie di collegamento, non è colpa del Prefetto o del Questore o del Comandante dei Carabinieri.
Poi c’è la Legge che permette di mettere fuori, o addirittura di non mettere dentro per niente chi commette reati o ha precedenti specifici.
L’unica soluzione, di emergenza, sarebbe mettere l’esercito sulle strade, ma non tutti condividono queste misure, soprattutto se intese come forme decisamente repressive e non di prevenzione.
La proposta di un tavolo di concertazione con Prefettura, Polizia, Carabinieri e gestori dei locali è rivolta al primo cittadino, potrebbe essere girata per misure più concrete al leader di governo amico per misure da adottare sul territorio nazionale, e non solo in questo angolo di Sicilia.
Un intervento nazionale per un’opera di repressione seria e concreta su drogati, alcolizzati, scappati di casa e delinquenti vari, condotta in maniera tale da togliere loro la voglia di uscire di casa.
Utopia ?

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