Elezioni provinciali che hanno tenuto banco per più di un mese, centro destra spaccato, il successo solo dell’on.le Assenza che ha piazzato la sua pedina al vertice del Palazzo, mantenendo la liason con il sindaco di Ragusa Cassì, coinvolto come espressione del civismo che rappresenterebbe con la collega di Modica, anche lei espressione di un civismo di facciata, di convenienza, una volta passati nelle file di Fratelli d’Italia, con o senza tessera, la Presidente, sindaco di Comiso e il sindaco di Santa Croce Camerina, Dimartino.
La zolletta di zucchero per la prestazione, a Cassì, con la vicepresidenza, della quale non si conoscono ancora i compiti e le mansioni, nulla, al momento per il primo della lista Voce Comune, il Presidente del Consiglio comunale di Ispica, il lombardiano Galifi.
Una volta conquistata la poltrona, è calato il silenzio sulla vita di palazzo.
In meno di 10 giorni il nuovo Papa ha fatto sentire la sua voce su temi fondamentali, che riguardano la Chiesa, la società e la famiglia, da oltre 15 giorni non si sa nulla del programma che la Presidente della Provincia aveva promesso di stilare, dopo l’eventuale elezione, previa consultazione con il consiglio e con i sindaci.
Dopo 15 giorni, non ci sono nemmeno le deleghe che saranno riservate a quattro consiglieri, viene da pensare che anche per una scelta così semplice ci sono trattative di tipo ‘politico’, si spera solo che non verranno riservate per i sindaci, segnale che i consiglieri potrebbero andare anche a casa.
Da fonte Forza Italia, in una nota con la quale il segretario provinciale Cugnata auspicava l’ingresso della provincia nelle governance di Consorzio universitario, SRR e Iblea Acque, si leggeva di una riunione di maggioranza, certo un lapsus di Cugnata che doveva parlare, casomai, di riunione di coalizione, non essendoci maggioranza … a meno che …
Di cosa si è discusso, non è dato sapere, l’ultimo atto della Commissaria era stato quello di variazioni di bilancio da sottoporre all’Assemblea dei Sindaci, la cui convocazione era stata stoppata dalla politica, in vista dell’insediamento, ormai imminente, dei nuovi vertici.
Si sa anche di una riunione, a Roma, dei Presidenti siciliani dei Liberi Consorzi, non si ha conferma ufficiale della partecipazione della Presidente di Ragusa, come non si ha contezza delle condizioni finanziarie dell’ente: a Roma si è parlato di Liberi Consorzi con le casse a zero, non si sa se anche Ragusa è nelle stesse condizioni.
In questo assordante silenzio, che inevitabilmente è anche segno di impreparazione, quello che colpisce è il silenzio, più preoccupante, delle cosiddette opposizioni: addirittura Partito Democratico e Alternativa di sinistra, come pure la Dc di Abbate e Cuffaro, hanno avuto un incontro con la Presidente, toni mielosi, nessun avvertimento né dichiarazioni di guerra, si può prevedere uno scenario, purtroppo noto, come quello di molti comuni, come Ragusa, Vittoria, Modica, dove prevalgono le posizioni morbide delle sedicenti opposizioni, se non addirittura gli inciuci.
Per avere un riferimento, il Partito Democratico e Alternativa di Sinistra avevano proposto un programma di oltre 6 pagine, dove era delineata la visione strategica e operativa del territorio.
Ancorché non si possa trattare della stessa visione strategica dei vincitori, i problemi sul tavolo sono gli stessi, comunque si inquadrino, da destra o da sinistra: ma nessuno ne parla.
Autostrada, aeroporto, ferrovia, viabilità provinciale, edilizia scolastica, trasporto alunni e sostegno alla fasce deboli, agricoltura, sviluppo economico, turismo, rifiuti, ambiente, cultura, risanamento della fascia costiera, transizione ecologica, digitale ed energetica, sanità, per limitarsi alle macro questioni, impongono attenzioni e interventi che non si possono perdere nei labirinti delle trattative politiche, sono tutte tematiche che devono essere affrontate prendendo il toro per le corna e facendo la voce grossa con i vertici dei governi regionale e nazionale, svincolati dalle appartenenze politiche che, per motivi di opportunità, potrebbero consigliare di non irritare gli amici.
La Provincia non è una associazione di categoria, quella dei politici e dei partiti, i Sindaci dovrebbero far sentire la loro voce e dovrebbero imporre di girare la chiave o premere il pulsante dello start, per ora pare che ci si trastulli a provare, da fermo, tutte le diavolerie digitali delle moderne autovetture, guardandosi bene dal premere l’acceleratore per paura di sbandare.
