Lo scontro politico Cassì – Sallemi generato solo dalla voglia di essere protagonista del Sindaco

Come sempre, nei commenti, ci teniamo a essere come la bilancia nei tribunali.
Da una parte consideriamo del tutto legittime le esternazioni, da parte del leader di Fratelli d’Italia, sulla opportunità di una azione politica del sindaco di Ragusa coerente con la sua nuova appartenenza a Forza Italia, nel contesto dell’alleanza di centro destra che funziona a livello regionale e nazionale.
Ma ci sono, secondo noi, molti ‘ma’: nonostante i noti precedenti contrasti fra il senatore e il sindaco, risalenti alle questioni riguardanti Fratelli d’Italia nel corso del primo mandato, il rifiuto sdegnoso di Cassì di allearsi con il partito per la campagna elettorale del secondo mandato, e, da ultimo, la scelta finale di Cassì di aderire a Forza Italia, nonostante le pressioni di un’ala locale del partito, facente capo all’on.le Assenza, per farlo diventare ‘fratello’, riteniamo del tutto inappropriato che un senatore si impelaghi in una polemica con un sindaco, questione che avrebbe potuto demandare al coordinatore cittadino o, per eccesso di zelo, a quello provinciale.
Ogni legittima istanza doveva essere rivolta ai componenti della coalizione e, in particolare, ai vertici nazionali di Forza Italia: “Cosa accade a Ragusa?” – ma forse il senatore Sallemi comprendeva che nemmeno a Roma avrebbero saputo dare una risposta.
Rapporti che avrebbero richiesto chiarezza e trasparenza anche per le componenti civiche che galleggiano senza prendere posizione, con il sindaco che trova terreno fertile per dire che l’accordo civico di campagna elettorale sarà rispettato fino alla fine del mandato.
Se al senatore Sallemi ci permettiamo di addossare qualche piccolo svarione nella strategia in questione, è l’occasione per auspicare un maggiore coinvolgimento del coordinatore cittadino per le vicende locali, un soggetto nel quale si può riporre la giusta fiducia per fare crescere, politicamente, lui e, soprattutto, il partito che necessita di un rilancio in città atteso da troppo tempo e mai realmente programmato.

Per inciso, prima di passare alle valutazioni del sindaco e alla risposta del coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia, il partito farebbe bene a chiarire e a far chiarire al suo padrino politico la situazione del consigliere Battaglia, notoriamente uomo vicino all’on.le Assenza, ancorché non iscritto al partito, che fu infiltrato nella lista Cassì sindaco e in Consiglio comunale per scorrimento dei non eletti.
Un consigliere che, peraltro, riveste ruoli strani, di organizzatore e gestore dei contratti pubblicitari, ancorché non ufficialmente, per la Fiera Agricola, una condizione strana nella sua veste di consigliere comunale, peraltro sullo sfondo delle delicate questioni di carattere pubblicitario che affliggono il partito a livello regionale.
Sarebbe d’uopo, da parte del partito, esigere chiarezza dal soggetto, o mantenere i suoi rapporti, non negabili, con Fratelli d’Italia e i suoi esponenti di vertice, e quindi passare nel gruppo consiliare di competenza, oppure mantenere la sua posizione in maggioranza, determinante perché, venendo meno un consigliere, Cassì resterebbe senza maggioranza, costretto, casomai, in extremis a ricorrere al soccorso rosso del PD, cosa che oggi, alla luce del suo passaggio in Forza Italia, renderebbe il tutto da farsa napoletana più di quanto non lo sia già

Ciò premesso, l’intervento del sindaco Cassì, in una intervista, ci è sembrato spropositato, irriverente, irrispettoso, sfrontato per molti aspetti e finalizzato solo, per strategia comunicativa, a restare protagonista sulla scena e ad accentrare interesse sulla sua figura di sindaco e di presunto leader politico.
All’interno dell’intervista ci sono dei passaggi assolutamente non condivisibili, anche nei confronti dell’on.le Minardo, tesi che sosteniamo ad onta di quelli che vorrebbero far intravedere un accordo di fondo, nella strategia, fra Cassì e Minardo.

Anche in questa occasione, Cassì ha dimostrato quanto poco capisce di politica: è riconosciuto, oggi, universalmente, che il senatore Sallemi fa parte del cerchio magico dei vertici nazionali di Forza Italia che lo delegano per tutte le apparizioni nelle emittenti televisive nazionali, per interviste, commenti e valutazioni su questioni che non sono certo le becere questioni di paese del Comune di Ragusa.
Pensare di poter attaccare un simile soggetto è da TSO, anche perché, alla fine, l’attacco non è solo al senatore ma al partito leader in Italia con il 30% dei consensi a fronte della esigua percentuale di Forza Italia, una scelta che fa apparire Cassì come invasato dalla sua mania di grandezza.

Ma veniamo all’intervista e alle risposte di Cassì: parte accusando di incoerenza il senatore e ribadisce che governa a Ragusa in forza di una vittoria elettorale incondizionata di una coalizione, da lui capeggiata con un preciso programma
A voler dire, per parlare occorre essere sostenuti dal consenso e dai voti e, per chiarirlo, evidenzia come il risultato elettorale di Fratelli d’Italia, in particolare a Ragusa, non sia stato lusinghiero, soprattutto in rapporto ai risultati regionali e nazionali.
E si permette di dare un consiglio al senatore, “lavorate per il futuro”.
Quanto all’ipotesi di un rimpasto, Cassì esclude ogni ipotesi, non azzererà la giunta e giudica la posizione Senatore Sallemi non in linea con quella di tutto il partito, particolare di cui si dice certo.
Cassì si permette di accusare il senatore di pura ripicca nei suoi confronti, per aver detto no a Fratelli d’Italia, e butta giù la proposta di avviare un confronto su strategie e obiettivi per le prossime consultazioni elettorali.
Cassì non lo dice ma traspare la sicurezza di una candidatura sua per le regionali, mentre tenta di avviare a conclusione un accordo per far arrivare alla candidatura a prossimo sindaco del suo vice Giuffrida che potrebbe anche non avere problemi per i noti consolidati rapporti con quella ala di Fratelli d’Italia che Cassì giudica non in linea con le posizioni del senatore Sallemi.
Solleticato dall’intervistatrice, ancorché si possa pensare che sia strategia precostituita, Cassì vuole apparire sfrontato anche nei confronti dell’on.le Minardo, puntualizzando che la sua intenzione di completare il mandato con l’alleanza civica è stato sottoposta al vaglio dei vertici nazionali di Forza Italia, quindi ad un livello superiore dell’onorevole, specificando che Minardo, anche ove fosse compulsato dalla coalizione, dovrebbe prima consultarlo e confrontarsi, non riconoscendo, quindi, in tal senso, nessuna autorevolezza né competenza in ambito locale.
E conclude invitando il senatore Sallemi a contattare per le sue istanze i vertici nazionali di Forza Italia.

Qualcuno ci dirà che diciamo delle eresie, ma in politica è accaduto sempre di tutto: in un ipotetico scenario politico noi vedremmo Sallemi, sostenuto dal vertice del suo partito accordarsi con Minardo, a costo della concessione di un Ministero, anche importante, e fare fuori Cassì, non facendo approvare una sua candidatura alle regionali. Ma sono cose che in politica non accadono – dicono – ma sarebbe come un tempo quando un padre sistemava le cose con un figlio, intanto con due ceffoni ben assestati. Poi si ragionava.

A margine della querelle si registra una nota dell’onorevole Giorgio Assenza e del coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Giovanni Moscato, in merito alle recenti dichiarazioni del primo cittadino di Ragusa Giuseppe Cassì :

“Fratelli d’Italia parla sempre con un’unica voce. La posizione del senatore Salvo Sallemi è la posizione di tutto il partito quindi, contrariamente a ciò che sostiene il sindaco di Ragusa, non vi sono differenti vedute rispetto alla situazione politica di Palazzo dell’Aquila.
D’altronde, ciò che è accade è evidente e solare: il sindaco adesso è un uomo di partito e ha aderito a una forza fondante del centrodestra.
Lo stesso centrodestra che a livello nazionale, regionale e comunale – così come avviene in tanti enti in provincia – governa insieme con risultati apprezzabili, concreti e in piena sinergia.
Conveniamo sul fatto che occorre programmare il futuro per Ragusa ma davvero qualcuno può immaginare un futuro senza condivisione di un presente?
Linearità e coerenza: è quello che ci si attende da un esponente come Cassì, oggi appartenente ad una forza responsabile di centrodestra come Forza Italia che tra l’altro ha sempre parlato e attuato condivisione e non chiusura”.

Più delle parole dovrebbero parlare i fatti, a iniziare dal chiarimento sulla posizione del consigliere Battaglia, più che un comunicato servirebbe circostanziata presa di distanza dell’on.le Assenza da Cassì, a valere anche per il futuro, almeno quello prossimo.
Che poi, un giorno potremmo trovare nello stesso partito Nello Dipasquale e Sallemi, Abbate e Minardo, Stefania Campo e Giorgio Assenza, tutto è possibile, ma sarebbe d’uopo, per ora, mettere ordine.

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