Locali ex Standa, per Sinistra italiana di Ragusa a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca

Una riflessione di Sinistra italiana di Ragusa che non deve fare sforzi per far pensare sull’argomento.
Il nucleo cittadino del partito si sofferma a denunciare quanto ritiene di più dannoso nella politica: l’indolenza.
La riflessione nasce dal constatare come, a Ragusa, si continua a sonnecchiare sui progetti importanti che possono giovare alla città ed al centro storico.
E anche di fronte ad alcune considerazioni del pensiero critico espresso da alcuni organi di informazione la risposta è silenzio assoluto.
“Troppo orgoglio per portare a termine un’idea, un progetto proposto da soggetti diversi dalla Amministrazione Cassì. Sarebbe davvero troppo”.
Ma è proprio così, aggiungiamo noi, per un primo cittadino che assume la paternità di ogni iniziativa sui social e intima ai suoi di non vantarsi di iniziative eventualmente intraprese perché ogni iniziativa deve fare capo al primo cittadino, evitando di comunicare senza preventivo controllo di chi è preposto alla comunicazione.
Sinistra Italiana si sofferma sulla questione dei locali della ex Standa, sulla quale l’amministrazione cerca di sviare con eleganza (che noi, invero, non intravediamo NdR) che, nella realtà sarebbe incuria, anzi negligenza.
“Grazie alla meritoria iniziativa dell’onorevole Stefania Campo, la Regione ha previsto uno stanziamento di 450.000 euro per l’acquisto dei locali ex Standa per ampliare e migliorare la fruibilità turistica del Museo Archeologico. Mancano poche settimane alla fine dell’anno, termine ultimo per richiedere l’impegno della somma stanziata.
Cosa si vuol fare in merito? Al momento non risulta alcuna determinazione, seppure iniziale, per impegnare i fondi regionali e avviare il percorso di acquisizione dell’immobile.
E così, per orgoglio e naso all’insù, si preferisce trascurare e far perdere i fondi piuttosto che avviare il progetto”.
Questa la nota di Sinistra Italiana di Ragusa.

Ci piace aggiungere qualche considerazione: del tutto da apprezzare l’iniziativa della Campo, anche per il fatto di essere riuscita ad essere ascoltata come esponente dell’opposizione, nemmeno di quelle tanto ‘vicine’ al governo regionale.
Del tutto condivisibile lo sdegno di Sinistra Italiana di Ragusa per il mancato riscontro da parte dell’amministrazione di Ragusa.
Una volta che si trovano, inaspettatamente, questi fondi, il Sindaco non dovrebbe avere tentennamenti nell’avviare le procedure necessarie. Intanto il Comune incamera il bene.
Quanto all’ampliamento dei locali del Museo Archeologico sarebbe tutta una storia all’italiana e, per quello che abbiamo visto, finora, una storia del tutto alla siciliana.
Perché le consuete discutibili gestioni della Regione metterebbero sì a disposizione i fondi per l’acquisizione dei locali, ma da qui a farne nuova sede allargata del Museo Archeologico ne passa.

Nessuno può disconoscere quanto accaduto, finora, per lo stesso Museo Archeologico e per il secondo Museo Archeologico della città che si dovrebbe allestire nei locali restaurati, a Ragusa Ibla, del Convento dei Frati Minori Riformati annesso alla Chiesa del Gesù.
Nonostante un ricco finanziamento ottenuto, da Palermo, grazie ai buoni uffici dell’on.le Dipasquale, oltre 7 milioni di euro, ritardi di ogni genere hanno impedito anche solo la consegna dei locali restaurati.
Ma non solo, nel corso di incontri ufficiali, alla presenza dei vertici della Soprintendenza, si arrivò ad ascoltare, da parte di una responsabile dell’allestimento, che i nuovi locali per allestire il nuovo Museo non erano consoni ai più evoluti standard delle esposizioni museali.
Tutto questo lasca presagire come, anche quando saranno consegnati i locali, ci vorrà del tempo per l’allestimento del Museo.
Tutto questo mentre qualcuno pensava, e trovava anche d’accordo l’assessore al ramo, di chiudere il Museo di via Natalelli, per farne magazzino di reperti non esposti e, in subordine, sede di attività didattiche e di restauro.
Solo la presa di posizione forte di un comitato civico, l’impegno della consigliere comunale Cettina Raniolo Cassì e di quanti vedevano nella chiusura del Museo Archeologico di via Natalelli il declino definitivo del centro storico superiore, sventò il tentativo di accentrare tutto su Ibla.
Ma non è detto che non si possa tornare sull’idea di chiudere, ma, soprattutto, considerati i soggetti in ballo e la necessità di adeguati fondi regionali, chissà quando l’ampliamento dei locali potrebbe diventare realtà.
E proprio su questo il sindaco dovrebbe giocare, perché una volta acquisiti i locali o la stessa regione stanzia il necessario per la nuova esposizione museale o l’ente comunale potrebbe non essere più vincolato alla destinazione d’uso per cui avrebbe percepito il finanziamento.

Il problema è che anche Sinistra Italiana fa politica, sa farla e la fa bene, purtroppo non è aiutata dai numeri, ma non ha la tradizionale vis pugnandi di un tempo, la tempra rivoluzionaria che faceva grande la sinistra.
Perché la vera preoccupazione di qualcuno fa seguito a voci che circolano su presunte pressioni, di gruppi imprenditoriali che mirano ai locali ex Standa, per non affrettarsi all’affare.
Noi, in effetti, non abbiamo una grande considerazione per questi locali, ingressi tutti scomodi, parcheggi scarsi, posizione sotto strada, ma non si sa qual sono i progetti che, invece, vedrebbero bene i locali.
Vedremo come va a finire.

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