Marcello Occhipinti trova un fungo del carrubo di oltre 3 chili

C’è una sorta di competizione non ufficiale fra gli amanti dell’ambiente rurale ibleo che vanno in cerca dei famossissimi “funci ri carua”, il classico fungo del carrubo, specialità della nostra terra dove diffusa è la coltivazione dell’albero.
Una ‘scoperta’ eccezionale per Marcello Occhipinti, che ha avuto il piacere di rendere partecipi per il ritrovamento che costituirà, forse, il record per questa stagione e si pone fra i più grossi della zona.

I funci ri carrua (laetiporus sulphureus) costituiscono una specie sconosciuta ai più. Sono costituiti da una massa informe, biancastra, costituita dalla linfa interna che fuoriesce del tronco e solidifica a contatto con l’aria, che può arrivare a pesare fino a 1 kg, che a maturazione assume un colorito rosaceo con venature giallastre.
Non hanno mercato, solitamente vengono regalati, chi li trova controlla sul posto la maturazione per giorni, per evitare che altri se ne possano appropriare, tanto sono rari.
Come tutti i prodotti della nostra terra, hanno un sapore particolare che si avvicina a quello del filetto di maiale, di cui hanno anche la consistenza.
Solitamente viene prima messo in acqua bollente per ammorbidirlo e per verificare se è commestibile, secondo una prassi non riconosciuta a livello scientifico, introducendo nell’acqua un cucchiaio d’argento che non dovrà diventare nero.
Il fungo è preparato, esclusivamente in tegami di coccio, a spezzatino, tagliato a tocchetti e fatto rosolare con cipolla sottilmente affettata, in poco olio, con aggiunta di uno spicchio d’aglio schiacciato, e una foglia d’alloro. Si unisce poi la polpa di pomodori maturi, prezzemolo trito, sale, pepe e un po’ d’acqua per farlo cuocere a fuoco lento per circa mezzora.
Altre preparazioni lo vedono cotto alla piastra, dopo che è stato insaporito con aceto di vino rosso e qualche fogliolina di timo, in umido con cipolla ed estratto concentrato di pomodoro, oppure marinato in acqua e limone (o aceto) e cucinato come una cotoletta.

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