di redazione
La precisazione del consigliere Mario Chiavola sullo scambio di battute, in aula, con la collega Federico, del Movimento 5 Stelle
Riceviamo, e pubblichiamo con piacere, una precisazione a proposito dello scambio di battute fra il consigliere e la collega Zaara Federico, nel corso della penultima seduta del consiglio comunale.
Avevamo scritto della elegante provocazione della rappresentante del Movimento 5 Stelle che aveva provocato una reazione eccessiva di Chiavola, nei modi e nei contenuti, con riferimenti di carattere personale che non avevamo ritenuto facenti parte del naturale bagaglio del consigliere che conosciamo e apprezziamo già dalla sua militanza nell’area di centro destra.
Mario Chiavola ci scrive:
“Affinché non sembri solo una involuzione di certa stampa, gradirei precisare, dopo aver letto l’articolo in questione, che l’unica cosa che ho da rimproverare a me stesso è quella di aver gridato e perso la pazienza, comportamenti che, peraltro, non trovano corrispondenza nella mia tradizionale, e nota a tutti, indole calma.
La mia è stata solo una risposta eccessiva alle provocazioni di cui sono stato oggetto: non ho mai militato nel Movimento Sociale, né ho cambiato partito, piuttosto sono stati i partiti in cui ho militato, tutti della stessa area, a subire delle trasformazioni non ideologiche ma di carattere organizzativo logistico, anche in funzione della legge elettorale, che hanno determinato i cambi di tessera.
Essendo, appunto, in tema di contrapposizione politica a sfondo elettorale, mi sono permesso ricordare alla collega come il bottino di voti da Lei racimolato alle ultime elezioni, verosimilmente, abbia goduto anche di consensi provenienti dall’area di una associazione di categoria presso cui il marito, personaggio noto in città, ricopre un ruolo dirigenziale apicale.
Non mi immaginavo di urtare la sensibilità della collega, dalla quale ho dovuto subire anche improperi e minacce, per non dire dei due buffetti sulla mano (dei quali sono stati testimoni altri colleghi e gli agenti della Polizia Locale in servizio al Palazzo Comunale e Lei stesso che ha fotografato la scena), ulteriore provocazione che la collega metteva in atto, forse sperando che scivolassi, ulteriormente, nella trappola che mi avrebbe visto reagire, per la prima volta nella mia vita nei confronti di una donna.
In ogni caso, nessun riferimento di tipo personale o familiare, non era nelle mie intenzioni nulla di tutto questo e, al riguardo, intendo significare le mie scuse ove quanto da me espresso possa anche solo essere stato fonte di cattiva interpretazione”
Ci permettiamo precisare che abbiamo tentato di riprendere fotograficamente il diverbio all’esterni dell’aula ma, la presenza, usuale in questi casi, di persone che si mettono in mezzo per calmare gli animi, ci impedisce, quasi sempre di scattare foto decenti che, in ogni caso non rendono precisamente quello che sta avvenendo.
I protagonisti di questi ‘scontri’, per avere adeguato spazio sui giornali dovrebbero chiedere, a chi si mette in mezzo, di astenersi dal farlo e lasciare che lo scontro si evolva naturalmente per permettere di riprendere tutto e bene.
