Mercosur, Dipasquale (Pd): “Serve prudenza, tutelare salute e nostri produttori”

“Sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, l’organizzazione di integrazione economica e commerciale tra alcuni Paesi del Sudamerica, serve grande prudenza.
Prima che il Parlamento europeo dia il suo ok a questa intesa bisogna mettere da parte i facili entusiasmi e approfondire meglio la questione con le associazioni di categoria che riuniscono agricoltori e operatori della zootecnia.
Bisogna evitare un voto che metta a rischio la salute, dal momento che nei paesi sudamericani è consentito l’utilizzo di fitofarmaci e prodotti dannosi che nell’Ue sono invece vietati, così come l’agricoltura e la zootecnia nostrane, e in particolare quelle siciliane”.

A dirlo è il parlamentare del Partito democratico all’Assemblea regionale siciliana, Nello Dipasquale, in merito all’accordo raggiunto dall’Unione europea con il Mercosur e che richiederà l’approvazione del Parlamento europeo prima di potere essere concluso.

“Mi appello a tutta la deputazione europea – aggiunge Dipasquale -. È necessario che il Parlamento europeo e le forze politiche tengano alta la guardia su questo tema. La risposta ai dazi di Trump è sacrosanta ma questa non può certo danneggiare la salute dei cittadini europei e le economie di regioni importanti come la Sicilia che sull’agricoltura e la zootecnica di qualità hanno basato il loro rilancio economico”.

Dipasquale chiede la “massima attenzione” in merito all’applicazione delle clausole di salvaguardia del trattato.

“Ricordo che nel 2012 per primo lanciai l’allarme sull’attuazione di questi strumenti previsti in quell’anno da un accordo euromediterraneo su alcuni prodotti come le arance – aggiunge il parlamentare ragusano – e quei timori erano fondati dal momento che quelle clausole di salvaguardia restarono inapplicate. Oggi abbiamo il dovere di difendere la nostra salute e i settori trainanti della nostra economia che potrebbero essere messi a rischio da una invasione di prodotti dal Sud America che non rispettano gli standard di qualità ai quali sono sottoposti i nostri produttori”.

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