NO ad attività esplorative ed estrattive nel mare ibleo

di redazione

L’amministrazione comunale formalizza il proprio dissenso, con apposito atto deliberativo,

in merito all’istanza di permesso di ricerca per idrocarburi denominato “d1 C.P.-.SC”, presentata dalla società Schlumberger Italiana.

 

Per farlo ha fatto proprie le  osservazioni elaborate dagli uffici comunali competenti in merito ai possibili danni alla fauna marina e, di conseguenza, all’economia della pesca e del turismo nel tratto di mare prospiciente le coste del territorio ibleo, con analoghi possibili rischi per l’ecosistema marino.

Nella relazione tecnica comunale, inviata ai Ministeri competenti, ed in particolare a quello dell’Ambiente, in quanto soggetto deputato al rilascio dell’apposita Valutazione d’Impatto Ambientale, si ribadiscono in maniera dettagliata tutti i motivi di perplessità  rispetto al possibile via libera da parte del Ministero all’istanza della società Schlumberger Italiana, che riguarderebbe l’ ipotesi di indagine geofisica 3D mediante l’emissione di una serie di impulsi, o onde elastiche, che si propagano anche nell’acqua,  per comprendere l’estensione e la natura delle strutture geologiche presenti nella zona del Canale di Sicilia e individuare l’eventuale idoneità della zona a perforazioni petrolifere.

Il sistema utilizzato, denominato “Air-Gun” (che prevede il rilascio di un volume predeterminato di aria compressa in una camera sommersa nel più breve tempo possibile) si estenderebbe, secondo quanto si evince dagli elaborati allegati all’istanza, su oltre 5900 km di tracciato complessivo per un periodo operativo di 9 settimane, con una cadenza di uno ogni 5-15 secondi ed un intensità sonora variabile fra 237 e 262 db. Un’intensità, si legge nella relazione, superata in natura solo da terremoti ed esplosioni di vulcani sottomarini.

Un metodo considerato per questi motivi, quindi, fortemente impattante per l’ambiente, per le risorse naturali e, più in generale, per l’intero ecosistema marino prospiciente la costa del Comune di Ragusa. “Abbiamo ribadito più volte – spiegano il sindaco Federico Piccitto e l’assessore all’Ambiente Antonio Zanotto  – la nostra assoluta contrarietà ad attività esplorative ed estrattive nel  mare ibleo.

Nessuna giustificazione – tecnica, economica o di altra natura – può compensare i rischi derivanti dal perseguimento di una strada che non consideriamo affatto prioritaria per lo sviluppo del nostro territorio. Ben altre, infatti, sono le fonti di ricchezza per la nostra economia, e tra queste spicca sicuramente la tutela delle risorse naturali ed ambientali, le quali rischierebbero, in caso contrario, di essere irrimediabilmente compromesse. Per questo  abbiamo fatto nostre le osservazioni inviate al Ministero competente. Attendiamo, quindi, da parte di quest’ultimo, un riscontro positivo ed immediato ad una precisa istanza peraltro fortemente condivisa dall’intero territorio ibleo, come hanno dimostrato analoghi provvedimenti presi nei mesi scorsi.

La legittima autonomia locale – conclude il primo cittadino – non può essere mortificata da decisioni che, calate dall’alto, ricadono direttamente, insieme con i possibili rischi, sul nostro territorio”.

(Comunicato 672 dell’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa)

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