Leggere i comunicati dei parlamentari 5 Stelle rinfranca, perché narrano che sul territorio, prima o dopo arriverà una pioggia di milioni
Ricordiamo che con il recupero del Bando delle Periferie le amministrazioni comunali potranno assicurare ai cittadini servizi e investimenti.
Di recente il MIUR ha stanziato oltre 10 milioni per l’adeguamento antincendio delle scuole della Sicilia.
“La messa in sicurezza degli edifici scolastici – ha dichiarato la deputata Lorefice – è fondamentale per garantire l’incolumità degli studenti, degli insegnanti e di tutto il personale scolastico. Dopo le politiche dei tagli lineari e del risparmio attuate dai precedenti governi, l’istruzione deve tornare al centro del nostro ‘sistema Paese’.
Nello scorso dicembre, sempre l’oin.le Lorefice ha segnalato come fosse stato siglato dal Governo nazionale e da quello della Regione Siciliana un accordo indispensabile per porre le basi per il rilancio della Sicilia attraverso delle misure importanti. Il M5S continua ad onorare l’impegno preso con i cittadini siciliani.
“Entrando nel merito dell’accordo – spiegano i parlamentari siciliani del M5S – innanzitutto siamo riusciti a ridurre, rispetto al 2018, il contributo della Regione al risanamento della finanza pubblica, che passerà da 1,6 miliardi a 1 miliardo, con una riduzione di ulteriori 300 milioni rispetto a quanto già previsto.
Auspichiamo che tali risorse vengano immediatamente utilizzate per dare ossigeno alle casse delle ex province siciliane in modo da garantire l’erogazione dei servizi alla cittadinanza e la tutela dei dipendenti.
II Governo riconoscerà alla Regione un trasferimento di 540 milioni di euro da destinare ai liberi consorzi e città metropolitane per le spese di manutenzione straordinaria di strade e scuole, da erogare nei prossimi sei anni.
In ogni caso, il Governo nazionale si impegna a trovare, entro il 30 settembre 2019, adeguate soluzioni per il sostegno ai liberi consorzi e alle città metropolitane della Regione Siciliana, al fine di garantire parità di trattamento rispetto ai medesimi enti del restante territorio nazionale.
Altro passaggio di assoluta rilevanza è l’impegno congiunto di aggiornare ed attuare, entro il 30 settembre 2019, le norme presenti nello Statuto siciliano in materia di autonomia finanziaria.
Entro il 31 gennaio 2019 verranno congiuntamente definite le modalità di attribuzione dell’IVA alla Regione Siciliana e si procederà all’individuazione in via definitiva le modalità di attribuzione del gettito relativo all’imposta di bollo.
Oltre a queste misure, il Governo M5S si è impegnato a valutare forme di fiscalità di sviluppo, al fine di favorire il rilancio economico e sociale e ad attrarre investimenti nell’Isola.
A tal proposito, il Governo ha ottenuto l’impegno da parte della Regione a garantire un incremento della spesa investimenti, a partire dal 2019 fino al 2025, di almeno il 2% rispetto all’anno precedente.
Insomma, il Governo nazionale tende una mano alla Regione, ma pretende che questa rilanci gli investimenti e riqualifichi finalmente i suoi conti”.
Nei giorni scorsi l’annuncio dell’arrivo di 14 milioni per i Comuni in dissesto: il Comune di Acate riceverà fondi per tre milioni e mezzo di euro. Le somme sono state stanziate con un decreto che riconosce un’anticipazione di cassa per i Comuni in dissesto, affinché possano fare fronte ai pagamenti arretrati.
“Siamo molto soddisfatti della notizia appena comunicata dal sottosegretario Carlo Sibilia, perché è un modo per venire incontro a quel 5% di Comuni italiani che vive una situazione di dissesto o pre-dissesto, determinata molto spesso dalle gestioni sconsiderate della vecchia politica. Per noi il territorio è sempre al centro dell’azione amministrativa”. Così i parlamentari ragusani del MoVimento 5 Stelle Marialucia Lorefice e Pino Pisani.
L’ultimo annuncio è contenuto in un comunicato stampa congiunto degli onorevoli Lorefice e Campo che sancisce la fine dei tempi di attesa in Sanità.
“I tempi d’attesa interminabili per una visita o un esame medico sono uno scandalo italiano che siamo intenzionati a risolvere. Dopo aver stanziato in legge di Bilancio 350 milioni in tre anni per ridurre le liste d’attesa, rendere trasparente lo scorrimento e digitalizzare i Cup, oggi, con l’approvazione del nuovo ‘Piano per la Gestione delle Liste d’Attesa’ (PNGLA), avviamo quel cambiamento nella nostra sanità che i cittadini chiedono da anni. In particolare, appunto, per l’odioso problema dei tempi biblici di attesa”.
“Entro 60 giorni le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano dovranno adottare il proprio piano. Da quel momento in poi – spiega l’on. Lorefice-, se i tempi d’attesa supereranno quelli previsti per legge, i pazienti saranno indirizzati in una struttura privata convenzionata senza costi aggiuntivi.
I direttori generali delle Asp che non rispetteranno tali tempi massimi rischieranno la rimozione. I
noltre, prosegue Lorefice, i cittadini risparmieranno tempo prenotando solo la prima visita al Cup, mentre le successive saranno prenotate direttamente dal medico specialista.
La vigilanza sui servizi sarà garantita da un Osservatorio Nazionale sulle Liste di Attesa.
Queste – conclude la Lorefice – sono solo alcune delle novità contenute nel PNGLA, che mancava da 10 anni. Ciò vuol dire dare agli italiani una sanità migliore e più efficiente, rispondendo in modo puntuale ai bisogni dei pazienti e superando le disuguaglianze territoriali”.
“Il piano –evidenzia l’on. Campo- è un vero e proprio programma di abbattimento delle liste d’attesa che stabilisce il tempo massimo entro il quale dovranno essere garantite prestazioni e ricoveri.
Chiediamo al Governo regionale siciliano e all’assessore Razza di attuare ogni iniziativa ed intervento per rendere efficace, il prima possibile, il piano nazionale senza sforare in alcun modo i tempi previsti di 60 giorni per l’elaborazione del piano regionale per la gestione delle liste di attesa.
Si tratta di una svolta epocale che porta la firma di un Ministro del M5S.
Già nel nostro programma di Governo alle scorse elezioni regionali, avevamo dichiarato guerra, con tanto di soluzione alle lunghe liste d’attesa che scoraggiano i pazienti siciliani ad usufruire del servizio sanitario siciliano.
Il Governo nazionale ha fatto la sua parte determinante. Il testimone, adesso, passa alle Regioni e ai rispettivi esecutivi.”
