Anche questa è una anomalia della politica locale, nel capoluogo non c’è una sede dei partiti di centro destra, non c’è quella di Fratelli d’Italia, non c’è quella della DC, né della Lega. C’è solo una sorta di segreteria politica, di sede di comitato elettorale, aperta dall’on.le Marco Falcone, ed è in questa sede che si terrà, oggi pomeriggio, una riunione degli esponenti di centro destra per arrivare alla designazione del candidato alla Presidenza della Provincia.
In pratica, si fa una riunione nella sede del partito che non c’è, non avendo notizie di Forza Italia, in città, da anni, senza dirigenti, senza aderenti, senza eletti.
Ma questo non impedisce ai rappresentanti di Forza Italia sul territorio di dire la loro sulla questione Presidenza della provincia, proponendo, addirittura nomi che non fanno parte del partito, senza peso specifico nelle singole assemblee cittadine dove non ci sono eletti nelle liste del partito, solo, in qualche realtà, qualche nuovo acquisto transitato successivamente all’elezione nelle file azzurre.
Le anomalie della politica hanno voce in capitolo, espressioni politiche che non hanno rappresentanti e che addirittura si vorrebbero procurare un nuovo acquisto per l’occasione.
La coalizione di centro destra è ancora alla ricerca del candidato unitario: mentre nel centro sinistra, ormai da settimane, sono pronti ai nastri di partenza con il candidato Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo, a destra non hanno trovato la quadra, nonostante il via libera del tavolo regionale impantanato in irrisolvibili questioni al livello regionale.
Da indiscrezioni, pare che anche oggi pomeriggio ci sarà un nulla di fatto.
La partita è tutta nelle mani di Fratelli d’Italia e della DC che ha già messo sul tavolo il suo candidato, il sindaco di Acate, Fidone.
La questione potrebbe dirsi risolta, ma non c’è stata né la condivisione del candidato, né, tantomeno la sua acclamazione, da parte di Fratelli d’Italie e Forza Italia, segnale che gli obiettivi sono altri.
Evidente che non si vuole puntare su Fidone, nel centro destra, qualcuno dice perché si darebbe troppo vantaggio all’onorevole Abbate, sponsor del candidato, Fratelli d’Italia vorrebbe trovare la convergenza su un suo candidato gradito, ma non del partito.
Purtroppo, viviamo in una provincia dove un solo sindaco è stato eletto con la sigla di un partito, il sindaco di Giarratana, Giaquinta, tutto il resto è una casbah di liste civiche che, hanno, pur sempre, una appartenenza politica, meglio sarebbe dire la vicinanza di leader di partito.
Fratelli d’Italia può contare sulla vicinanza del sindaco di Comiso, Schembari, che fa riferimento all’on.le Assenza, e sul sindaco di Santa Croce, Dimartino, anche lui ha fatto riferimento all’on.le Assenza ma, si dice, pare abbia allacciato rapporti fluidi anche con il senatore Sallemi.
Favorito apparirebbe il sindaco Dimartino e tutto si dovrebbe risolvere con un accordo fra Fratelli d’Italia e la DC, per una delle due proposte.
Se la DC non fa un passo indietro con la candidatura Fidone, si potrebbe andare al braccio di ferro e anche alla paradossale doppia candidatura che segnerebbe la fine di un centro destra mai esistito a Ragusa, almeno nella configurazione attuale
Ma su tutto, aleggia anche la figura del sindaco di Ragusa che non avrebbe abbandonato le aspirazioni di candidatura.
Cassì ha giocato e continua a giocare con diversi mazzi di carte, è un civico che ha sempre dichiarato guerra ai partiti, dai quali ha rifiutato ogni tipo di approccio.
Pare abbia lavorato ad una sua possibile candidatura a capo di una cordata di tutte le espressioni civiche nei vari comuni, che non avrebbe, comunque, i numeri per prevalere sugli schieramenti opposti.
Ma i contatti che fanno aleggiare la candidatura Cassì sono quelli con Forza Italia, che vanno avanti da molto tempo, con Raffele Lombardo che ha addirittura proposto il suo nome, in uno degli ultimi tavoli, senza però ricevere alcun consenso, ci sono stati, e continuano a esserci, contatti con Fratelli d’Italia, segnatamente con la corrente di Giorgio Assenza, con il quale ci sono buoni rapporti da sempre, addirittura un fedelissimo del capogruppo di Fratelli d’Italia all’ARS è consigliere comunale, a Ragusa, eletto nella lista CassìSindaco.
Finora c’è stato solo un tira e molla, Cassì esita a passare in Forza Italia, in ogni caso vuole la certezza della candidatura e assicurazioni per la leadership nel partito, a livello provinciale, cosa difficile da assicurare.
In Fratelli d’Italia ci sarebbe da superare l’ostacolo dello scarso, per non dire nullo, entusiasmo dell’ala del senatore Sallemi, uno dei più contrari ad un ingresso di Cassì nel partito, a ben ragione, dopo il trattamento riservato al partito, già dal primo mandato, dal sindaco di Ragusa.
La figura di Cassì aleggia, ma le difficoltà, obiettive sono tante, l’amore con i partiti prima sempre criticati, senza distinzioni, coabitazioni difficili sia in Forza Italia, maggiormente in Fratelli d’Italia, lo sconquasso in giunta perché ci sarebbero sollevazioni di molti componenti fra i nuovi alleati, senza dire che un partito che accoglie Cassì e lo mette a capo della Provincia, potrebbe, legittimamente, chiedere posti in giunta: molto probabilmente, a breve Cassì dovrà rinunciare ad un uomo della giunta per raggiungere il 40% di quota di genere, fare posto al suo nuovo partito potrebbe rivelarsi difficile oltre che dannoso per la sua immagine politica.
Ma tutto può succedere, per non far vincere Ignazio Abbate, per non far vincere il centro sinistra, anche per non far vincere lo stesso Cassì.
