Sin dai tempi del sindaco 5 Stelle, quando c’era un assessore che era anche pezzo grosso di Legambiente Ragusa, si sarebbe dovuto procedere all’abbattimento, dovuto per decisione della magistratura, dello scheletro del villaggio turistico che insiste sulla parte occidentale del territorio costiero del Comune di Ragusa.
Fino a dora nessuno se ne preoccupa.
Parimenti una azione di severo controllo sulle fosse biologiche delle case dei vari villaggi residenziali a mare, sarebbe doverosa, ma dovrebbe essere sollecitata almeno sei mesi prima della stagione balneare.
Per quanto riguarda l’abbattimento delle case abusive costruite a meno di 150 metri dal mare, la questione è ormai barzelletta.
Poi, ogni tanto, Legambiente Ragusa penda di fare una nota, della serie “comunico ergo esisto” ed ecco la nota odierna:
Legambiente Ragusa chiede che venga fatta una verifica sulle fosse biologiche delle case costiere, e che vengano abbattute le case abusive entro i 150 m dalla linea di costa.
La settimana scorsa il Sindaco di Ragusa ha emesso un’ordinanza, poi ritirata per il ristabilirsi dei parametri, di divieto di balneazione nelle spiagge di Branco Grande e Kamarina villaggio, spiegandone la motivazione con “probabili sversamenti fognari da abitazioni private”.
Per evitare che in futuro si presentino situazioni simili, o più gravi, nei giorni scorsi abbiamo inviato una lettera al Sindaco e agli Assessori all’Ambiente e all’Urbanistica, in cui chiediamo che, lungo l’intera linea di costa di competenza comunale: – –
Vengano immediatamente disposti controlli sulle case costiere in regola con le norme edilizie, al fine di appurare se i liquami fognari siano correttamente smaltiti attraverso fosse biologiche a tenuta, o esistano impianti a perdere in prossimità della linea di costa;
Vengano abbattute tutte le abitazioni abusive entro i 150 m dalla costa, ai sensi dell’art.2, comma 3 della l.r. 15 del 1991 e della sentenza 72/2025 del 25 marzo della Corte Costituzionale, come già richiesto in una precedente lettera ai Sindaci dei Comuni costieri, a firma di tutti i circoli Legambiente del territorio ibleo.
Riteniamo che un territorio costiero che si fregi del prestigioso riconoscimento della Bandiera Blu non possa tollerare ulteriormente situazioni di illegalità e di inquinamento incontrollato, che oltre a nuocere all’ambiente e alla salute dei cittadini, offuscano l’immagine di una zona ad alta vocazione turistica.
Ragusa, 25 luglio 2025
