PD all’attacco dei 5 Stelle, ma con quali truppe?

di Cesare Pluchino
Pare sia iniziata la campagna contro gli attuali amministratori pentastellati per la conquista del Comune di Ragusa, anche se il tracollo del partito, a Vittoria, e del segretario provinciale, impongono una attenta pausa di riflessione

Un segnale inequivocabile la conferenza stampa, tenuta nella sede provinciale del Partito Democratico, di Nello Dipasquale e Peppe Calabrese che hanno ufficializzato, se ancora se ne fosse avvertita la necessità, l’ambizione di governare la città. Un ritorno per l’ex sindaco che, secondo alcuni, potrebbe anche accarezzare l’idea di candidarsi se gli sviluppi delle complesse vicende nazionali e regionali non gli garantissero strade agevoli per il prosieguo della carriera politica. Di Pasquale si pone, comunque, come leader della corrente renziana che, come per atto notorio, si pone come prevalente sulla scena politica locale.
Non è questa la sede, né il momento politico, per verificare consistenza e strategie della corrente del secondo circolo cittadino che oppone alla presenza di due consiglieri comunali, dei quali uno acquisito nel partito, non eletto in prima battuta, e che fanno capo al parlamentare cittadino, il segretario dell’Unione cittadina, il senatore Gianna Battaglia, il primo degli eletti nella lista alle comunali, il prof. Giorgio Massari, e l’autorevole sfilza di notabili storici del partito, a cominciare dalla famiglia Barone al gran completo.
La corrente renziana si fa forte della posizione del leader nazionale e detta la linea localmente, ancorché le decisioni non siano avallate dai livelli istituzionali del partito, i cui numeri, attualmente vedono i renziani in minoranza.
Tutto si risolverà alla nuova conta ufficiale dei tesserati e, come ha anticipato Dipasquale, alle primarie che dovranno indicare le candidature future.
Considerato l’andazzo delle primarie e le regole discutibili, prevedibile l’afflusso alle urne private del partito di appartenenti e simpatizzanti di liste civiche e movimenti di varia estrazione politica, dei quali già si è auspicata la collaborazione per una idea nuova di città.
Da verificare quale posizione sarà prevalente, se quella tradizionale del partito, di sinistra e di centro sinistra, o quella moderna, avulsa dagli schieramenti tradizionali, ispirata al Partito della Nazione che significa l’arca di Noè dove raccogliere voltagabbana, trombati, mezze figure rimaste senza partito e gli specialisti del salto sul carro del vincitore che possa assicurare un altro quinquennio di gettoni di presenza o indennità varie.
La campagna appena iniziata, si avvale, per ora, del qualificato attivismo di Peppe Calabrese, impegnato autonomamente in una serrata critica verso l’amministrazione Piccitto, mentre i due consiglieri D’Asta e Chiavola si occupano di sfornare in continuazione comunicati stampa contro le diverse emergenze della città.
Calabrese chiama a raccolta il popolo delle contrade, i residenti di un quartiere di Marina di Ragusa e si esibisce al cospetto dei suoi simpatizzanti nella veste di capopopolo che riesce a farsi ricevere dal sindaco, non una sola volta.
Qualcosa di nuovo, rispetto all’azione dei due consiglieri che, in sostanza, non fanno altro che continuare la sterile opposizione fatta di periodici comunicati, spesso ad orologeria, quasi sempre strumentali.
Di recente, anche iniziative con i giovani democratici, palesemente legati a D’Asta, che si sono rivelate un flop, come il sit in per l’idrico o come nel caso del sondaggio che non faceva altro che ricalcare, come risultati, molti dei temi già sollevati da D’Asta e Chiavola nei comunicati.
Deprimente che giovani che si vogliono accostare alla politica si abbassino a simili tentativi di propaganda da strapazzo: encomiabile iniziativa ma basata su un campione risicato di 200 ragazzi.
Critiche scontate per la mancanza di aree a verde, qualcuno vuole altri spazi per lo sport, rilievi non meglio precisati sulla pulizia della città e sul sistema di raccolta dei rifiuti.
Fa capolino l’esigenza di una pista per il pattinaggio e lo skateboard, guarda caso poco prima dell’affidamento dei lavori di completamento della pista di viale Colajanni.
Ovvie le critiche al sistema di trasporto urbano, per il quale, però, nessuna azione è stata intrapresa dall’attuale e dalle passate amministrazioni.
Riappaiono temi conosciuti, come lo stato delle arterie stradali o il gradimento per l’iniziativa del bus notturno ore Marina di Ragusa.
Poi giù con la questione biblioteca comunale e orari di accesso, mentre emerge l’esigenza di confronti pubblici su tematiche socio-politiche.
Finale con la macedonia tuttifrutti, agevolazioni per i giovani, detassazioni per attività giovanili, locali per la cultura, qualità della vita e studi post diploma, periferie, parchi e piano turistico.
Una encomiabile iniziativa di giovani impegnati derubricata a segnalazioni di opposizione, senza interventi e proposte costruttive.
Non sembrano le strategie adatte per controbattere un Movimento 5 Stelle, inarrestabile nel consenso popolare, anche in una città come Ragusa dove l’azione del Sindaco ha brillato solo grazie all’ impegno di pochi assessori scelti.
Non si può fare opposizione con un gruppo facebook, “RAGUSA: PIU’ PULIZIA, MENO TRAZZERE!” che incensa il consigliere D’Asta e non vede la mole di interventi sulle strade cittadine, soffermandosi su alcune vie secondarie che, peraltro non soffrono di condizioni peggiori di arterie più importanti e trafficate.
Piuttosto deve far pensare la tremenda debacle del Partito Democratico, a Vittoria, dove, dopo decenni ininterrotti di amministrazione di sinistra, con il partito sempre protagonista, non solo perde il candidato sindaco, che non va nemmeno al ballottaggio, ma c’è l’insuccesso senza riserve del segretario provinciale Denaro, capace di raccogliere solo 61 preferenze nella sua città.
61 voti che mettono il segretario provinciale del partito alla stregua dei consiglieri comunali grillini di Ragusa, spesso criticati dai colleghi del PD per l’esiguo bottino di voti che ha permesso loro di sedere a Palazzo dell’Aquila. 61 voti per colui che era arrivato anche ad ergersi arbitro nella nostra città delle questioni interne al PD cittadino, peraltro senza risultati e senza aver mostrato alcuna autorevolezza.
Prossimo atto dell’opposizione al governo Piccitto sarà l’approvazione del bilancio preventivo e degli atti propedeutici, occasione per sgombrare il campo da ipotesi di inciuci, di sostegni sottotraccia, dove potrebbe venire fuori la natura e la consistenza delle truppe ingaggiate per lanciare l’attacco finale quando ci saranno le prossime elezioni.

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