Per gli ex assessori della giunta Piccitto, Conti, Brafa e Dimartino, i 5 Stelle hanno provocato, a Ragusa, un disastro finanziario

Non poteva mancare, nel diluvio di commenti sulle criticità dei bilanci 2015 e 2016 del Comune di Ragusa e sull’utilizzo anomalo delle royalties, quello dei tre assessori defenestrati da Piccitto, Claudio Conti, Gianflavio Brafa e Giuseppe Dimartino.
Questa la nota diramata che non manca di sottolineare la presenza in giunta di Massimo Iannucci, al tempo vicesindaco e, ora, esponente di spicco della Lega di Salvini

Gridavano prima gli ultimi ma non hanno fatto pagare gli evasori, chiedevano trasparenza ma non riescono a giustificare come hanno speso 30 milioni di euro, invocavano prima lo sviluppo e il lavoro ma hanno speso 52 milioni di euro su 65 provenienti dalle royalty petrolifere in spese correnti invece che in investimenti, hanno gonfiato le entrate, secondo la Corte dei Conti, per poter spendere di più e fare clientela.

Partiti della prima e della seconda repubblica? No, sono il M5S e, indirettamente, anche la Lega di Salvini, visto che il vicesindaco della giunta Piccitto è oggi il coordinatore provinciale della Lega.

Finora tutti hanno accusato il sindaco Piccitto e l’assessore al bilancio per questo disastro, ma hanno dimenticato colui che era chiamato tra i 5 Stelle il badante del sindaco, il vicesindaco vero uomo forte della giunta pentastellata.

Come minimo è corresponsabile di questo disastro finanziario. Ragusa è stato il laboratorio dell’attuale governo. Qui si sono incontrate due culture, quelle al governo nazionale oggi unite solo dal potere e per nulla diverse dal passato, intolleranti verso il dissenso, assolutamente incapaci a gestire alcunché per mancanza delle più minime competenze.

Dichiaravano di voler fare i Napoleone, la rivoluzione, ma sono finiti a fare i Metternich e i Talleyrand, la restaurazione.
Se Ragusa è stata la sperimentazione in piccolo di un progetto nazionale, per l’Italia si prospettano tempi bui.

Ultimi Articoli