Per il capogruppo 5 Stelle Firrincieli il caso Caravaggio è chiuso: ma, allora, chi sono gli imbonitori?

Da dodici ore, leggiamo e rileggiamo il comunicato del capogruppo 5 Stelle, Sergio Firrincieli, sul caso Caravaggio, riconosciamo di avere enormi difficoltà a comprendere lo spirito, la finalità, le strategie che ci possono essere dietro. Oppure non lo comprendiamo perché dietro c’è solo il nulla.
In questa vicenda, come è moda di questi ultimi mesi, le opposizioni ci sono andate molto leggere, al di là di enunciazioni di puro stampo propagandistico, nessuno si è voluto sbilanciare, nemmeno quando le evidenze sono state forti e imbarazzanti.
Alla fine, solo il comunicato di Giorgio Mirabella è da ascriversi all’alta scuola della politica locale, l’allievo di Ciccio Barone, prima, e di Maurizio Tumino, dopo, anche lui, in verità molto silente in tutto l’arco della consiliatura, ha sfornato l’unico comunicato decente di tutta la storia. Appunto come uno che dopo la laurea in Italia è andato a fare uno stage in America.
Mirabella, dopo una prima scontata considerazione, ha rilevato come gli organizzatori, sicuri del fatto loro, come hanno mostrato fino a 24 ore prima, cedono di colpo e rinunciano al contributo degli enti pubblici.
Una scelta opinabile che non mette le cose a posto per il Comune e i suoi amministratori.
Loro, gli organizzatori, erano, peraltro, ancor meno presi di mira dalle pistole ad acqua delle opposizioni
Il consigliere del gruppo INSIEME non si perde in fronzoli vari e parla di una vicenda amministrativa trattata con superficialità e pressapochismo da principianti.
Uno scenario che ondeggia, per Mirabella, fra il teatro dell’assurdo e la commedia napoletana: il sindaco passa dall’attendere fiducioso il simposio dove verrà fuori la verità, al repentino blocco del contributo comunale, che lui chiama ‘congelamento’, gli uffici ‘revoca’ che avevano adottato in mattinata, gli organizzatori ‘rinuncia’.
Basterebbe solo questo per una risata generale in consiglio comunale e tutto, veramente potrebbe finire lì, ma non nel senso della chiusura del caso ma del ‘tutti a casa’, magari non per acclarata malafede ma per uno scivolone che forse non si ricorda nella storia di Palazzo dell’Aquila.
Una successione di eventi che pone una domanda a Mirabella: “Il primo cittadino mente, sapendo di mentire, o veramente non ha contezza di quello che accade nelle stanze del Palazzo?
Solo un passo indietro del Sindaco e degli assessori, secondo Mirabella, metterebbe le cose a posto.
Anche per questo particolare, indecifrabili le posizioni delle opposizioni che hanno solo sfiorato Barone e ancor meno l’assessore Arezzo, del resto defilata per una iniziativa non sua, come dichiarato in aula consiliare, siamo quasi al paradosso, ma che ci’azzeccano gli assessori?

Indecifrabile anche la posizione del consigliere di Ragusa Prossima, Gianni Iurato, che, in aula, dichiara: “A noi non interessa se il quadro è di Caravaggio oppure è una copia di autore ignoto”.
Ma, allora, verrebbe da dire, viene meno il motivo del contendere, di cosa stiamo discutendo? Tutto questo casino per capire solo come gli uffici hanno critto la determina fidandosi solo di una proposta di un organizzatore?

In questo bailamme di inspiegabili posizioni, viene fuori, ora, Firrincieli che titola, nella sua nota; “Per noi il caso è chiuso, anche se la giunta Cassì ne esce con le ossa rotte”
Da un lato caso chiuso, senza vinti né vincitori, dall’altra una amministrazione che esce con le ossa rotte.
Come può essere chiuso il caso senza sapere di chi è il quadro?

Si può capire che Firrincieli ci sia rimasto male perché gli organizzatori hanno smontato i suoi rilievi, evidenziando come si fosse trattato di una iniziativa di privati e fra privati.
Teoria discutibilissima, ma da nessuno messa in discussione, che ci faceva, allora il Comune sempre tra i piedi, perché il comune assolda il violinista, perché sindaco e assessore parlano di grande operazione turistico culturale per rilanciare Ragusa?
In certi momenti, verrebbe da rivolgersi alle opposizioni come ai bambini di pochi mesi e chiedere “la lingua ce l’hai?”
Perché nessuno parla, nessuno ribatte, si arriva dritti al ‘caso chiuso’ e buonanotte ai suonatori.
Ora Firrincieli, addirittura, pensa che senza l’impegno del contributo pubblico, non possa nemmeno richiedere gli atti, forse qualcuno gli avrà detto che la sua mossa potrebbe avere profili di illegittimità.
Le considerazioni su un simposio che non vedrà contraddittorio lasciano il tempo che trovano, chiunque venga, dovrà dire, a chiare lettere, se l’opera è di Caravaggio o no. Dopo si vedrà quali saranno le reazioni.
Una resa, quella di Firrincieli, ma dove il comunicato assurge alle alte vette è quando, dopo l’invito alle dimissioni, dopo che si parla del troppo amore per la poltrona di amministratore, dopo che evidenzia la sufficienza con la quale si amministra, si definisce il Sindaco ‘un vero maestro nella vendita del suo prodotto”
Ma allora, viene da chiedersi: “è un buon sindaco oppure no?”
Se si considera il caso chiuso, non c’è nulla dire, se restassero dubbi sull’azione amministrativa ci sarebbe da lottare, politicamente, senza risparmio.
Per quanto abbiamo visto e sentito, il Sindaco non è un buon venditore, con le parole, è proprio la comunicazione che lo rende vulnerabile, che non ha prodotto risultati se per non per un effimero consenso apparente, che non ha saputo dare connotazione e identità, alla fine, può anche non importare a certa gente se il Caravaggio è un falso Caravaggio, ma capire chi sono gli imbonitori, questo sì è l’interrogativo che si fa strada tra la gente.

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