Seconda fumata nera del conclave dei Sindaci della provincia per la scelta del nuovo Amministratore Unico di Iblea Acque.
Dopo la prima riunione del 15 settembre, anche 10 giorni dopo, si è deciso di non decidere. I sindaci torneranno incontrarsi il 2 ottobre.
La giustificazione ufficiale è quella di prendere altro tempo per esaminare curricula e candidature: una giustificazione di facciata, i contenuti delle riunioni trapelano in maniera sufficiente per poter asserire che i professionisti del teatrino politico stanno facendo trascendere l’assemblea dei sindaci – già più volte nel ciclone per i fatti accaduti sotto il governo Poidomani della società in house: dubbi sulla legittimità dell’incarico a Poidomani, concorsi irregolari a detta dello stesso presidente del Comitato del Controllo Analogo, il sindaco di Ragusa Cassì, enormi debiti accumulati dalla società nei confronti dei Comuni – in un vortice di contrasti e tensioni, ormai difficili da contenere sul tavolo delle riunioni
Nulla di più falso per il tempo necessario a valutare meglio le candidature e i curricula: i soggetti papabili sono stati ben identificati, ma oltre alla valutazione delle competenze si devono fare i conti con le appartenenze e le pressioni politiche.
In lizza ci sono 29 candidati, i veri papabili sono due, circolano altri 4 nomi solo come ipotesi in caso di disaccordo sulla nomina.
L’assurdo che fa ascendere la situazione in teatrino è che la politica esige un accordo per non arrivare alla conta che sarebbe la cosa più logica.
Sulla carta il prescelto dovrebbe essere uno indicato da Forza Italia, dopo che i sindaci Cassì e Monisteri, assieme al collega di Scicli marino, hanno già indicato la terna dei revisori dei conti.
Da qualche settimana, girava come certo il nome di un candidato, indicato dall’alto, che però non è visto dai sindaci con le competenze e il curriculum adeguato.
Nonostante l’autorevole indicazione, il candidato sembra ormai bollato di non avere le necessarie competenze, e ciò rende impossibile un ripescaggio, pare anche secondo chi lo ha indicato, si sarebbe dovuto ripiegare su un altro candidato supportato da Forza Italia che ha, peraltro, per stessa ammissione di molti sindaci, competenze e curriculum adeguati alla carica, addirittura circola voce che risulti il primo fra i 29 in una ipotetica classifica di merito.
E qui sta il teatrino politico, fomentato dai professionisti del genere: non solo accantonata l’indicazione del partito azzurro, dai piani alti, con conseguenze che saranno tutte da verificare, nel tempo, ma c’è anche il veto sul secondo nome di Forza Italia, peraltro quello con le caratteristiche migliori.
Le tensioni sono all’interno di Forza Italia, pare che il sindaco di Ispica Leontini, il più importante rappresentante di Forza Italia fra i sindaci, prima in assemblea e, successivamente in un incontro informale con i colleghi, abbia sfoderato il meglio della sua vis politica, come ai bei tempi quando era capogruppo di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana e costituiva autorevolissimo e apprezzato riferimento della politica siciliana.
Per Leontini non c’è altro da scegliere al di fuori delle indicazioni di Forza Italia, altri dello stesso partito non condividono e avrebbero addirittura proposto di scegliere fra quattro soggetti, candidati di fuori provincia.
Becere rivalità dettate da voglia di improbabili e poco condivisi tentativi di leadership, che, peraltro, fanno il gioco di Fratelli d’Italia pronta a offrire una sua indicazione che, già si sa, proviene da pressioni di notabili catanesi del partito.
E, in questo gioco perverso che potrebbe favorire un candidato indicato da Fratelli d’Italia, qualcuno, addirittura, intravede il riaffiorare di brezze di amorosi sensi fra qualcuno di Fratelli d’Italia e qualcuno di Forza Italia, amorosi sensi proiettati alla prossima competizione comunale del capoluogo, mirati a evitare ingerenze modicane.
Comunque vada a finire, sarà un’altra bruttissima pagina della politica locale, ancorché si vada a scegliere il migliore che, al momento, è indicato come il soggetto ideale da nominare.
Se non verrà scelto il migliore, come vantano di voler fare i sindaci, la pagina da bruttissima diventerà nera.
