Ragusa, in consiglio comunale restano solo 11 consiglieri su 24 a sostegno dell’amministrazione Cassì

Si era già registrato con l’abbandono della maggioranza da parte dei consiglieri Mezzasalma e Rivillito il venir meno della maggioranza consiliare a sostegno dell’amministrazione Cassì.
Ancora con 12 consiglieri non si poteva parlare di maggioranza, tutto era affidato al rosso e al nero come alla roulette, anche se con la piccolissima incognita dello zero.
Nella seduta di ieri 29 novembre, con l’abbandono della maggioranza, da parte del consigliere Raimonda Salamone, solo 11 componenti del civico consesso sostengono ancora l’amministrazione Cassì.
Si può parlare, a tutti gli effetti, di maggioranza perduta, il piano regolatore che si voleva portare in aula prima della fine dell’anno, così come il bilancio di previsione sono, ora affidati alla compattezza delle opposizioni.
Un fronte di 13 consiglieri, 4 del Movimento 5 Stelle, più Mirabella, Iurato, Chiavola e gli appartenenti al gruppo misto, Malfa, Mezzasalma, Rivillito, Gurrieri, D’Asta e ora Salamone.
Potrebbe risultare un fronte compatto, già ieri, prima della seduta, alcuni, circa 9, delle opposizioni, hanno voluto mostrare i muscoli con una plateale riunione in sala commissioni, per verificare la propria compattezza: non c’era bisogno di farlo al comune, tantomeno prima della seduta, scontato che ci sia un tentativo di fare fronte comune per avere, anche solo alla scadenza dei 5 anni, una rivalsa su Cassì e sul suo cerchio magico.
Verosimilmente, secondo le prime valutazioni, si bloccherà l’iter del PRG, se non a costo di sostanziali cambiamenti, poco probabili. Già ieri sera, in seno all’ambiente di maggioranza circolava l’ipotesi di un PRG che potrebbe non essere portato in Consiglio, per non rischiare una sconfitta pesante.
Si vanificherebbero così anche le iniziative di altri gruppi politici che stanno provocando non poco danno di immagine all’amministrazione, esponendo in pubblico le tavole dello strumento urbanistico, mettendo a disposizione dei tecnici per poterlo valutare in maniera opportuna e promettendo importanti rivelazioni sullo stesso.
Se il piano non fosse presentato, se ne dovrebbe riparlare alla prossima sindacatura.
Per quanto riguarda l’approvazione del bilancio si prevede una minore durezza dei consiglieri di opposizione, qualcuno sarà intenerito in nome del bene comune, del bene della città e, soprattutto, in nome di un bel malloppo di emendamenti approvati, da ostentare ai propri elettori.
Anche perché, mandare a casa Cassì, a 5 mesi dalle elezioni, sarebbe un rischio di allungare i tempi delle nuove consultazioni.

Quanto al passaggio della consigliere Raimonda Salamone al gruppo misto, si è concretizzata una situazione che aleggiava da tempo.
Dopo la breve esperienza assessoriale, per sostituire inizialmente Ciccio Barone, al cui gruppo la Salamone apparteneva, e le resistenze a dimettersi, la Salamone, tornata fra gli scranni consiliari manteneva un atteggiamento dignitosamente corretto nei confronti dell’amministrazione, come ha fatto per quattro anni, non esimendosi, però, dall’avvicinarsi politicamente all’on.le Nello Dipasquale.
Negli ultimi tempi, c’era stato anche un riavvicinamento con Ciccio Barone, suggellato dall’incontro alla corte di Dipasquale per le ultime elezioni regionali.
Invero, inaspettato il suo abbandono della maggioranza, meno sorprendente l’annuncio del suo passaggio nelle file di Territorio, il movimento politico culturale guidato da Raffele Schembari, movimento creato e vicino all’on.le Dipasquale.
Il deputato ibleo resta il protagonista della politica locale, quando apparare defilato dalle vicende cittadine lo è volutamente, in questo scorcio di sindacatura, successivo alle elezioni regionali che lo hanno visto riconfermato per la terza volta all’assemblea regionale siciliana, con l’aggiunta della prestigiosa carica di deputato questore, non ha preso posizione ma segue, da vicino, con particolare interesse, i movimenti attornio a possibili candidature a sindaco.
Segue naturalmente Territorio e Raffaele Schembari, segue Ciccio Barone e il suo progetto politico civico, Patto per Ragusa, segue anche Riccardo Schininà che, con il suo progetto politico, GenerAzione, ambisce, anche lui, con malcelate ambizioni, alla poltrona somma di Palazzo dell’Aquila.
La summa delle finezze politiche di Dipasquale è stata l’occasione della serata organizzata da Riccardo Schininà per l’inaugurazione della sede di GenerAzione con contestuale presentazione delle tavole del PRG alla città.
La presenza dell’on.le Dipasquale ha, di fatto, messo in ombra l’iniziativa, lui la prima donna, ricercato, riverito, intervistato, forte anche di un notevole seguito portato alla serata, c’era il segretario cittadino di Territorio, il dr. Raffaele Schembari, con Emanuele Distefano e Venerando Suizzo, appunto Raimonda Salamone, Enzo Guastella, i consiglieri di Ciccio Barone Gianni Mezzasalma e Luca Rivillito, il Presidente di Pericentro, Pace, alcuni esponenti del Partito Democratico, fra cui Lauretta e Battaglia.
Per tornare all’annuncio, in aula, della sua scelta di abbandonare la maggioranza, la consigliera Salamone ha espresso il suo rammarico per non aver potuto esprimere il meglio delle sue intenzioni per contribuire alle esigenze e ai bisogni della città, ha detto di aver avvertito, sin dal primo momento, un mancato coinvolgimento che creava una netta linea di demarcazione fra giunta e consiglieri comunali, riteneva imprescindibile il supporto dei consiglieri comunali all’attività dell’amministrazione, soprattutto di quelli che avevano contribuito alla elezione del sindaco con i propri voti. Le scelte più importanti per la città hanno visto una attività autonoma e riservata della giunta che non ha per nulla coinvolto i consiglieri.
Parole di circostanza quelle del sindaco, che ha espresso rammarico per la scelta, nonostante i rapporti personali fluidi, dicendosi in disaccordo con l’analisi della consigliera, e ammettendo di aver potuto sbagliare in qualche passaggio, ripromettendosi di verificare suoi scelte e atteggiamenti.
Fra gli inevitabili successivi interventi dei consiglieri in aula, molti dei quali hanno, naturalmente, cavalcato la tigre della delusione dilagante, anche fra i componenti della maggioranza, per molte delle scelte del sindaco e della sua giunta, particolarmente significativi quelli delle consigliere Corrada Iacono e Cettina Raniolo, delle quali è risaputo il forte disappunto, soprattutto nei confronti di qualche componente della giunta, per l’assoluto totale mancato coinvolgimento nelle iniziative e nelle scelte, disappunto accresciuto dall’essere ignorate anche come Presidenti delle rispettive commissioni che dirigono.
La consigliera Iacono ha espresso chiaramente anche la sua delusione, peraltro spesso esternata al sindaco, per il disinteresse degli amministratori per la figura del consigliere comunale.
Di sassolini nella scarpa si è liberata anche la consigliera Cettina Raniolo, che ha espresso la delusione per il momento delicato e triste, nel vedere la maggioranza ridursi inesorabilmente. Parole di stima e di apprezzamento per la Salamone, un finale con una pesante bacchettata al Presidente del Consiglio per il mancato coinvolgimento per sue le funzioni di vicepresidente del Consiglio.
Entrambe le consigliere, Iacono e Raniolo hanno comunque ribadito l’impegno a fianco e a sostegno dell’amministrazione.
Va segnalata la presenza, nell’aula consiliare, per assistere all’annuncio della consigliera Salamone, dell’ex assessore Ciccio Barone che non ha tralasciato di rimarcare come molte dei suoi rilievi sul sindaco e sulla giunta fossero stati confermati da alcuni degli interventi dei consiglieri di quella che, u a volta, poteva essere definita maggioranza.

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