Sabbia bollente al Consiglio Comunale di Ragusa

“ ‘A rina è caura”, direbbero gli antichi, il passaggio di Maria Malfa ha la prevalenza su tutte le altre notizie e sensazioni inerenti il Consiglio Comunale di Ragusa e l’amministrazione Cassì.
Perché l’adesione della ex vicepresidente del Consiglio è solo la punta di un iceberg che, lentamente, si muove sull’alveo del mandato sindacale, come ogni iceberg, ma soffre di quel timore che i cambiamenti ambientali possono determinare il progressivo scioglimento.
La questione Maria Malfa è banale nel suo apparente clamore: intanto occorre sgombrare il campo dalle possibili motivazioni che hanno indotto la consigliera ad abbracciare la Lega.
Quando un gruppo di politici ragusani, con in testa Ciccio Barone e Peppino Arezzo, valutavano l’ipotesi di accettare l’incarico di referenti della Lega a Ragusa e nella provincia, su preciso incarico di Salvini, si misero di mezzo i referenti regionali del partito che fecero decidere Barone e Arezzo per lasciar perdere.
In quella occasione, Maria Malfa e il di lei marito, che la seguiva in questo tipo di trattative alle quali partecipava come fedelissima di Ciccio Barone, furono quelli che si mostrarono più delusi dal mancato accordo, perché intravedevano nella Lega il futuro della politica.
Con questa premessa, dopo che non fu mantenuta la promessa di elezione a Presidente del Consiglio, dopo l’emarginazione subita anche come vicepresidente, dopo un mancato coinvolgimento anche nelle commissioni e una emarginazione politica di fatto, è stato quasi naturale il suo distacco dalla lista Peppe Cassì Sindaco e lo scivolamento verso una formazione politica nel pieno della campagna acquisti.
Dovrebbe scandalizzare di più il passaggio di onorevoli come Minardo e Ragusa, che non quello di una semplice esponente politica che, alla fine, alle elezioni, ha racimolato solo 278 preferenze, nulla di particolarmente trascendentale.
Sul tavolo resta solo una questione irrisolta, almeno per il momento, che nasce dalle origini politiche della Malfa che aderiva all’UDC: sembra che la Malfa voglia adottare la strategia tipica di Casini, quella dei due forni, dei piedi in due barche. Pare infatti che abbia comunicato di aver aderito alla Lega ma di voler continuare a far parte della maggioranza che sostiene Cassì.
Se questo significa che concorrerà a mantenere il numero di 15 consiglieri di maggioranza, senza nulla chiedere, oppure avanzerà, anche tramite i responsabili del partito, pretese di assessorati o altro, non è dato sapere.
Gruppo politico della Lega non può essere formato ufficialmente, come erroneamente hanno annunciato i parlamentari del partito che si considerano i padrini di questa prima acquisizione nel partito, questo per il regolamento del Consiglio comunale che non permette di formare un nuovo gruppo a nome di un partito o lista non eletta alle elezioni nella civica assise.
Gli occhi sono puntati sulla consigliera Salamone, quarta degli eletti con 266 voti, considerata, da sempre, vicina alle posizioni dell’on.le Ragusa, ma, al momento, non si hanno segnali di un suo abbandono della maggioranza.
I parlamentari e i responsabili di Ragusa della Lega, Iannucci e il commissario catanese Cantarella, hanno esultato per il nuovo acquisto ma, al momento, sulla piazza, possono contare su circa 500 voti, anche alle elezioni regionali l’on.le Ragusa, in tutto, nel capoluogo racimolò 800 voti, segnale di scarsa valenza degli uomini sul posto che mirarono solo a danneggiare la candidatura del senatore Mauro.
Apparentemente, non ci dovrebbero essere scossoni per l’amministrazione, provocati da una maggioranza traballante, il pericolo può derivare dai troppi delusi per l’ultima nomina assessoriale, che non hanno mancato di manifestare il malcontento.
Troppe ambizioni assessoriali, che si aggiungono alle sempre latenti delusioni per il mancato coinvolgimento da parte di assessori e fedelissimi del Sindaco. Non è da pensare che possa mancare il sostegno della maggioranza, ma sarà inevitabile rinunciare all’impegno di lavoro o alla febbre da colpo d’aria per garantire il numero legale in aula.
Senza dire che si dovranno spegnere sul nascere le cause di fibrillazioni in giunta, perché altrimenti, con uno come Cassì, si va tutti a casa.
Il Sindaco non è tipo da cedere a ricatti, soprattutto se provenienti da partiti che considera il male della politica, specie se dovessero avanzare pretese con la minaccia di far mancare il sostegno.
Ciononostante, “ ‘a rina è caura” perchè preoccupano i quattro o cinque consiglieri di maggioranza ‘agitati’ e incombono i risultati che, a breve, dovranno far vedere i nuovi assessori, soprattutto il nuovo delegato alla cultura che si aggiunge alla pletora di esperti del settore che, fino a questo momento, hanno prodotto ben poco.
Se si dovesse continuare ad assistere all’immobilismo, che il Sindaco tiene a precisare è solo impressione di chi vuole criticare ad ogni costo, l’agitazione di qualcuno potrebbe evolvere in fenomeni più negativi.

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