Sanità locale nel ciclone, viene criticato il “silenzio omertoso” di alcuni sindaci e la “pressoché totale inesistenza” degli assessori alla sanità

Le condizioni nei Pronto Soccorso della provincia, in particolare in quello di Modica, hanno indotto la sindaca Maria Monisteri Caschetto a intervenire sulla questione, con un approccio che vuole definire concreto e non strumentale.
In una nita la sindaca di Modica ha voluto sottolineare i contatti “continui e costanti” con l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP 7) e, in particolare, con il direttore generale Giuseppe Drago e il primario del pronto soccorso Romualdo Polara, nel contesto di un suo impegno quotidiano e strutturato, intrapreso fin dall’inizio del suo mandato.
Un impegno che, alla luce dei fatti non ha prodotto gli effetti sperati.
A proposito del caso che ha suscitato clamore per l’abbandono di una paziente, per oltre 48 ore, in Pronto Soccorso, ha voluto ribadire la sua posizione chiara: “Non è mia abitudine e non lo sarà mai, strumentalizzare accadimenti perché preferisco cercare le strade di soluzione, laddove possibili, ai problemi.”
Asserisce di aver già avviato un dialogo specifico con i vertici dell’ASP.
Con una dose, forse anche eccessiva di politichese, la Monisteri ha fatto riferimento anche a un post sui social media della signora coinvolta nella vicenda, prendendo atto della sua decisione di “prendere le distanze dalle ‘manfrine politiche’”.
Atteggiamento che ha voluto condividere, ribadendo la sua scelta di affrontare i problemi senza puntare il dito e assumendosi le proprie responsabilità, con l’obiettivo finale di risolverli.
La nota si chiude con un messaggio di rassicurazione e impegno, volto a stemperare le tensioni politiche e a concentrarsi sulle azioni concrete.
Praticamente, nulla di concreto.

Tanto da legittimare il Comitato Civico Articolo 32, presieduto da Rosario Gugliotta, a lanciare l’ennesimo duro attacco per i disservizi della sanità pubblica in provincia di Ragusa, rivolto ai rappresentanti istituzionali,
per un’escalation di criticità e una “pericolosa accelerazione” dei problemi che affliggono i cittadini.
In una nota del comitato, vengono citati alcuni casi eclatanti che hanno fatto scalpore negli ultimi giorni: i disservizi nella guardia medica di Vittoria, le 49 ore di attesa su una barella di un’anziana disabile al pronto soccorso di Modica e il rinvio di 16 mesi di un esame per un malato oncologico.
Tutti casi che, uniti alle tante segnalazioni dell’utenza, confermano che gli allarmi lanciati in passato non erano infondati.

Nell’occasione viene sollevata anche la gestione degli accessi al pronto soccorso di Modica, dove viene segnalata una gestione anomala degli ingressi al Pronto Soccorso, ad opera di personale della sicurezza che non si limita al proprio ruolo ma pretende di selezionare gli accessi, impedendo l’ingresso agli accompagnatori di persone fragili, spesso anziani o disabili.

Sostiene, giustamente, il Comitato Civico Articolo 32 che non si possono affidare a semplici vigilantes compiti che richiederebbero protocolli specifici di accoglienza e un’attenta gestione delle persone in difficoltà. Le “maniere spicce e sgarbate” rischiano solo di generare ulteriori tensioni.
La gestione delle intemperanze dovrebbe essere affidata alle forze dell’ordine, per garantire serenità al personale sanitario.

Il comitato, di fronte a un contesto di “problematiche vecchie e nuove, inefficacemente gestite dai manager”, condivide l’azione sindaco di Chiaramonte, Mario Cutello, che ha denunciato la situazione all’Autorità Giudiziaria.
La sua azione contribuisce a “squarciare il muro di assuefazione che circonda il sistema sanitario”.
Al riguardo viene criticato il “silenzio omertoso” di altri sindaci e la “pressoché totale inesistenza” degli assessori alla sanità.
L’auspicio finale è che altri rappresentanti delle comunità locali si uniscano a Cutello, non solo per far emergere eventuali responsabilità, ma anche per promuovere incontri più frequenti tra i vertici dell’ASP e i cittadini, al fine di trovare soluzioni concrete ai problemi.

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