Santa AAPIT

Dopo anni di silenzio, almeno dieci sulla materia turismo, si torna a parlare del comparto, non solo per la tassa di soggiorno, per i suoi proventi e la destinazione degli stessi.
Tutti credono che di turismo la città e la provincia possano vivere, mentre il turismo resta comunque marginale nell’economia generale del paese, si vive solo di turismo d’elite, quello che fa circolare soldi, ci inebriamo facilmente per qualche bus a due piani o per qualche volo in arrivo a Comiso con il biglietto a 29.90 euro.
Abbiamo utilizzato male la tassa di soggiorno, lo ha ammesso anche il primo cittadino, l’abbiamo trasformata nella Caritas dei vari assessori che, a turno, ricevevano il pasto caldo per saziare i propri appetiti, di qualsiasi settore.
Amenità mai sentite, come l’asfalto sulle strade di Marina perché località turistica, nessun beneficio, soldi spesi per il cartellone estivo e per quello di Natale, ma anche per le cerimonie del 2 e del 4 novembre.
Del resto, i fatti regionali, scandalosi, tutti ad opera della destra di governo ci parlano di utilizzo dissennato dei soldi pubblici per ben precise finalità.
Beati i tempi dell’Azienda provinciale per il turismo, quado circolavano guide, piantine, depliant, pubblicazioni e ogni tipo di materiale promopubblicitario del territorio, quando a dirigere l’orchestra c’era gente come Giovanni Mauro o Pietro DiQuattro che ospitavano a colazione i Presidenti delle AAPIT siciliane, con le signore, a Palazzo Donnafugata, tra una riunione e una passeggiata, quando il nome di Ragusa girava in Italia e in Europa con vesti prestigiose, con l’organizzazione di un vero esperto in materia come Mario Papa.
Oggi il sindaco si munisce di un esperto che, invece di raccontarci quali saranno le cure e quali i medicinali per una terapia d’urto, intensiva, ci dice che ha trovato solo macerie, che bisognerà ricostruire quasi da zero, non c’è materiale turistico, non c’è informazione né promozione, anche gli infopoint non vanno bene e occorrerà formare il personale, per dare gas alle prossime iniziative si specifica che fino a luglio ci sarà un calo del 30% di presenze, che i prezzi delle strutture riceve sono alle stelle, e non ha parlato di quelle della ristorazione, ci saranno influencer che cureranno l’immagine di Ragusa, il Duomo e il portale di San Giorgio diventeranno gadget per i panettoni e i pandoro di qualche Ferragni di turno, chiaramente più a buon mercato.
Non c’era bisogno del secondo esperto, retribuito, per sapere che tutto andava male e per sentire nuove amenità, fortuna che ne abbiamo un terzo in lista di attesa, che aspetta la prossima variazione di bilancio per approdare nel bengodi del turismo.
In questo scenario di macerie, certificato da un esperto e non da sedicenti giornalisti che fanno gossip come dice qualche lecchino del sindaco, come per altre cose, le opposizioni tacciono. Ci siamo abituati e non ci fa impressione, ma sentire che il responsabile cittadino di Fratelli d’Italia parla del flop del turismo a Ragusa è troppo anche per le orecchie meno sensibili.
Troppo facile, per ora, sparare sulla Croce Rossa, troppo facile sfruttare l’argomento, di certo più alla portata dei fondi del PNRR o del PRG.

Stringe il cuore leggere le riflessioni del rappresentante del maggiora partito in Italia, il partito del premier, a Roma, componente più autorevole del governo regionale. Chissà se a Roma o a Palermo leggono comunicati di questo tipo, soprattutto se conoscono la realtà di casa nostra.

Nel titolo si parla di un grande vuoto per il turismo, che dopo 6 anni di governo Cassì, siamo ancora al palo, ma perché nessuno contesta al sindaco la supposta continuità amministrativa che doveva facilitare l’avvio della nuova sindacatura?
Non era Fratelli d’Italia alleata del sindaco Cassì? Perché non hanno detto nulla dopo la rottuar? Perché hanno cercato, in tutti i modi, di allearsi di nuovo con lui?
E in questi sei mesi, il vantato, a ben ragione, rappresentante del Partito in seno al Consiglio comunale, peraltro colto nella materia, come in tante altre, perché non ha sollevatole problematiche afferenti al turismo?
La chiusura di due importanti strutture ricettive del territorio non è addebitabile al sindaco, né all’amministrazione: i francesi del Club Med mai hanno tenuto rapporti con la città, il resort Donnafugata è invischiato in un groviglio di questioni giudiziarie da non poterci nemmeno avvicinare, tanto che non ci sono riusciti nemmeno grossi gruppi internazionali che si sono arresi di fronte alle barricate erette ad arte dalla proprietà.
Quanto ai mancati incassi relativi per la tassa di soggiorno, il sindaco ha affermato che gli introiti sono addirittura maggiori dopo la chiusura delle due strutture e questo di vedrà nero su bianco.
Quanto al Piano Strategico del Turismo, l’amministrazione si è trastullata con questo giochino ma nessuno delle opposizioni, nemmeno Fratelli d’Italia, ha saputo denunciare, a gran voce, l’inconsistenza della iniziativa.
La cosa più grave è che le riflessioni del coordinatore cittadino sarebbero condivise dai componenti del coordinamento.
Non è desueto penare che si tratti di tutto un bluff, dai dati sulle presenze alle strategie del PST, del resto il sindaco è arrivato a dedurre, dal valore degli immobili a Marina di Ragusa, che la nostra frazione è superiore a Taormina. Fino a quando nessuno si alza e contesta queste affermazioni, soprattutto se si tratta di operatori turistici, valgono gli unici dati certi del 63 % dei consensi per Cassì che non possono essere messi in discussione, da chi, sul territorio, è stato protagonista di una performance sulla quale è opportuno stendere un velo di rispettoso silenzio.
E, in ultimo, ancora una riflessione sulla assoluta mancanza di concretezza programmatica, ma questo va denunciato in aula per innescare un dibattito e interrogazioni alle quali andrebbe data risposta.
In chiusura, ci sia consentita una nostra riflessione: come la pensano i vertici locali e regionali di Fratelli d’Italia al riguardo? Non sarebbe opportuno che il caso Ragusa venisse analizzato dagli alleati del governo regionale per i necessari accorgimenti? Cosa ne pensa l’assessore regionale al turismo? Cosa ne pensa la deputazione locale?
Sarà interessante, capire, d’ora in poi, quale sarà l’atteggiamento del consigliere comunale di Fratelli d’Italia, alcune delle riflessioni del coordinatore cittadino, per quanto tardive, sono fondate, occorre proseguire nell’esercizio di opposizione, in maniera ferma e decisa, in nome della tradizione e del prestigio del partito.
Altrimenti è meglio accamparsi sul carro del vincitore, come hanno fatto tanti e come vogliono fare altri, almeno sul carro del vincitore sono obbligati al silenzio, molto più dignitoso del parlare a vanvera.

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