Sbrigative e parziali comunicazioni del Comune sulla sospensione del servizio di raccolta di abiti usati

Per una momentanea indisponibilità degli impianti regionali di stoccaggio, è sospeso il servizio di raccolta porta a porta degli abiti usati.
Lo aveva annunciato, ieri, 26 agosto, il Comune, attraverso una nota dell’Ufficio Stampa, senza fornire ulteriori elementi sui tempi della sospensione del servizio

Con analoga e maggiore superficialità, da addebitare agli uffici preposti, dirigente in primis, oggi, 27 agosto,
una integrazione alla comunicazione per precisare che il provvedimento comprende sia il ritiro porta a porta, sia il conferimento nei Centri Comunali di Raccolta (CCR, isole ecologiche).

Il Comune ringrazia i cittadini per la collaborazione e se ne lava le mani.
Fino a quando il servizio sarà sospeso? Chi ha abiti usati di cui disfarsi cosa deve fare e per quanto tempo?
Come deve fare chi deve svuotare una casa o deve liberare, per necessità, una stanza dove sono stati accantonati abiti usati?
Di queste possibili esigenze dei cittadini, il Comune non si preoccupa, non può lamentarsi se poi, qualche incivile, sbagliando, abbandona un sacco di abiti usati in maniera indiscriminata, possibilmente anche fuori dal centro abitato, dove sarà identificato dopo tempo e per cui si dovranno sostenere spese accessorie per la raccolta.
La gente, di certo, e a Ragusa è ampiamente dimostrato, possiede alti livelli di inciviltà, ma il Comune ci dovrebbe mettere del suo per limitarli.
Dare comunicazione della sospensione del servizio e non tenere in conto delle esigenze dei cittadini, non è il viatico ottimale per una città migliore.
Di questo, peraltro, dovrebbero occuparsi i consiglieri comunali, ma è solo utopia.

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