Se non ci fosse, lo dovremmo creare, le amenità del grillino Gurrieri

In un periodo come questo, assillati dall’emergenza coronavirus, prima di tutto sanitaria, ma anche economica e sociale, comunicati come quello del consigliere comunale grillino Gurrieri sono un toccasana.
Piacevoli, divertenti, delle vere e proprie amenità per allentare la tensione, la paura, lo sconforto.

Era impensabile che, nell’attuale situazione, al grillino non venisse in mente di inserirsi sulla complicata questione degli aiuti alimentari.
Una questione oltremodo complicata, come abbiamo avuto modo anche di confrontarci con il primo cittadino.
Fondi sostanziosi, oltre 538.000 euro per aiuti esclusivamente alimentari, destinati alle nuovissime difficoltà, quelle della gente in crisi per la chiusura di molte attività economiche che ha fermato il commercio e buona parte delle attività produttive.
Un equivalente di 10.772 buoni spesa da 50 euro, un numero doppio se da 25 euro, apparentemente enorme ma che può risultare insufficiente se l’emergenza dovesse prolungarsi, oltre il previsto.
Questione complicata e delicata quella della identificazione di chi ha veramente bisogno, che comporterà un lavoro non indifferente agli uffici comunali.
Il grillino Gurrieri, intanto, decide da solo e sollecita parsimonia per amplificare il gettito sul territorio, per poco non dice cosa la gente deve comprare e cosa deve mangiare, ma ci arriva vicino.
Il consigliere, nonostante sappiamo della presenza assidua del Sindaco in tutte le questioni importanti, e particolarmente in questa emergenza dove è sempre in prima fila, nonostante la presenza di un assessore ai servizi sociali sul quale non è mai stato sollevato nessun rilievo per l’attività amministrativa, nonostante la presenza di un collaboratore del sindaco per i servizi sociali, definito dall’assessore Rabito, persona insostituibile per il suo grande impegno e le sue spiccate competenze, nonostante la presenza di un dirigente di comprovata efficienza e competenza, fra l’altro la figura ideale per gestire una situazione come quella che si andrà ad affrontare, nonostante l’esistenza di uno staff, all’interno degli uffici dei servizi sociali, di provata competenza ed efficienza in quello che è ritenuto il settore fiore all’occhiello del Comune di Ragusa, pensa bene di proporre l’assessore allo sviluppo economico, Licitra, come gestore di una sorta di cabina di regia, ove possa, assieme ad altre figure competenti, tra cui anche l’assessore comunale ai servizi sociali, (menomale, NdR), sondare l’andamento dell’assegnazione delle suddette risorse.
Proposta, secondo noi, ma non solo secondo noi, che lascia interdetti, considerato proprio, come più volte abbiamo avuto modo di evidenziare e come ha convenuto anche qualche autorevole consigliere comunale, che lo stesso assessore non ha brillato per le deleghe affidate e non ha brillato, sempre in quanto a risultati, nemmeno in altri settori per i quali ha vantato, pubblicamente, il suo interessamento, vedi Castello, cultura, turismo e ancora altro.
Proposta che sembra voler sminuire il lavoro di gente come l’assessore Rabito o come il consigliere Rivillito, cercando di coinvolgere un soggetto che, proprio in questa emergenza, anche economica, è stata del tutto latitante, in ordine ai temi afferenti il sostegno all’economia del territorio e delle aziende entrate in crisi.
Non una idea, non una proposta, nemmeno una nota di solidarietà per i tanti settori che rischiano il tracollo.
È doveroso, altresì, aggiungere che, come spesso già avvenuto, nel gruppo consiliare, non tutti erano a conoscenza di questa proposta, componenti come Antonio Tringali o come, addirittura, il capogruppo Firricincieli, ci hanno detto che gli era stata annunciata solo la seconda proposta che ora, appresso, analizzeremo.
Proposta che, in linea di massima, può essere condivisa, per il coinvolgimento di piccole botteghe alimentari nelle convenzioni che si dovranno stipulare per l’utilizzo dei buoni spesa.
Una buona idea che rischia, però, di allungare i tempi: come detto da più parti, serve far presto, appena arrivano i fondi, fino ad oggi, lunedì 30 marzo, ancora non pervenuti, occorre distribuirli e i beneficiari dovranno trovare subito gli esercizi convenzionati.
Buona la possibilità di potersi rivolgere alla piccola bottega, anche nelle frazioni, buona l’idea di poter acquistare in una azienda agricola, ma per accelerare i tempi debbono essere le piccole strutture a bussare al Comune e offrire la propria disponibilità che non potrà essere rifiutata.
Del resto, è impensabile che ci sia personale del Comune che vada girando in cerca di esercizi da convenzionare, senza dire che, con quello che ha in cuore e in mente la gente, oltre al fatto che i movimenti sono limitati, nessuno ha voglia di girare per cercare grani, pasta speciale, ortaggi particolari e salse, come dice Gurrieri.
Facciamo ammenda, in ultimo, di non aver capito cosa intende il grillino quando scrive: “Secondo me il Comune dovrebbe fornire delle tabelle mentre i buoni pasto potrebbero essere ricompresi nell’ambito di un registro.”

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