Servono ancora le Commissioni ?

di Cesare Pluchino

Dall’ultima seduta della Commissione ambiente sono derivati spunti interessanti per alcune considerazioni che coinvolgono maggioranza e minoranza.

Sembrava una seduta come tante, c’era attesa per la prima uscita ufficiale dell’esperto del Sindaco in materia ambientale, nel frattempo promosso ad assessore della Giunta Municipale.

Ma in apertura, con la consueta ora di ritardo sull’orario di convocazione, ci pensa GianLuca Morando ad accendere la miccia: ‘’perché non c’è il Sindaco in qualità di Assessore all’Ambiente ? Si sospenda la seduta’’

Movimento 5 Stelle in evidente imbarazzo, il Presidente Liberatore non sa che pesci prendere, si fa ordinare di andare a verificare perché il Sindaco non risponde alla convocazione, mentre Filippo Spadola manifesta segni di insofferenza che si tradurranno, lungo il corso della seduta, in frequenti interruzioni, segno che è caduto nella provocazione politica.

Comincia allora lo show delle opposizioni, con quella sceneggiata ‘’politica’’ che nessuno vuole ammettere come tale, ma che tutti riconoscono, ‘’a microfoni spenti’’, quando soprattutto gli ‘’attori’’ sono di quelli buoni. E, onestamente, fra le opposizioni a palazzo dell’Aquila, candidati per l’Oscar non ne mancano.

Allora, direte voi, è una farsa ? Le commissioni non servono ? Vi rispondiamo di no perché l’inesperienza politica porta, per esempio, i grillini a non condividere mosse, strategie, tattiche ostruzionistiche che potrebbero anche essere non condivisibili, ma per lottarle non rispettano le regole.

E questo è grave: i tempi della politica sono scanditi da consuetudini ma, soprattutto da regolamenti che, ancorchè superati o appartenenti alla vecchia politica, debbono essere prima modificati per aspirare al cambiamento.

Invece, dopo 15 mesi ostentano la minaccia di voler cambiare il regolamento, ma non accade nulla, così come in campagna elettorale si dichiaravano disponibili alla riduzione delle indennità.

Sono tutte cose più facili a farsi che a parlarne: una seduta ritarda ad iniziare, si fa l’appello e si rinvia subito, così chi non è presente perde la giornata di lavoro e il gettone di presenza, invece di convocare la seduta alle 11, con un solo punto all’odg, si convoca alle 9  e si discutono 5 punti da esaminare.

Non si può, altrimenti dire che nelle sedute si perde tempo o che una seduta di commissione costa alla collettività dopo che se ne sono fruiti i benefici economici, spesso non meritatamente, né tantomeno, come fa qualcuno, ci si può lamentare di aver abbandonato il posto di lavoro dal momento che dipendente e datore di lavoro sono ampiamente tutelati.

Senza dire che, spesso, una volta c’è il dirigente sbagliato, un’altra manca l’assessore, un’altra non è pervenuta ai consiglieri la documentazione di pertinenza, mentre si attendono relazioni esaustive come nel caso del regolamento per l’affidamento ai privati degli impianti sportivi o per l’occupazione del suolo pubblico.

Sulla vita delle commissioni incombono due tipi di contingenze, una di ordine teorico e una di ordine pratico. Le commissioni sono un organo consultivo, il cui parere non è vincolante. Le meraviglie della politica italiana per cui un atto deve passare dalla commissione ma il parere può essere benissimo disatteso. Così che in commissione, dove i grillini sono minoranza, può passare qualcosa che va contro gli intendimenti dell’amministrazione o, come è accaduto spesso, gli atti vengono bocciati.

In consiglio, la maggioranza pentastellata mette tutto a posto.

Praticamente per sopperire a questo stato di cose, determinato dagli illusionismi della legge elettorale, i grillini, forti della loro maggioranza vorrebbero stravolgere le regole democratiche e variare la componente delle commissioni che radunano 16 consiglieri dal momento che ogni gruppo deve avere la sua rappresentanza. Non più un rappresentante per ogni gruppo consiliare, un modo di cambiare le regole per volgerle a proprio favore e, per di più in corsa : arriveranno fino al tal punto ?

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