Sette ambulanze del 118 bloccate al Pronto Soccorso di Modica per carenza di barelle e di letti per i pazienti, ma nessuno insorge

Lo scandalo, la notizia non è quella delle sette ambulanze costrette a rimanere ferme, bloccate per ore al Pronto Soccorso dell’ospedale di Modica, con serio pregiudizio della copertura di eventuali emergenze sul territorio.

Le motivazioni del grave disservizio non sono nuove, al di là delle note e croniche carenze di organico del Pronto Soccorso, di Modica come di atri centri del territorio, il blocco è determinato dall’impossibilità degli operatori del 118 di tornare operativi perché non rientrano in possesso delle barelle con le quali hanno trasportato i pazienti che restano sulle stesse in quanto il reparto non ha sufficienti barelle o posti letto dove accoglierli.
Una sorta di paradosso tutto siciliano, gli operatori debbono attendere che il paziente venga preso in carico dalla struttura ospedaliera, prima di lasciarlo, debbono, quindi attendere i tempi necessari che sono allungati anche dalla mancanza di sistemazione per il malato.

Le meraviglie alle quali ci hanno abituato i responsabili della sanità, a livello locale e a livello di assessorato regionale alla salute, ci lasciano indifferenti, quello che letteralmente impressiona è, invece, l’indifferenza delle autorità preposte, in primis i sindaci che dovrebbero energicamente protestare nei confronti della Direzione Strategica dell’Azienda Sanitaria, dell’assessore alla Salute e del presidente della Regione.
Non dovrebbe essere difficile chiedere quali richieste di barelle e di letti per sopperire a casi come quello descritto sono state fatte dal primario, dal direttore sanitario del nosocomio e dai vertici dell’ASP.

Quella creatasi è una condizione non rara a verificarsi e comporta lasciare ampie porzioni del territorio scoperte dal servizio 118, costringendo, per emergenze ad attivare ambulanze di altri territori con allungamento dei tempi di soccorso.
Forse, per molti sindaci, capire il meccanismo sarà complicato ma i vertici della sanità, locale e regionale ne dovrebbero avere maggiore contezza.
Comunque, domina il silenzio connivente, anche fra i professionisti del comunicato stampa.

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