Si torna a parlare di rete ospedaliera, un classico del teatrino della politica, forse senza che siano stati rispettati tutti i dettami del piano precedente.
Ragusa, come territorio provinciale, vedrà le solite questioni e gli inevitabili tentativi di favorire qualche area del territorio, a discapito di altre.
In effetti, tutto gira attorno all’ospedale Giovanni Paolo II, insufficiente a contenere tutti i reparti si parla di ampliamento del Pronto soccorso di Ragusa nei locali della rianimazione che, a sua volta, dovrebbe allocarsi nel nuovo padiglione in costruzione, dove è previsto l’ampliamento della terapia intensiva.
Ma del progetto di completamento dell’ospedale di Ragusa, realizzato, a suo tempo, per metà, nessuna notizia.
Si continua a non parlare della piena funzionalità del reparto di neurologia con la stroke unit, sancito da ben due sentenze del TAR, forse qualcuno sta lavorando per una nuova impostazione della rete ospedaliera che possa vanificare le sentenze.
Ancor prima di iniziare a parlare di rete ospedaliera, ci sono le avvisaglie di uno dei periodici trasferimenti di reparti, verso Modica, dove pare dovrebbe approdare, nella sua totalità, il reparto di Urologia del Giovanni Paolo II.
Nei locali della Urologia, dovrebbe sistemarsi il reparto di oncologia, attualmente al Maria Paternò Arezzo, che necessita, per la tipologia dei pazienti, di vicinanza alle strutture diagnostiche e di emergenza dell’ospedale principale.
Di tutto questo si attendono conferme, anche se le fonti, attendibili, sono all’interno dello stesso ospedale.
