Siamo entrati nella settimana decisiva, quanto meno nel mese decisivo, per definire candidature, alleanze e liste per le prossime comunali.
Il periodo nel quale possono essere indette le elezioni parte già dal mese di aprile, verosimilmente non si voterà prima di maggio, se non alla scadenza naturale della sindacatura, a giugno, ma i tempi impongono una accelerazione alle trattative per le alleanze, che fino a questo momento hanno impegnato tutte le forze politiche in un gioco a comporre la coalizione ideale per vincere.
Ormai non si parla più di destra e di sinistra, di ideologie, si va direttamente, per le piccole formazioni politiche, alla ricerca delle poltrone, di un posto al sole, rivendicando che si fa tutto per il bene comune, della città e della collettività.
Si parla di alleanze ormai da settembre, le nazionali e le regionali del 25 settembre avrebbero potuto imporre scenari scontati ma ha vinto il centro destra che nella nostra città è inesistente, con un bacino di voti esiguo, così che ogni possibile alleanza non può prescindere dalla presenza delle piccole formazioni politiche.
Inevitabile partire dalla quasi certa candidatura del sindaco uscente Cassì, una candidatura civica che il primo cittadino ostenta, dichiarando impossibili, coerentemente con la sua linea politica dei 5 anni, ogni possibile accordo con i partiti e la politica tradizionale.
Una candidatura Cassì parte quindi dall’accordo con i suoi attuali alleati, sulla carta Partecipiamo di Giovanni Iacono e Movimento Civico Ibleo di Franco Antoci. Diciamo sulla carta perché non sappiamo se, dopo la mancata staffetta all’assessorato ai lavori pubblici, originariamente in quota MCI, provocata, di certo, anche dalla posizione di Cassì, Movimento Civico Ibleo si muova ancora con la corrente interna di Enzo Pelligra, con il suo Pensare Ibleo, riferimento dell’assessore Giuffrida, oppure si può parlare di due formazioni distinte.
Verrà a mancare, rispetto al 2018, l’appoggio, che al tempo fu determinante, di Ciccio Barone e non ci sarebbero i voti, sia pur minimi quelli del 2018, di Fratelli d’Italia.
Un po’ troppo poco per affrontare una contesa dove tutti sembrano volersi coalizzare per allontanare Cassì da Palazzo dell’Aquila, anche se molti, sottobanco offrono disponibilità all’appoggio in cambio della poltrona, anche formazioni e soggetti politici che, durante tutto l’arco dei 5 anni, hanno mostrato di fare opposizione a Cassì.
Ecco, allora, entrare in scena Ragusa Prossima di Giorgio Massari che, da mesi, sfoglia la margherita per una possibile alleanza perorata, in particolare, da qualcuno all’interno del movimento.
Voci confermate indicano una condizione per l’alleanza, quella di non avere a sostegno della candidatura Fratelli d’Italia, voci non confermate dicono, invece che Ragusa Prossima pretenderebbe due assessorati oltre ad un azzeramento della attuale compagine di giunta, ma, ribadiamo sono voci non confermate.
Altra possibile alleanza potrebbe essere quella con una compagine civica, al momento non identificata, né esistente, di cui farebbero parte i consiglieri di opposizione D’Asta, Malfa e Gurrieri, sotto l’ala protettrice dell’ex sindaco di Modica, Abbate Un classico minestrone in salsa iblea, Abbate a Palermo come uomo UDC confluito nella nuova DC di Totò Cuffaro, con tre rappresentanti mascherati da civici, uno proveniente dal PD, un altro dai 5 Stelle e un altro dalla Lega.
A questa squadra che corre per salire sul carro del possibile vincitore si potrebbe aggregare la formazione di INSIEME, per le trattative che hanno condotto Giovanni Occhipinti, Giorgio Mirabella e Peppe Lo Destro, senza, però, fino ad ora, avere ottenuto il lascia passare di Maurizio Tumino, vero leader del gruppo e unica mente politicamente pensante.
Un bel guazzabuglio destra-sinistra che dovrebbe soddisfare le ambizioni di piccolo potere di almeno 6 esponenti politici locali, ormai da dieci anni vittime della sindrome da sconfitta elettorale.
Altro appoggio potrebbe provenire dal movimento civico di destra, Ragusa in Movimento, che ha offerto il suo sostegno, con malcelate intenzioni di venire incontro alle richieste del sindaco che vorrebbe sì un sostegno di Fratelli d’Italia, ma mascherato da una lista civica.
In un ordine normale delle cose, altri sostegni non dovrebbero arrivare a Cassì, salvo magheggi ideologici-elettorali con Azione o con il gruppo di De Luca.
Dall’altro versante, l’area più o meno vasta di centro sinistra, senza il Partito Democratico è troppo evidente che non si canta messa.
Il partito non si è, finora pronunciato, il segretario cittadino tace, il leader, per non essere di troppo ha scelto di andare in vacanza per riposare dopo lo stress ella lunga campagna elettorale, lasciando i ragazzi soli a giocherellare con riunioni e trattative.
Sulla scena tre possibili candidati a eventuali primarie di area, ormai da troppo tempo sotto i riflettori: l’avv. Riccardo Schininà, ex consigliere comunale del Partito Democratico, con la sua neonata formazione politica GenerAzione, di cui è leader l’avv. Gaetano Mauro. Poi, c’è il dr. Raffaele Schembari, segretario cittadino di Territorio Ragusa e Ciccio Barone che si fa avanti con il suo gruppo di Patto per Ragusa.
A meno di sorprese dell’anno nuovo, se non esce dalla torta un nuovo candidato, dai tre esponenti citati dovrebbe venir fuori il candidato da contrapporre a Cassì.
Allo schieramento si dovrebbero aggiungere Azione, se il partito prende finalmente forma a Ragusa e se i vertici nazionali e regionali hanno veramente intenzione di dargli credibilità, prima di tutto confermando la fiducia a Massimo Tidona che, finora, faticosamente, ha cercato di tirare avanti la carretta dove ora, naturalmente, vogliono salire in molti.
E ancora tante piccole formazioni politiche, prima fra tutte ArticoloUNO dell’ex senatore Gianni Battaglia, che costituirebbe un valore aggiunto rilevante, se non in termini di voti come prestigio della coalizione.
E ancora Sinistra Italiana, Ri-Pensare Ragusa di Massimo Iannucci, il gruppo che fa riferimento a De Luca.
Al momento, viste le vicissitudini interne e lo scarso appeal in sede locale, risulta non pervenuto il Movimento 5 Stelle; la deputata Stefania Campo, in rotta dichiarata, a microfoni spenti, con il gruppo consiliare, rivendica contatti e trattative per alleanze finalizzate alle prossime comunali, il gruppo consiliare appare distante, non sa nulla di queste trattative, attende di conoscere i nomi dei referenti provinciale e comunale per chiudere le valige, secondo noi pronte da tempo ma che non hanno avuto il coraggio di sollevare.
Alquanto disinteressato a continuare l’impegno politico sembra il consigliere Antoci, Antonio Tringali si mostra eventualmente disponibile a sostenere Riccardo Schininà, non decifrabili le posizioni degli altri due consiglieri, Firrincilei e Federico.
Una incognita pura il centro destra, Fratelli d’Italia deve per forza onorare l’appartenenza di due parlamentari iblei, non può limitarsi a fare la comparsa proprio nel capoluogo, deve almeno portare in consiglio comunale un numero dignitoso di propri rappresentanti.
La Lega è affidata al prestigio personale e al consenso del dr. Salvo Mallia e del fratello Giovanni, per il resto domina l’assoluta mancanza di struttura del partito che, a questo punto, dobbiamo ritenere voluta dal leader Minardo. Troppo poco nel contesto di un centro destra inesistente dove c’è anche la totale, anche questa, a questo punto, scientificamente voluta, di Forza Italia.
Un centro destra che presenti un suo candidato avvantaggerebbe l’area di sinistra, pescando naturalmente fra i moderati di centro destra, anche un ipotetico sostegno dei partiti di centro destra, anche senza poltrone, provocherebbe il disimpegno di Ragusa Prossima, a meno di sostanziose porzioni di prosciutto sugli occhi per Cassì ed eventuali alleati.
Una situazione che appare scontata, anche se il voto degli elettori, in particolare a Ragusa, ha prodotto sempre sorprese e, in linea di massima, sempre in controtendenza con i governi nazionale e regionale.
