Silenzio, ma non per il rendiconto 2015

di redazione
Tutti in vacanza, anche gli uffici comunali chiusi per il ponte del 2 giugno. Diventerà meno assordante il silenzio dopo i risultati delle elezioni?

Un provvidenziale quanto reale guasto alla centralina audio dell’aula consiliare ha eliminato anche lo spettacolo e il fastidio della seduta ispettiva, prevista per il primo giugno, che avrebbe consentito, in una sala prevedibilmente deserta, rifacendosi agli ultimi consigli dedicati all’attività ispettiva, gli ennesimi sproloqui di opposizioni ormai spompate, dopo tre anni, per un’azione seria e funzionale al contrasto politico dell’amministrazione.
Il Movimento 5 Stelle di Ragusa, che ha ‘dimenticato’ il caso Sigona, che sembra non avvertire il disagio di una maggioranza ormai perduta, che ha ignorato le gravi e pesanti affermazioni del consigliere Gulino, attende l’esito delle amministrative del 5 giugno per trarre auspici per il futuro.
I risultati nazionali potrebbero ridare fiato agli attivisti locali che, negli ultimi tempi, non sono stati, poi, così attivi. Molto di più, localmente, potrebbe fare una vittoria del Movimento 5 Stelle a Vittoria, che sancirebbe la leadership a livello regionale e potrebbe rinvigorire il prestigio politico dei grillini ragusani, i quali, però, non si sono sbracciati più di tanto per la consultazione ipparina.
In ogni caso sia arriva al 5 giugno in uno stato di apparente tranquillità, senza eccessi, con la comunicazione degli esuberanti consiglieri pentastellalti ragusani bloccata, con ‘radio opposizione’ spenta salvo le esuberanti trovate dei democratici più giovani che si sono perse nell’indifferenza generale provocata dalla lunga vacanza ‘comunale’.
In questo contesto, generato, casualmente, da una serie di coincidenti accadimenti, e subito passivamente dai protagonisti della politica locale, ha tentato di emergere, strumentalmente secondo i dietrologi che considerano il silenzio strategicamente provocato pro-elezioni, il comunicato, dai toni trionfalistici, per l’approvazione in giunta del consuntivo 2015.
Il rendiconto di gestione, che arriva nel mezzo di una fallimentare gestione temporale degli strumenti finanziari, con particolare riguardo al bilancio preventivo 2016 il cui termine è scaduto al 30 aprile, ha iniziato l’iter per il passaggio in Consiglio.
Naturalmente, ma non è stato specificato, attende il parere del Collegio dei Revisori dei Conti, prevedibilmente positivo perché, stando ai si dice, ci sarebbe stato un informale e preventivo assenso per i criteri perseguiti nella redazione dell’importante documento.
Ma non mancano le attese per un esame attento di tutta la documentazione, alla luce dei persistenti pareri a maggioranza che il collegio dei revisori dei conti continua a rilasciare per la mancata condivisione di alcuni elementi da parte di un componente, come è avvenuto per il accertamento dei residui, propedeutico all’atto in questione. Del tutto legittimo e valido il parere espresso a maggioranza, senza unanimità, ma spunto, per le residue forze di opposizione alla giunta, per organizzare un contrasto, anche solo di facciata, a beneficio di telecamere e comunicati stampa
Il comunicato dell’Ufficio Stampa ci parla di un rendiconto che registra un risultato di amministrazione complessivo di € 30.158.494,23, di cui avanzo libero, al netto delle somme vincolate, pari a € 2.423.726,78.
Il fondo di cassa registrato al 31/12/2015 è di € 14.672.390,86.
Il documento rappresenta gli interventi profondi di riorganizzazione delle finanze avviate a partire dal 2013, riportando la cancellazione di residui attivi di anni pregressi per € 29.117.566,38 e residui passivi per € 21.625.926,62.
Il Patto di Stabilità risulta rispettato, anche per il 2015, per € 14.687.000.
Aumenta l’autonomia finanziaria, fondamentale per assicurare la continuità dei servizi in una fase di profonda riduzione dei trasferimenti regionali e nazionali, passando dal 78,31% (2013) e 83,72% (2014) al 91,84% del 2015.
Sul fronte dei residui, da sempre il principale elemento di fragilità degli enti locali, migliora l’incidenza dei residui attivi (residui/accertamenti), che passa dal 99,52% (2013) e 96,86% (2014) al 68,52% nel 2015.
Stesso trend si registra per l’incidenza dei residui passivi (residui/impegni), che passa dal 103,60% (2013) e 95,71% (2014) al 47,38% del 2015.
Per quanto riguarda la lotta all’evasione e la capacità di riscossione, il Comune ha registrato nel corso del 2015 un miglioramento dell’azione dell’Amministrazione nella lotta all’evasione dei tributi locali: la velocità di riscossione delle entrate proprie dell’Ente (riscossione/accertamenti) è passata dal 62,95% (2013) e 66,01% (2014) all’81,79% del 2015.
L’atto contabile che l’Amministrazione Comunale è stata chiamata ad approvare costituisce una vera a propria rivoluzione, che recepisce le novità profonde intervenute tra il 2014 e il 2015 nella contabilità degli enti locali.
Il Sindaco, Federico Piccitto, e l’assessore alle Risorse Economiche e Patrimoniali, Stefano Martorana, in una dichiarazione, hanno sottolineato che “Il Rendiconto di gestione 2015 conferma la validità del lavoro svolto a partire dal 2013, tra mille difficoltà legate soprattutto alla drammatica riduzione dei trasferimenti regionali e nazionali, che fino al 2012 sostenevano i bilanci degli enti locali.
L’Amministrazione ha lavorato in questi anni per assicurare al Comune di Ragusa una piena autonomia finanziaria, che consentisse il mantenimento di servizi adeguati e innovativi nonostante un quadro regionale e nazionale sempre più disarmante.
L’azione di risanamento economico e finanziario ha raggiunto, con il 2015, una fase di pieno consolidamento, come testimoniato anche dal profondo miglioramento nei tempi di pagamento ai fornitori e dall’avvio di numerose opere pubbliche che vedranno la luce nel corso del 2016”.
Prevedibile, come per il passato, che l’atto sarà approvato, in Consiglio Comunale, grazie al provvidenziale di qualche sostegno esterno, considerato che, sulla carta, non c’è maggioranza a supporto dell’amministrazione.
Ci saranno interminabili interventi, tipici di talune opposizioni, dai contenuti vacui e finalizzati solo ad una polemica di facciata, qualche intervento critico di qualche 5 stelle, alla fine, nel nome del bene comune si farà in modo che l’atto venga approvato, perché, in realtà, nessuno vuol andare a casa.
Ad altri due anni di consiliatura nessuno vuole rinunciare, la sfiducia al primo cittadino è solo una bandierina di carta da agitare, per qualcuno, per scacciare lo spettro del pensionamento politico.

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