Stadietto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, la vergogna infinita, e diventa deposito delle docce vecchie

Benissimo fa il consigliere del movimento 5 Stelle, Alessandro Antoci a riportare all’attenzione la vergognosa situazione dello stadietto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa.
Una vergogna infinita, che risale ai primi anni del decennio che, né l’amministrazione commissariale, né quella grillina, hanno saputo eliminare.
La struttura si ricorda solo per la sceneggiata dei 5 Stelle che, al loro esordio come amministratori della città, si prodigarono in uno dei soliti teatrini a cui sono abituati, una giornata simbolo a raccogliere rifiuti in un sito, per poi non fare niente per lo stesso, struttura, strada, scalinata o spiaggia che sia.
Occasioni buone per fare fotografie ricordo, come per il MUOS a Niscemi, alle quali non seguono azioni conseguenziali.
Il degrado e l’abbandono, oltre alla mancanza delle più elementari norme di sicurezza prevalgono su ogni tipo di azione tendente a recuperare la struttura, a questo punto è lecito cercare di sapere quali sono i motivi dell’abbandono e del silenzio sulle intenzioni per quello che si vuole fare.
I 5 Stelle non hanno fatto nulla, dopo l’esibizione citata, nel 2016, a novembre, Piccitto e Iannucci furono costretti a spendere 50.000 euro per mettere in sicurezza la struttura, provvedendo a rifare parte della recinzione, alla pulizia interna ed esterna e alla copertura delle aperture per prevenire atti di vandalismo.
Riferirono gli amministratori che si operava in attesa di decidere sulla destinazione della struttura, ma mai nulla fu deciso in oggetto, né le opposizioni si interessavano della cosa.
Situazione che non mutò, né l’amministrazione, né le solerti opposizioni, pensarono all’impianto di via delle Sirene, prima impianto sportivo, poi arena per spettacoli, simbolo del degrado della politica che lascia andare in malora un bene pubblico che potrebbe essere utilizzato proficuamente per la collettività, non solo di Marina di Ragusa.
La situazione non è cambiata con l’amministrazione Cassì, c’è la stessa riservatezza sui programmi futuri, come per il Marino, come per la ex biblioteca, come per tante altre strutture e tanti altri immobili per i quali nulla è dato sapere ufficialmente, riservando, forse, il tutto, sulle soluzioni e sui progetti di utilizzo, per le uscite solite, con grande foto, sul quotidiano locale, collettore di consenso e di voti, nella mente degli amministratori e del portavoce in particolare.

Ora il consigliere Antoci, a fine stagione, dopo che la struttura ha rivestito il ruolo di monumento all’incuria, al degrado e all’abbandono, ricorda un poco noto progetto di riqualificazione che, ancora, non ha visto la luce.
E si riparte con la richiesta di messa in sicurezza dell’impianto, che rimane alla mercé di tutti, con i cancelli aperti, evidentemente i grillini non sono riusciti nemmeno a rendere funzionanti recinzione e cancelli.
Antoci parla di preservare l’immobile, non alza la voce sulla mancanza di un progetto serio per la riqualificazione e il riuso, d’altra parte, dei cinque pentastellati in Comune, Antoci è quello meno adatto, per esempio, ad una occupazione del sito con sciopero della fame e tenda in piazza Duca degli Abruzzi, per tutte le domeniche, per chiedere collaborazione ai cittadini.
Ma mettere in scurezza, ancora una volta, come richiede Antoci, la struttura significa solo spendere altri soldi per mantenere il degrado generale: occorre che l’amministrazione dica cosa vuole fare dell’impianto.

C’è un particolare che Antoci non rileva: l’impianto è utilizzato come discarica anche dallo stesso Comune che si preoccupa di cercare e sanzionare chi abbandona rifiuti in maniera indiscriminata, ma ammassa le vecchie docce che furono regalate dalla giunta 5 Stelle, ora dismesse, all’interno dell’impianto.
In effetti, tutto la struttura è una discarica, sul tetto troneggia una sedia da spiaggia, evidentemente l’abbandono è tale che nessuno che ha competenze sull’immobile va a dare, ogni tanto, una guardata ma, addirittura, si trasforma lo stesso in discarica perchè certo non è quello il posto dove conferire le docce vecchie, se dovessero essere conservate, anche in questo caso, il posto non è quello.

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