Svilito e delegittimato il ruolo di tutte le opposizioni dalla disordinata strategia dei 5 Stelle

Che i 5 Stelle di Ragusa siano, da tempo, in alto mare, senza idonei apparati di sicurezza, è noto sin dai tempi dell’amministrazione Piccitto, dai tempi di un Sindaco persona per bene che dovette affrontare mille peripezie amministrative e politiche supportato da pochi amici che, però, non erano tenuti debitamente in conto e non erano valorizzati per come avrebbero meritato, e circondato, per il resto, da una massa di incompetenti ‘imbecilli’ di carpinteriana memoria che hanno portato alla rovina il Movimento, in provincia e non solo.
C’è voluto un soggetto come Salvini della Lega per resuscitare Movimento e leader discutibili e contestati da una pletora di dissidenti che si vanno facendo, ogni giorno, più numerosi.
A Ragusa, il Movimento non esiste, nonostante quello che si vuole far apparire, resta solo Stefania Campo come ultimo baluardo del Movimento della rivoluzione e del cambiamento, i paladini del vaffanculo si sono sciolti come neve al sole, c’è poi il gruppo consiliare al Comune di Ragusa, come espressione di un Movimento che non c’è.
Un gruppo consiliare con il suo leader naturale, Antonio Tringali, candidato Sindaco sconfitto al ballottaggio, che solo dopo 15 mesi di amministrazione Cassì, è uscito da una lunga e meritata pausa di riflessione, indispensabile dopo le allucinazioni vissute in campagna elettorale per merito degli ‘imbecilli’.
Un gruppo che, al di là delle singole valutazioni sulle persone e di quelle dal punto di vista politico, recita oggi il suo de profundis con l’ennesimo comunicato del capogruppo Firrincieli, firmato come gruppo consiliare che, però, in qualcuno dei suoi elementi, stamattina, era all’oscuro dei contenuti.
De profundis perché è già grave propinare alla stampa contenuti spacciati per espressione del gruppo quando il gruppo non ne è a conoscenza, de profundis perché si insiste, con pervicacia, sullo stesso tema più volte chiarito in aula consiliare dall’assessore, perché si continua con denunce generiche su criticità e discrasie nell’attività scolastica di non meglio precisati istituti scolastici e di non identificati genitori.
Non ci sono denunce specifiche che, in ogni caso vanno rivolte agli uffici competenti e non al consigliere comunale di riferimento che si trastulla con comunicati per avere visibilità, invece di fare opportune denunce nelle sedi competenti, dell’amministrazione e, se serve, del tribunale.
Oggi i consiglieri comunali si vestono di compiti che non hanno, di portavoce di istanze non meglio identificate che servono per spacciare un ruolo e una autorità che non hanno.
C’è poi questa barzelletta dei messaggini al telefono del consigliere comunale che non trovano riscontro né in informali contatti con genitori di alunni delle scuole di apri grado, né in quelli con qualche dirigente scolastico che minimizza questi allarmi, considerati inesistenti o quasi.
Se si vogliono propagandare le istanze isolate di qualche dirigente, magari simpatizzante grillino, oppure si vuole fare confusione fra ruoli nelle istituzioni scolastiche e politica, il capogruppo Firrincieli è totalmente fuori strada, fermo restando le sue legittime prerogative di eletto al consiglio comunale.
Ma il conflitto di interessi gioca sempre a svantaggio della credibilità di comunicati e strategie.

Oggi l’ennesimo comunicato sulla questione scuola, nonostante l’ultimo intervento in aula dell’assessore Iacono abbia fatto trapelare, con colpevole ritardo, un quadro di grande confusione dove una decina, e forse oltre, di istituti scolastici, in nome dell’autonomia, pretendono di fissare orari a proprio piacimento, addirittura diversi per plessi diversi dello stesso istituto.
Dirigenti scolastici che devono fare i conti con la mancanza di personale che l’abile consigliere comunale vorrebbe addebitare alla mancanza di programmazione dell’assessorato competente.
In pratica si inneggia alla presunta programmazione di avventati dirigenti che hanno stabilito ore di studio senza avere il personale necessario, propinando orari definitivi che non avevano nessuna base per esistere.
Perché le iscrizioni hanno come termine gennaio e dopo 8 mesi i dirigenti si ritrovano a stilare programmi che dovrebbero essere pronti da tempo?
L’assessorato, prima dell’inizio dell’anno scolastico, dovrebbe essere messo in grado di sapere quanti alunni ci sono, quanti debbono usufruire del servizio scuolabus, quanti del servizio mensa, naturalmente con orari compatibili con le procedure adottate e con i contratti stipulati, perché non è che gare e contratti possono essere adattati alle esigenze permesse dall’autonomia scolastica

Ora il Firrincieli si fa banditore di istituti che sono costretti a rimodulare gli orati, censurando le scelte dell’assessore comunale, ci dica con chiarezza dove l’assessore avrebbe sbagliato, ci dimostri che gli istituti hanno ottemperato in tempo alle loro competenze, e si potrebbe anche cambiare l’assessore, ma, attenzione, ne potrebbe arrivare uno meno propenso al confronto e al dialogo e mettere tutti a posto, dirigenti, genitori e consiglieri comunali.
Il fatto che l’assessore abbia caldeggiato l’orario prolungato o settimana corta che dir si voglia, non esimeva gli istituti da una sapiente organizzazione: una volta definiti i programmi si può organizzare qualsiasi servizio di scuolabus straordinario, cosa che non si può inserire in sede di gara un anno prima.
Si parla, in maniera indefinita, di perdita di ore scolastiche, in una scuola che, da tempo, è dedita a ore sprecate per musica, teatro, filmini, passeggiate, celebrazioni, ricorrenze e altre amenità dettate dai moderni programmi: ora la tragedia, a sole due settimane dall’inizio dell’anno scolastico.
E poi finiamola con questi disagi per le famiglie, c’è chi come chi scrive, è abituato a considerare la famiglia al servizio della formazione scolastica dei figli con esigenze adattate a quelle della scuola.
Qui si parla di famiglie che si erano organizzate in un certo modo, ma cosa è cambiato nell’ordinamento scolastico rispetto ad un tempo?
In che cosa consiste questa organizzazione delle famiglie? nell’avere un posteggio per i figli a carico della comunità?
Speriamo che, una buona volta, l’amministrazione convochi un incontro pubblico con i dirigenti scolastici per chiarire ogni situazione e porre un argine a questo tipo di opposizione strumentale e disordinata che crea solo inutili allarmismi.
Se gli allarmi ci sono, che vengano fuori con nome e cognome dei dirigenti, dei genitori, con denunce circostanziate.
E ricordiamo, altresì, che la gente ha votato, c’è una amministrazione in carica, le istanze e le denunce vanno presentate al Comune, agli uffici competenti, possibilmente anche alla stampa e non al consigliere comunale di riferimento che non ha alcuna competenza e autorità in materia.
Il problema è aggravato da una maggioranza consiliare inconsistente, con molti elementi dediti agli endorsement, ai post sui social e ai selfie autoreferenziali, che non è in grado di intrattenere rapporti produttivi con la città e con gli stessi propri elettori.
Ancora una volta, un civico consesso che, al netto di qualche figura competente e politicamente valida, si rivela di scarso livello e non all’altezza del compito assegnato.
Ma, alla fine, la città ha quello che si merita, hanno scelto bene per sindaco e squadra indicata, un po’ meno per quanto riguarda i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione.

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