Si vuole fare passare la città per una comunità di gente per bene ma va facendosi strada l’impressione che non tutto quello che luccica è oro.
Femminicidi, suicidi di giovani, azioni di bullismo, azioni incivili come l’abbandono indiscriminato di rifiuti per le strade, sono all’ordine del giorno.
Occorrono forti azioni repressive e denunce immediate di quello che accade, invece di organizzare tavoli di confronto e di analisi dove, spesso, prevale il buonismo.
C’è qualcosa che non va nella società, l’associazionismo, la chiesa, certa parte politica ha perseguito strategie che, evidentemente, non hanno funzionato e, in un periodo di profonda crisi, come quella attuale, e di decadimento totale dei valori, si assiste a un susseguirsi di fenomeni che devono far pensare e impongono una rivisitazione dei metodi educativi e di valutazione della società
Ultimi due fatti incresciosi quello del grave gesto intimidatorio nei confronti di un veterinario che operava per la profilassi di stato, minacciato da un allevatore che brandiva un’ascia, e la bravata di un giovane, presumibilmente in compagnia, che, nella nottata fra sabato e domenica, si è introdotto nell’installazione della ruota panoramica e, all’interno di una delle cabine, cercava di dondolarsi, riprendendosi, intanto, con il telefonino per sancire la bravata di perfetto incosciente.
La minaccia al veterinario è di una gravità inaudita, un fatto di particolare rilevanza che mette a rischio gli operatori sanitari che svolgono il proprio dovere a tutela della salute pubblica, della qualità dei prodotti di origine animale e della difesa dell’ambiente.
La Direzione Strategica dell’ASP si associa alla solidarietà manifestata dai Colleghi al medico veterinario, esprimendo la propria vicinanza e stigmatizza il comportamento dell’allevatore.
Certo, meglio che stigmatizzare sarebbe costituirsi parte civile, ove ne ricorrano i termini, per contribuire all’applicazione di sanzioni e condanne adeguate.
Quello della bravata del giovane o dei giovani che si sono introdotti all’interno dell’impianto della ruota panoramica, evidenzia sì una grave mancanza di controlli e sorveglianza, perché si sarebbe potuto verificare anche un atto teso a sabotare la ruota, ma impone che dal video diffuso attraverso i social si risalga all’autore o agli autori della bravata, per adeguati provvedimenti.
Da ultimo, stamattina, in via Giovanni Meli, angolo via Marsala, faceva bella mostra una discarica di tutto rispetto, con mobili, sacchi enormi di spazzatura e rifiuti comuni.
I residenti hanno affermato che la discarica si è formata già sabato pomeriggio, impossibile che nessuno abbia visto gli autori del gesto.
In ogni caso, è indispensabile che venga istituita una squadra, operativa h 24, per emergenze di questo tipo, il Comune dovrà sostenere i costi, che potrà girare sull’utenza per far pesare ai cittadini il danno arrecato: quando i cittadini si renderanno conto di pagare di più per colpa di questi scellerati, le denunce e le delazioni fioccheranno.
in ogni caso, ci deve essere un servizio di ripristino immediato dei luoghi, un servizio di emergenza, perché non è che in un a casa, dopo che la padrona o la cameriera hanno fatto le pulizie, se cade a terra una bottiglia di birra, si aspetta il turno successivo delle pulizie per asciugare e raccogliere i cocci di vetro.
In questi casi, addirittura, si aspetta che la ditta riceva apposita richiesta di intervento da parte degli uffici preposti.
