L’ospedale ‘Maria Paternò Arezzo’ nel più assoluto degrado: lo segnala il capogruppo 5 Stelle, Firrincieli

Un momento di transizione, difficile, per il glorioso stabilimento ospedaliero di Ibla, il ”Maria Paternò Arezzo” che, svuotato di molti reparti, trasferiti al ‘Giovanni Paolo II’, resta in grave abbandono, in attesa del nuovo utilizzo dei vari locali. Lo rileva Sergio Firrincieli, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Comune di Ragusa che si rivolge alla Direzione dell’ASP per interventi urgenti atti a sanare la situazione.
Sia pure rimaneggiato nei reparti, a Ibla restano, pur sempre, il polo oncologico, oculistica, otorino, malattie infettive, Radioterapia, Dialisi, Fisioterapia, gli ambulatori di Neurologia e di Radiologia.
La situazione esistente non è per nulla tollerabile: la comunicazione fra i reparti e con il ‘Giovanni Paolo II’ non esiste, e avviene con dispositivi privati degli operatori sanitari.
Molte zone del vecchio nosocomio sono preda di forti infiltrazioni di acque meteoriche, nella tromba delle scale dell’ala nuova piove come fosse all’aperto, molti soffitti sono in pericolo di crollo degli intonaci per le infiltrazioni.
Il riscaldamento è disattivato in molte zone dell’immobile, manca la manutenzione di base, anche l’ascensore per il pubblico non funziona.
Firrincieli rileva ancora che nella vecchia portineria non c’è più personale, molti pavimenti mancano di piastrelle, costituendo grave pericolo per anziani e disabili, nelle ore pomeridiane mancherebbero anestesisti e cardiologi.
Una situazione che Firrincieli definisce paradossale, un ospedale al quale deve essere restituito il minimo decoro e dedicate le giuste attenzioni, possibilmente anche con l’intervento del Sindaco per sollecitare gli interventi più urgenti e necessari.
La nota del capogruppo del Movimento 5 Stelle fa seguito a quella della collega di movimento Federico che, nei giorni scorsi, ha segnalato l’accumulo abnorme di sacchi di spazzatura nelle aree esterne dell’ospedale.
La gravità delle segnalazioni ci ha indotto a cercare chiarimenti presso la Direzione Generale, tramite l’addetto stampa dell’Azienda, la dott.ssa Micelil’arch. Aliquò era impegnato in riunione ma non ha mancato di essere disponibile a fornire le sue risposte, tramite l’addetto stampa.

Il Direttore è contento della segnalazione perché, in questo modo, si accendono i riflettori sulla delicata situazione del ‘Maria Paternò Arezzo’, che non può disconoscere ma per il quale si sta lavorando con impegno.
Purtroppo, gli interventi necessari sono di una certa consistenza e superano la soglia economica per la quale è necessario istruire delle gare che hanno dei tempi non aggirabili.
Il ‘Maria Paternò Arezzo’ soffre anche per il recente trasferimento dei reparti, è naturale che gli interventi di ripristino debbano essere di una certa consistenza, massicci dopo anni di utilizzo della struttura che, occupata dai degenti e dalle attrezzature sanitarie, non ha permesso, fino ad ora, azioni radicali.
Del resto, ha sottolineato il Direttore Aliquò, il ‘Maria Paternò Arezzo’ non è che uno dei 70 presidi sanitari dell’Azienda Sanitaria, tutti di pari dignità, per i quali si lavora senza soluzione di continuità per assicurare livelli di assistenza consoni alla tradizione della sanità locale.
Il ‘Maria Paternò Arezzo’ rientra, comunque, fra le primarie attenzioni dell’arch. Aliquò che ha in mente di portare a Ibla la RSA e il SUAP, su uno stesso piano, oltre ai reparti di talassemia e di ematologia, non può essere, quindi, in nessun modo, una struttura dimenticata o tralasciata, anzi è al centro dell’attenzione dei vertici dell’azienda e dell’apparato tecnico dell’Azienda, come polo importante dell’ADSP, non solo per il capoluogo.

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