Ci piace riprendere e riportare in articolo un post del dott. Giambattista Veninata, ex funzionario del Banco di Sicilia e già assessore al Bilancio del Comune di Ragusa di Giorgio Chessari, sulle riflessioni del Sindaco Cassì sull’ ‘eterna’ vicenda che gira attorno al progetto del raddoppio della Ragusa – Catania.
Discendente di una illustre dinastia di POLITICI ragusani, per molti anni protagonisti della politica nazionale, i Lupis, Titta Veninata ci regala sintetiche ma profonde considerazioni che partono dall’analisi fatta da Peppe Cassì, nei giorni scorsi.
Questo il testo del suo post che pubblichiamo, ringraziando per la cortese autorizzazione:
“Dopo settimane di silenzio, il Sindaco di Ragusa, con una lunga nota, prende posizione sulla vexata quaestio della Ragusa/Catania.
Alla fine di un’articolata dissertazione, il Sindaco conclude che la soluzione migliore è la realizzazione dell’opera con integrale ricorso al finanziamento pubblico.
Le motivazioni a sostegno della scelta sarebbero essenzialmente due.
La prima, quella di evitare una inaccettabile disparità di trattamento con il metodo seguito per la realizzazione di altre infrastrutture viarie, interamente finanziate da risorse pubbliche.
La seconda, che se l’opera fosse realizzata con l’intervento del privato, ciò comporterebbe un gravoso onere in termini di pagamento del pedaggio richiesto per l’utilizzo dell’autostrada.
L’ orientamento del Sindaco di Ragusa è nettamente in contrasto con quello dei Sindaci degli altri Comuni “interessati”, che si sono ripetutamente espressi a favore della continuazione della procedura di project financing già avviata.
E ciò in ragione del fatto che l’abbandono dell’attuale progetto, secondo i Sindaci, comporterebbe un notevole allungamento dei tempi di realizzazione dell’opera.
Si profila, pertanto, una inedita e poco plausibile alleanza tra Sindaco di Ragusa, deputazione 5 Stelle, presidente Musumeci, da una parte; altri Sindaci e deputazione Pd, dall’ altra.
Al netto delle questioni di principio (pubblico o privato?) che dovrebbero rimanere fuori da questa, sotto alcuni aspetti stucchevole, vicenda, c’è da chiedersi: se, come appare probabile, l’abbandono dell’attuale procedura comporta il rinvio alle calende greche dell’avvio dei lavori, non è preferibile proseguire con l’attuale iter e rinviare a dopo il problema del costo del pedaggio?
Non si può intervenire su quest’ ultimo, contenendolo attraverso il ricorso a parte delle risorse pubbliche che dovrebbero ora essere utilizzate per la realizzazione dell’opera?
Questo è comunque ad oggi lo stato dell’arte.
Rimane un quesito: ci sono, sottaciute, altre ragioni a sostegno dell’una o dell’altra opzione, pubblico/privato?
Ai comuni mortali, allo stato, non è dato sapere.
Ma questo attiene alla trasparenza dell’agire politico.
Ed è un altro, lungo discorso.
P.s.
Nella sua nota, il Sindaco suggerisce, a proposito dei funzionari e dirigenti dei ministeri, di non trascurare o demonizzare “l’opinione di chi, a differenza dei politici che vanno e vengono, rimangono al loro posto per anni e anni condizionando l’azione amministrativa”.
Come dire che se funzionari e dirigenti non vogliono una cosa, questa non si fa, checché ne pensino i politici.
Non sono d’accordo, a meno che non ci siano politici incapaci.”
Giambattista Veninata
