Un Consiglio comunale di Ragusa diventato ‘provinciale’ per gli attacchi forti al Sindaco Cassì, candidato consigliere a Palazzo di viale del Fante

Uno spettacolo, quello che ci riserva la politica in queste settimane, che avremmo preferito evitare, una debacle dei partiti che non solo debbono fare fronte alle divisioni interne e di coalizione, ma si sono sottomessi ai civici, ingaggiati in gran numero per tentare di avere partita vinta
Uno spettacolo indegno, certo non potevamo aspettarci che ogni pretendente alla poltrona di Presidente si fosse messo in lista, come alle regionali, per vedere chi avrebbe riscosso più consensi, ma ci ritroviamo i nominati di turno, dai vertici dei partiti, tipo nomina dei manager della sanità, persone scelte per appartenenza politica, delle quali non si conoscono nemmeno i programmi politici.
A dare peso alle candidature sono, per ora, gli apparati di comunicazione, consiglieri comunali di Comiso esternano le loro intenzioni di voto per il sindaco di Comiso, candidato Presidente, consiglieri comunali di Santa Croce Camerina parteggiano per il loro sindaco, candidato consigliere, i sindaci civici si schierano per la Schembari, non ci sono, per ora, esternazioni ufficiali della squadra del sindaco di Ragusa, dei suoi tredici consiglieri di maggioranza, come mancano esternazioni di sostegno per l’area di centro sinistra.
Vivono in un mondo a parte, forti dei loro numeri, la DC di Ignazio Abbate e il suo candidato, Fidone, Sindaco di Acate, che hanno ricevuto l’unico e autorevole sostegno dai vertici del partito di appartenenza.
Un dato comune è quello secondo il quale nessuno dei candidati e degli schieramenti in campo sforna numeri relativi ai consiglieri su cui contano, sarebbe un modo per fare chiarezza, tanto auspicata in politica: non ci dovrebbe essere nemmeno bisogno di attendere i risultati delle urne, ci sono schieramenti precisi, in seno ai civici consessi, tanti per il centro destra, tanti per i civici, tanti per il centro sinistra, ma nessuno si Espone, nessuno si dichiara, sintomo preciso dello stato comatoso della politica e di come i risultati non sono, poi, tanto certi.
Inutile criticare, l’elettorato per l’assenteismo, per i cambi di casacca, per le divisioni interne non dichiarate.

Un caso singolare, al Consiglio comunale di Ragusa, dove lo spazio dedicato alle comunicazioni è diventato un processo al sindaco Cassì, reo, secondo alcuni consiglieri di opposizione, di tentativo di accaparramento di poltrone, per la sua candidatura, invero alquanto sminuente, di consigliere provinciale.
E c’è da notare che, mentre le truppe consiliari di Comiso e di Santa Croce tirano fuori bandiere e striscioni per i loro beniamini, a Ragusa, la pur collaudata truppa del sindaco Cassì, collaudata per comunicazione, resta silente, in assoluto e anche di fronte agli attacchi pesanti in Consiglio comunale.
Le critiche si sono accentrate sulla pletora di incarichi che riassume il Sindaco di Ragusa e sul fatto di non voler lasciar spazio ai consiglieri, ai giovani in particolare. E questo, invero, è il focus della questione perché nessuno dei consiglieri cassiniani è stato ritenuto degno di attenzione, fatta salva l’isolata presenza della consigliera Mezzasalma, bollata già, dagli stessi colleghi, come candidatura di servizio, casomai propedeutica alla prossima causa delle quote rosa in giunta.

In Consiglio, ha esordito il consigliere Federico Bennardo, un fuoriuscito dalla squadra del sindaco Cassì che, fra tutte le amicizie politiche di alto livello, di cui gode, ha scelto, forse ancora senza tessera, quella della DC di Ignazio Abbate e Totò Cuffaro, a sostegno di Gianfranco Fidone.
Nel ruolo di consigliere, non ha risparmiato critiche al suo sindaco, considerando la sua candidatura a consigliere una scelta deludente, una rivendicazione, nemmeno tanto accreditata, di poter ricoprire più ruoli, con una visione politica miope e autoreferenziale.
“Mentre in pubblico lei parla di rinnovamento della politica e della sua classe dirigente – ha detto Bennardo – di dare spazio ai giovani, dall’altro toglie spazio ai giovani che restano ai margini del dibattito politico. E non solo, è legittimo candidarsi, ma è anche doveroso sottolineare quando una candidatura diventa un mero atto di conservazione del potere, non un gesto di servizio alla comunità.”
“La politica deve essere un ponte tra generazioni – ha concluso il consigliere Bennardo – e non, come nel suo caso, un trampolino politico.”

Assai più penetranti e decise le considerazioni rivolte a Cassì da parte del consigliere Mauro, anche alla luce di possibili scenari futuri che potrebbero vedere i due all’interno di una stessa compagine politica, per cui resterebbe da dire: “Spettacolo assicurato”.
Se il collega Bennardo ha utilizzato toni pesanti ma aulici allo stesso tempo, ben diverso è stato l’incipit e il congedo del consigliere Mauro: ha esordito battezzando il sindaco come “Peppe pigliatutto”, (ci permettiamo di suggerire al sindaco di sfruttare, come gadget per la sua campagna elettorale, un mazzo di carte personalizzato con la sua effige, di Presidente del Comitato di controllo analogo di Iblea Acque, di Presidente della SRR, di consigliere provinciale, di sindaco, di assessore al turismo, di assessore alla cultura e così via discorrendo per altre cariche in divenire, per esempio vicepresidente della Provincia, per come si mormora NdR)
In chiusura del suo intervento Mauro ha chiesto al sindaco se, per caso, potesse essere interessato anche al ruolo di amministratore del suo condominio, figura, evidentemente, al momento mancante nella residenza del consigliere che ha auspicato che il sindaco non si lasci sfuggire questa possibilità, per non lasciare spazio ad altri in città.
“Apprendiamo – ha detto Mauro -che lei è candidato al consiglio provinciale, all’interno di una lista che sostiene la candidata alla presidenza Schembari, lista che raggruppa civici, ma anche esponenti del Movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo, quindi nell’area di centro destra, attendiamo, quindi, spiegazioni dal momento che lei sostiene lo stesso centro destra che è all’opposizione in questa città e che la sua giunta è composta, all’80%, da gente di sinistra; sottolineo come la sua candidatura sia del tutto contraddittoria, perché è stato lei che ha specificato come la figura del Presidente dovrà costantemente confrontarsi con tutti i sindaci, per cui non si vede la necessità di una sua presenza nel consiglio, in quanto già facente parte dell’Assemblea dei Sindaci. Vedo solo il tentativo di accaparrare ogni possibile posizione di potere, per quanto la risultante di tutte le cariche da lei rivestite non ha dato, finora, risultati eccellenti.
È solo un tentativo spasmodico di accentrare tutto, lei avrebbe avuto l’occasione per far crescere tante espressioni della sua maggioranza, della sua squadra in particolare, ma non lo ha fatto.”

Anche il consigliere Calabrese ha recriminato sul fatto che, anche dopo la presentazione delle liste, non c’è un panorama politico chiaro, piuttosto, invece, è calata la nebbia totale.
” C’è di tutto e di più, lei dovrebbe fare chiarezza per rispetto ai suoi elettori, ai quali aveva detto che lei era fuori dai partiti, inutili contenitori vuoti, lei cerca ancora di mimetizzarsi all’interno di una lista che vorrebbe essere civica, ma appoggia, dichiaratamente la destra, nemmeno il centro destra, e che vede al suo interno i partiti, variamente rappresentati. Avreste dovuto – lei e gli altri sindaci candidati – lasciare spazio ai consiglieri, ai più giovani, un accaparramento totale del potere, il tentativo di creare una oligarchia che non fa bene alla politica.
Anche chi sta vicino a lei e gode di una estrazione di sinistra, progressista, che viene dal partito democratico e da formazioni di area di sinistra, dovrebbe fare chiarezza, avete tutti definito la coalizione di centro sinistra, alle ultime elezioni comunali, una accozzaglia, nel vostro caso non c’è termine che può dare l’idea della vostra anomala situazione, dove si riscontra anche che lei è piegato a quella destra che non lo ha voluto come presidente, come lei ambiva.

Una menzione particolare merita anche l’intervento della vicepresidente del Consiglio comunale, la consigliera Rossana Caruso, che ha chiesto spiegazioni al sindaco sulla presenza nella sua lista civica di esponenti della Lega e del Movimento autonomista di Lombardo, ma che ha superato sé stessa quando si è tolta il sassolino dalla scarpa portando alla ribalta una delle più evidenti contraddizioni di questa amministrazione e di questa maggioranza, rivolgendosi al collega Iurato ha chiesto, in maniera molto semplice: ”Io fui pesantemente attaccata da lei perché vicina, oggi vicinissima, a Ignazio Abbate, alla DC di Totò Cuffaro, per la quale mi onoro di appartenere, non mi considerava degna di rappresentare la maggioranza, mi dica lei ora la sua opinione sulla scelta del sindaco, la rappresenta?”
Per puro pudore ci asteniamo di riportare la risposta, una pura amenità, da parte di un componente della formazione politica che affermò, pubblicamente in campagna elettorale ( abbiamo conservato il titolo, al riguardo, del quotidiano locale ) : “Ora che siamo certi che non ci saranno accordi con Fratelli d’Italia, potremo avviare le trattative per entrare in coalizione a sostegno di Cassì.
Oggi il soggetto coinvolto ci dice che “fino ad oggi, il sindaco non fa parte di nessun partito”.

Doveroso riportare anche l’intervento di replica del sindaco Cassì che ha sottolineato come ci sia stato un confronto con la giunta, con i consiglieri comunali, su come affrontare questo appuntamento elettorale: senza, per nulla, smentire, e del resto non lo poteva fare, rapporti con i partiti e l’appoggio alla destra e al suo candidato, ha parlato del raggiungimento di due obiettivi, ritenuti prioritari.
Due obiettivi connessi fra di loro, il primo evitare che la città potesse rimanere isolata, in un quadro politico che si stava delineando e che avrebbe potuto escludere la nostra città.
Al riguardo, una affermazione importante e grave, secondo la quale ci sarebbe sato qualcuno che avrebbe posto condizioni per emarginare la nostra città, particolare che richiederebbe ben altra chiarezza, che avrebbero dovuto anche esigere tutti i consiglieri comunali, un tipico esempio di come vivano la politica allo stato vegetativo.
L’altro obiettivo di dare alla nostra città un ruolo di protagonista. Ritengo e riteniamo di aver operato le scelte giuste in tal senso.
Secondo quanto affermato dal sindaco, giunta e consiglieri, sono stati unanimi nella scelta di appoggiare il candidato della destra, ogni ulteriore commento, per quanto detto sopra, è superfluo.

Quali saranno i risultati della scelta per una candidatura che non riveste requisiti di alto livello per competenze e autorevolezza, sarà tutto da vedere, come pure ci saranno da verificare i riscontri in termini di tutela del ruolo di capoluogo del territorio e di attenzione paritaria per tutto il resto del territorio provinciale.

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