Un eccesso incontrollato di sfrenata comunicazione e la laurea da fuoricorso

Sembra quasi che si sia aperto per la città, all’improvviso, il pozzo della felicità, la comunicazione del sindaco Cassì e del suo cerchio magico imperversa tutto d’un tratto, in maniera eccessiva, abnorme per le più elementari regole della comunicazione, con quello che hanno tirato fuori in pochi giorni, si poteva vivere di rendita fino all’estate.
Invece, si affastellano, tutto d’un tratto, comunicati di ogni genere, dalla Vallata Santa Domenica ai sopralluoghi, dal polo fieristico al lungomare Bisani, dall’accordo per il trasporto pubblico con Etna trasporti al car sharing, dalle facoltà universitarie alla scuola dello sport, dall’ostello di via San Vito alla casa protetta, dal nuovo Museo al cinema Marino.
Sembra si voglia inondare la città e l’opinione pubblica di positività, di cose positive, spalmare una immagine di perfezione oltre ogni limite, forse in vista di tempi difficili, si potrebbe pensare, per esempio, ad accordi per sostenere un partito, cosa che attirerebbe strali sul primo cittadino che ha detto sempre di non considerare una ipotesi di questo tipo. Si potrebbe pensare a momenti difficili per Iblea Acque e/o per la SRR, potrebbero arrivare indagini, interessamenti della magistratura per tutti i rilievi inoltrati da diversi consiglieri. Insomma, si è portati a pensare a un allagamento di positività per spegnere sul nascere la fiamma di ogni minima critica o polemica.
Non c’è nemmeno piacere a leggere questa comunicazione sfrenata, non si apprezzano gli eventi, le azioni, le opera, le iniziative, si vive in un turbinio di novità dove, però, mancano le risposte più semplici che la gente attende e da troppo tempo.

Un aspetto di questa situazione è, per esempio, la conferenza stampa tenuta dal sindaco e dall’assessore Giuffrida per le opere pubbliche, peraltro un resoconto scontato su molte opere che si conoscono e per le quali appare pleonastico un rinnovo della rassegna, senza particolari motivi.
Che si sta lavorando, che si sta progettando, è noto o è sotto gli occhi di tutti.
Diffondere questa rassegna, dove peraltro mancano quelle cose importanti per le quali non ci sono risposte, non ha un senso, una operazione di pura propaganda che non ha detto niente di nuovo, né ha aggiunto qualcosa alle opere in corso.
Che ci sia in città un fervore di opere pubbliche è noto a tutti, c’è la pioggia di finanziamenti del PNRR unita alla facile progettualità degli uffici, con qualche progetto che era già nel cassetto, e con forme integrative di finanziamenti che, si deve riconoscere, il Comune riesce a captare con relativa facilità.
Casomai sono altri uffici che non riescono, spesso, a concretizzare le azioni che sarebbero consentite dai finanziamenti, con ritardi e lungaggini burocratiche inenarrabili.
Il sindaco e l’assessore Giuffrida hanno messo assieme venti opere per questa esibizione di positività.
Positività che arriva dopo i 5 anni praticamente del nulla, per i quali nemmeno in campagna elettorale nessuno chiese: “si va bene questi sono i progetti dei primi 5 anni, cosa proponete per i prossimi 5’”
In pratica Cassì arriverà alla fine dei 10 anni, forse, il dubbio è legittimo, completando le materie del corso di laurea quinquennale, poi fa fuori corso cercherà di onorare gli impegni, di fare l’exploit, per molti normale, di una seconda laurea, manco a parlarne. Arriveremo nel 2028 con un fuoricorso di eccellenza, se completa i suoi progetti.
Certo, come ogni fuori corso che si rispetta rilancia e oltre all’impegno per mettersi al corrente assicura “ Non ci accontentiamo di quanto sinora compiuto, e in virtù di nuovi finanziamenti e progettazioni con fondi strutturali europei prevediamo altre decine di milioni di euro da investire in altri progetti.”
La rassegna ha inizio con il dejà vu, a parte la banale riqualificazione di una vecchia scuola rurale per la lotta al caporalato, vengono illustrati i gioielli di famiglia, lasciati in eredità da Giovanni Iacono: asilo nido di via Australia, asilo nido di Marina di Ragusa, scuola dell’infanzia e mensa della scuola Palazzello delle quali si conoscono genesi, progettazione, sviluppo e contenuti ispiratori dei progetti.
Il nuovo impianto polivalente alle spalle della scuola dello sport è una delle altre opera dei governi Cassì, come l’efficientamento e la riqualificazione energetica dello stadio Selvaggio, per il quale, però, resta moltissimo da fare.
7 milioni di euro per il recupero di Villa Moltisanti che diventerà centro per la cultura e gli spettacoli in un apposito anfiteatro che sarà creato nell’area esterna della villa.
Identica cifra per la rinascita della Vallata Santa Domenica, per farne un grande parco urbano, come pure 7 milioni di euro per il Polo Fieristico, Tutti e tre progetti che si potrebbero considerare avveniristici ma per la cui utilità e per i cui riscontri, in termini di reale utilizzo e fruibilità, la validità delle scelte sarà tutta da verificare.
Per mettere materiale in esposizione la tanto nota ristrutturazione del Parco del Castello di Donnafugata e i periodici lavori alla Sala Falcone Borsellino che viene puntualmente abbandonata e puntualmente ricondizionata, non si sa, ormai, da quanti anni, un po’ come per il Palazzo della Cancelleria per il quale si stanno continuando a spendere soldi senza avere avuto mai nulla di concreto in mano.

Progetto di grande valenza sociale, ma poco propagandato, forse perché poco chic fra ville, parchi e cose varie, le ‘stazioni di posta’, in via Generale Cadorna, dove si ristrutturerà un edificio fatiscente per realizzare una mensa e in più quattro camere in cui ospitare persone senza tetto.

Enfasi, invece, per l’area dell’ex scalo merci, considerato fra i progetti più importanti della città, che dovrebbe essere pronto per la fine dell’anno in corso, dove dovrebbero essere allocati ristorante, bar, edicola e una sala d’aspetto per chi deve fruire dei mezzi, oltre ad un’area mercatale di 15 mila metri quadrati.
Opera pubblica importante viene considerata la doverosa, assai tardiva, manutenzione della pista di atletica del Petrulli e dell’impianto in generale, dopo anni di abbandono.

Non avendo granché da presentare, utile sfruttare il recupero funzionale dell’ex cinema Marino che dovrebbe diventare teatro della città, progetto ormai ampiamente noto.

Di effetto i lavori nel Lungomare Bisani a Marina di Ragusa, con pista pedonale separata dalla pista ciclabile, ma ci sarà sempre chi camminerà indifferente sulla ciclabile. Una passeggiata “sul mare” di grande effetto.

Unica opera veramente di peso, utile, grandiosa se va in porto, avveniristica che rivaluterebbe la città e, forse, anche il centro storico, il progetto per la realizzazione degli ascensori che collegheranno il quartiere San Paolo di Ibla con piazza Carmine.
Ascensori verticali, un percorso orizzontale, un altro percorso che porta a San Paolo, un collegamento assai particolare destinato a unire la comodità di spostamento fra i due centri storici al fascino di un percorso modernissimo immerso nelle bellezze antiche e naturalistiche.

Per ultimo il mai tralasciato progetto di riqualificazione di piazza Libertà, con un concorso di progettazione, idea ambiziosa ma che può anche decretare la fine definitiva del centro storico, del ponte nuovo e della piazza che privata del movimento attuale, pur consentendo il passaggio dei mezzi, rischia di morire come piazza Poste.

Ultimo progetto, sempre per concorso di progettazione, la creazione della Cittadella dello Sport per mettere in interconnessione il maneggio, la piscina comunale, il PalaMinardi, la Scuola dello Sport e il costruendo nuovo impianto polifunzionale.

Questa rassegna orfana di alcuni richiami a opere molto attese in città: non si è parlato di Palazzo della Cancelleria, ancorché sono state citate altre opere in corso di lavorazione, nessun cenno alla riqualificazione della villa di Ibla, nessuno per la club house dell’impianto di via delle Sirene, a Marina di Ragusa, nulla dei tanto attesi e spesso promessi lavori per piazza Gomez, sempre a Marina, silenzio sul parcheggio interrato di Ibla, nulla sulla casa protetta.
Poi ci sarebbero tante opere non di stretta competenza del Comune, ma non si parla di idee per il riutilizzo dell’ex ospedale Civile, nessuna idea per il riutilizzo del cinema La Licata, di come sfruttare il Palazzo Tumino, nessuna sollecitazione per la metroferrovia, per la stazione, nessuna ipotesi di acquisizione dell’area ex Ancione.
A fronte di 20 opere, alcune ormai archiviabili a tutti gli effetti ci sarebbero almeno 10 siti su cui porre massima attenzione.

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