Gli attacchi all’amministrazione Cassì arrivano dal cielo, per mare e per terra, sembra di essere in Ucraina, ci si difende, si rintuzzano gli attacchi ma i danni sono evidenti, si avvertono.
La giornata non è stata delle migliori, la classifica del Sole 24 ore non certo esaltante con alcuni indicatori da vergogna, le severissime considerazioni di Davide Faraone sul sindaco Cassì, una seduta ispettiva del Consiglio comunale che mostra l’amministrazione praticamente inattaccabile ma che sente i colpi: c’è meno spavalderia, gli assessori carichi di deleghe sembrano alquanto intontiti, il galleggiamento fra il civismo e l’appartenenza a Forza Italia non appare funzionare alla perfezione, in giunta e in maggioranza seguono le vicende interne di Forza Italia e del governo regionale perché, per entrambe, le situazioni potrebbe scoppiare da un momento all’altro.
I nuovi forzisti di Ragusa guardano smarriti alle vicende siciliane del partito, si annuncia la venuta di un commissario in Sicilia, al primo avversario di Schifani, Mule, l’importante incarico di coordinatore per il referendum, avere come padrino politico dell’operazione trasferimento Schifani e il segretario regionale Caruso non è più una garanzia.
In aula consiliare sembra di essere in campo aperto, Calabrese non fa sconti, affiancato da Chiavola e da La Porta, Bitetti per la prima volta perde i freni inibitori e definisce un lazzaretto la RSA del Maria Paternò Arezzo sul quale reparto, è lapalissiano, il sindaco non ha responsabilità dirette, Buscemi da professionista odontoiatra va subito al nervo scoperto, per devitalizzarlo, e chiede, per primo, del parcheggio di Ibla e della Casa Protetta, del parcheggio, addirittura, chiede lumi anche Zagami, da lungo tempo silente, Gaetano Mauro mette nel mirino l’eventuale allestimento di Palazzo Tumino, per farne Cittadella Giudiziaria, ma va a chiedere anche dei misteri dell’amministrazione, Palazzo della Cancelleria, Villa Ottaviano, Palazzo Cosentini, Villa Moltisanti, anche la consigliera Caruso sfregia l’amministrazione rifiutandosi di fare il suo intervento, indignata per i tempi brevissimi a disposizione per esaminare il DUP.
L’amministrazione, come sempre cerca di rintuzzare gli attacchi ma appaiono sempre più evidenti le difficoltà, ritardi, scarico di responsabilità, ricerca di finanziamenti, si delineano visioni della città che, ormai, dopo 7 anni di favole, non affascinano nessuno.
Non basta Giovanni Iacono che manda i primi segnali di concreti interventi per il verde, non basta Simone Digrandi che digitalizza sempre di più la città, ma non è apprezzato per come dovrebbe, per esempio a proposito della via solo digitale per prenotare la richiesta della carta di identità elettronica, per la cui procedura Mario Chiavola pensa a chi ha poca dimestichezza con il PC o, addirittura, non lo possiede.
Per il verde Giovanni Iacono dovrà sudare sette camicie, la trovata del canale di segnalazione, in effetti ha disorientato i consiglieri comunali che sono, di fatto depotenziati, anche se l’assessore si affretta a dire che ha massima considerazione della funzione del consigliere che considera sempre suo alleato per risolvere le criticità.
Ma, nello stesso giorno, la consigliera Caruso mostra sui social la vegetazione straripante di uno spartitraffico
a Marina di Ragusa che copre, addirittura i segnali stradali e mostra come in certe zone non si interviene da tempi immemorabili: sarà colpa del vecchio assessore o del sindaco che non metteva fondi a disposizione per i servizi?
Peppe Calabrese apre le danze con il fognolo dell’inizio di via Achille Grandi, le storielle dell’abnorme sviluppo
urbanistico di molte zone della città non reggono più, dalle parole dell’assessore Giuffrida viene fuori la realtà di una amministrazione che non vuole trovare 50.000 euro per la riparazione mentre mette le luminarie di Natale ad ottobre e si preoccupa di fornire i fondi alle associazioni che con gli eventi ci vivono, scelti senza gare e senza trattative private.
Anche per la RSA del Maria Paternò Arezzo, Calabrese ci torna e resta fermo sulla consapevolezza che il sindaco, pur non direttamente responsabile, dovrebbe sollecitare in maniera idonea i vertici dell’ASP.
Se il Sindaco cerca di rintuzzare le sollecitazioni, c’è Bitetti che consacra i rilevi di Calabrese: definisce un lazzaretto la RSA e lancia strali contro le decisioni dei vertici ASP, attuali e passati, per le decisioni di trasformare il G.B. Odierna in uffici, di spostare RSA e SUAP, in locali non certamente idonei, portando all’OMPA anche la riabilitazione che perde 15 unità, scandalo che affianca a quello della perdita di 6 posti letto di malattie infettive, reparto che, intanto, è stato trasferito come nucleo principale a Modica.
Se poi ci mettiamo le risposte al consigliere Buscemi per la Casa Protetta ci sembra di trovarci di fronte a Sindaco e ASP come davanti a Ficarra e Picone, l’uno che fa da spalla all’altro, Casa di Comunità al Civile, reparto autismo alla Casa protetta di via Berlinguer, in un carosello di trasferimenti che fa impallidire lo spettacolo del trasferimento del Civile al ‘Giovanni Paolo II’, ai tempi del famoso Aricò.
Con i tempi ai quali ci hanno abituato, le sistemazioni definitive le vedranno i nostri nipoti.
Le segnalazioni di La Porta sono una alluvione, molte cose risapute e reiterate per i mancati interventi, su tutte le bambinopoli sulle quali sono stati sempre assicurati fondi e interventi di riqualificazione.
Mauro è ormai compagno di partito del sindaco e gli fa da sponda, gli solleva i problemi che ci saranno per allestire la Cittadella Giudiziaria e viene fuori che ci vorranno finanziamenti regionali mentre per i contenitori vuoti di Ibla ci sono le favole della visione della città che, ormai non convince più nessuno: il sindaco vede gente che arriva alla stazione, percorre il sottopassaggio, prende l’autobus, poi torna e dopo aver attraversato l’area verde che cattura la CO2 si ferma all’aerea mercatale del vecchio immobile dello scalo merci per comprare un souvenir per poi dirigersi a piedi verso via Roma, scendere al Carmine, da dove prendere un ascensore obliquo e tuffarsi a largo San Paolo per afferrare una bici del carsharing e dirigersi alla stazione di Ibla da dove potrà risalire in metroferrovia e arrivare al castello di Donnafugata, dopo aver approfittato di una fermata al centro commerciale.
E poi volete che non ci siano opposizioni e maggioranza imbambolate di fronte a tali fantasmagoriche visioni della città? Sciocchi!
Tutto è proiettato nel futuro, per il parcheggio di Ibla, messo nel mirino, per primo dal consigliere Buscemi, seguito a ruota dal collega Zagami, come detto altre volte in aula, è tutto pronto, procedura in dirittura d’arrivo, superati i rilievi dei Vigili del Fuoco, pareri tutti evasi, ora si stanno rimodulando le parti contabili secondo il nuovo progetto, per avviare la gara sul progetto del project financing che non è progetto definitivo, ma progetto di fattibilità tecnico-economica. Tempi? Imperscrutabili.
Intanto, ci teniamo l’assessore di De Luca in questa giunta sostenuta dalle opposizioni, con il consigliere comunale vicino a Fratelli d’Italia che si porta i colleghi a mangiare ricotta, mentre si sta organizzando la sagra dello scaccia e la classifica del Sole 24 ore ci relega agli ultimi posti per progetto culturale e altri indicatori importanti, tanto che, finora, il sindaco post non ne ha fatto su questa classifica, preoccupandosi, invece, in aula, di sottolineare che siamo al 19esimo posto su 20 nella classifica delle città meglio amministrate.
