C’è, ormai, al Comune di Ragusa, una inflazione di esperti, di consulenti, di manager per il turismo e l’immagine della città, di figure simbolo a cui aggrapparsi per cercare di andare avanti.
Dopo i tani consulenti, anche troppi, per il PRG, esperti per turismo, eventi e cultura, settore questo già strapieno con tutti gli addetti al Castello e all’Ecomuseo, poi si è parlato della società di consulenza per il centro storico, che, per due anni deve monitorare la situazione, come specificato, in aula dall’assessore ai centri storici.
È stata, poi la volta del manager per il turismo e per l’immagine della città, da rilanciare, dopo la verosimilmente esperienza del Piano Strategico del Turismo e dei suoi autori.
Ora spunta un pezzo, questa volta pregiato, della storia della città, l’on.le Giorgio Chessari, già deputato del Partito Democratico, padre della Legge sui centri Storici, la 61/81 comunemente intesa come Legge su Ibla.
Ne dà notizia, nella notte di Halloween, l’assessore ai centri storici, Giovanni Gurrieri, che ha avuto un primo confronto con Chessari “per valorizzare la bellezza di Ibla”.
Scrive, in una nota, alquanto difficile da comprendere nei suoi contenuti, l’assessore Gurrieri: “Per comprendere il Centro storico di oggi occorre conoscere il suo passato; un principio che vale anche per quegli uomini che sono stati capaci di incidere con la forza delle proprie idee.
Per questo motivo ho invitato l’onorevole Giorgio Chessari, padre della cosiddetta Legge su Ibla, per un ampio confronto di idee e di vedute, legate insieme dal principio che la vivibilità sia il valore più importante.
Sono onorato di aver accolto l’onorevole Chessari nel nostro ufficio e di aver avuto modo di esporre gli obiettivi che ci poniamo, tra cui il nascente “Piano della rigenerazione urbana del centro storico” e l’esigenza di dotare alla città di un Piano luce che valorizzi la bellezza dei luoghi e al tempo stesso ne aumenti decoro e sicurezza.
Ho inoltre proposto la costituzione di un comitato scientifico, di cui sarà componente lo stesso onorevole, al fine di programmare una pubblicazione editoriale che racconti Ragusa e il processo di risanamento che ha vissuto dal 1981 ad oggi”.
Nulla da eccepire su questa ultima scelta dell’amministrazione, come del resto c’è poco da eccepire sulle altre, destano perplessità tutte queste consulenze e tutti questi esperti che denotano umiltà degli amministratori nell’ammettere i propri limiti per affrontare l problematiche emergenti della città, ma non ci si può esimere dal constare che la città ha scelto una sorta di agenti di commercio che si preoccupano di procurare il meglio in ogni settore, una sorta di mediatori per tutte le esigenze.
E di questa immagine che, di certo, sarà giudicata fuorviante, ne soffre il primo cittadino Cassì che, inconsapevole del proprio consenso e della sua forza elettorale ha aperto i cancelli di Palazzo dell’Aquila a tutta una serie di personaggi che, finora, dopo 4 mesi non è che abbiano dato un volto nuovo, non diciamo alla città, ma almeno alle strategie e ai programmi.
