Una nota congiunta delle minoranze consiliari di Modica sulla questione dei fondi per la democrazia partecipata

Modica costretta a restituire le somme, una situazione paradossale e antidemocratica

Pubblichiamo una nota congiunta dei consiglieri di minoranza al Consiglio Comunale di Modica, avente per oggetto i fondi per la democrazia partecipata che Modica si trova costretta a restituire.

Che fine fanno i fondi – circa 50 mila euro l’anno – per la democrazia partecipata a Modica?
Lo chiedono tutti i Consiglieri Comunali di Minoranza, attraverso una dettagliata interrogazione, presentata nei giorni scorsi e indirizzata al Presidente del Consiglio Comunale, Carmela Minioto e al Sindaco, Ignazio Abbate.
Un’interrogazione avente ad oggetto i “Fondi da spendere attraverso forme di democrazia partecipata, giusta legge regionale 28 gennaio 2014 n. 5 e s.m.i.”, a firma di tutti i Consiglieri di Minoranza, Agosta, Carpentieri, Castello, Cavallino, Medica, Poidomani e Spadaro Giovanni.
I Consiglieri di Minoranza nell’interrogazione evidenziano:

che il comma 1 dell’art. 6 della legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e s.m.i. prevede, tra l’altro, l’obbligo per i Comuni, assegnatari delle risorse da parte delle Regione Sicilia, di “spendere almeno il due per cento delle somme loro trasferite con forme di democrazia partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune, pena la restituzione nell’esercizio finanziario successivo delle somme non utilizzate secondo tali modalità”;

che l’art. 3 del D.Lgs. 267/2000, al comma 2 così recita: Il Comune è l’ente locale che rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo e che l’art. 8 dello stesso D.Lgs., ai commi 1 e 3, prevede forme di partecipazione popolare all’amministrazione locale;

ancora, che l’art. 6 della L. 142/1990, come recepito dalla L.R. 11/12/1991 n. 48 e s.m.i., prevede che il Comune con lo statuto debba stabilire forme di consultazione popolare nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni, proposte di cittadini singoli o associazioni dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi; e infine, che è lo stesso Statuto Comunale a prevedere, all’art. 12, che la persona singola o gli Enti od Associazioni legalmente riconosciuti possono partecipare alle attività amministrative e, altresì, agli articoli dal 27 al 35, disciplina gli istituti di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa.

I suddetti Consiglieri, altresì, rilevano che per l’anno 2016 il Comune di Modica risulta nell’elenco tra quelli che hanno dovuto rimborsare le somme per mancata attivazione di forme di democrazia partecipata per un importo di € 51.259,45; stessa identica e incresciosa situazione per l’anno 2017, in cui il Comune di Modica risultava beneficiario di somme da destinare attraverso forme di democrazia partecipata per un importo di € 42.671,00, ma che, a quanto pare, sono andati anch’essi perduti.

I Consiglieri di Minoranza, pertanto, oltre a chiedere spiegazioni sul mancato utilizzo dei fondi negli anni 2016 e 2017, chiedono anche:

Quali sono gli atti conseguenziali alla deliberazione di Giunta n. 94 del 2 luglio 2018, volti all’utilizzo di tali somme, per l’anno 2018 e per un importo presunto di € 38.431,00, giacché non vi è alcuna evidenza di come tali somme siano state impiegate?

Perché, relativamente all’anno 2019 appena conclusosi, non risulta nessun atto e nemmeno alcuna previsione di somme da destinare al suddetto scopo, così come previsto dalla legge regionale 28 gennaio 2014, n. 5 e s.m.i.?

E infine, quali azioni sono state messe in campo a quali altre si ha intenzione di attivare per dare applicazione allo Statuto Comunale ove all’art. 12 prevede che la persona singola o gli Enti od Associazioni legalmente riconosciuti possono partecipare alle attività amministrative e, altresì, agli articoli dal 27 al 35, disciplina gli istituti di partecipazione dei cittadini alla vita amministrativa?

Insomma, una situazione abbastanza paradossale e antidemocratica – concludono i sette Consiglieri di Minoranza a Palazzo San Domenico – giacché il Comune di Modica, pur potendo usufruire di fondi gratuiti, raggiungendo il doppio fine di agevolare la partecipazione dei cittadini, attraverso idee, nella scelta di azioni di interesse comune e senza alcun dispendio di risorse interne, tutto ciò invece non avviene, relegando Modica, sicuramente non tra i comuni virtuosi, ma tra quelli spreconi e incapaci.

I Consiglieri di minoranza al Consiglio Comunale di Modica

 

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