Unione di eccellenze, a Ragusa, per il NO al referendum

di Cesare Pluchino
Ragusa in Movimento, Partecipiamo e Area Iblea, trasversalità per il bene comune

Una conferenza stampa per presentare l’accordo fra le tre componenti politiche cittadine e anticipare l’organizzazione di un convegno sul tema del referendum, con illustri relatori.Un accordo trasversale per il bene comune, per il sentire condiviso sull’importante tema del referendum per le modifiche alla Costituzione, che vede Ragusa in Movimento, Partecipiamo e Area Iblea decise a far valere le motivazioni per il NO.
Al tavolo, per l’incontro con i rappresentanti degli organi di informazione, personaggi noti in città, apprezzati professionisti al di fuori della politica: il dott. Giusepppe Guccione, farmacista, per Ragusa in Movimento, l’avv. Marcella Scrofani, Presidente di Partecipiamo e Peppe Iacono, bancario, referente dell’Associazione Culturale ‘Area Iblea’.
È stato il dott. Guccione a introdurre la presentazione, esplicitando la condivisione delle tre associazioni politiche locali sui temi fondamentali, legati al referendum del 4 dicembre prossimo.
Innanzitutto l’intenzione di permettere, ad una larga fascia della popolazione, di poter andare al voto con consapevolezza delle modifiche costituzionali proposte.
L’analisi della situazione ha fatto emergere come il parlamento italiano abbia approcciato malamente il tema delle riforme costituzionali, con un iter tortuoso, tormentato, con evidenti forzature.
Tutto ciò ha determinato, inoltre, – secondo il dott. Guccione – una forte compressione degli spazi di democrazia, con risultati discutibili per metodo e nel merito.
Facendo riferimento, per esempio, alla questione dell’abolizione delle province, si è avuto modo di evidenziare meccanismi farraginosi che assegnano poteri discutibili, con una tortuosa situazione complessiva.
Ad aggravare la situazione, l’interferenza dei poteri economici, una condizione allarmante che dovrebbe preoccupare gli elettori.
Secondo il parere dei responsabili delle tre associazioni, i problemi non saranno risolti, anzi saranno acuiti.
Per cui serve una seria e attenta riflessione su quello che sta per avvenire alla nostra Costituzione.
Arre politiche diverse si sono trovate concordi nell’esprimere un forte dissenso.
Peppe Iacono ha sottolineato come preoccupante l’interferenza dei potentati economici che spingono per l’approvazione di questa riforma che mette in discussione diritti acquisiti e capisaldi della Costituzione.
Il convegno che le tre associazioni stanno organizzando per il prossimo 21 ottobre, alla sala AVIS di Ragusa, vuole offrire alla città un quadro per esplicitare i motivi del dissenso attraverso una analisi esaustiva di esperti della materia.
È prevista la partecipazione del prof. Tranchida, già assessore regionale al turismo, esperto di storia, del prof. Grimaudo, noto costituzionalista, del prof. Armao, esperto di diritto amministrativo, del Presidente della Commissione Regionale Antimafia, Nello Musumeci,
L’avv. Marcella Scrofani ha posto in luce l’esigenza di avvalersi di eminenti studiosi della materia per capire i complessi meccanismi che devono essere spiegati alla gente comune per renderli responsabili della partecipazione al referendum, per far comprendere la portata e gli effetti delle riforme, per far emergere i forti dubbi sul reale contenimento dei costi.
La Presidente di Partecipiamo vede nella riforma solo il depotenziamento delle autonomie locali e anche della stessa Corte Costituzionale, serve una più facile lettura, perché si è favorevoli alle riforme ma solo se sono istruite con un iter attento.
Una consapevole partecipazione al referendum passa anche attraverso la comprensione dei passaggi che lo hanno reso necessario, determinato, in primis, dalla mancanza di una adeguata maggioranza che ha impedito l’approvazione e reso indispensabile la consultazione popolare.
Presente all’incontro con la stampa anche il leader di Partecipiamo, Giovanni Iacono, che ha voluto rimarcare l’esigenza della massima attenzione per il rispetto delle regole, di quelle fissate dalla carta costituzionale, alle quali i pareri si debbono uniformare.
Allarmante, per Iacono, la riduzione degli spazi di democrazia invece di favorire una più ampia partecipazione democratica.
“Non può esistere una dittatura della maggioranza, serve una visione condivisa della partecipazione per le regole, dove rappresentanze diverse debbono contribuire al di là delle singole ideologie.
L’esempio di Ragusa, con la lungimirante visone di Area Iblea di mettere insieme posizioni diverse per fare sintesi, deve costituire modello su una problematica così importante per gli italiani”.

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