Via Crucis cittadina nei centri della Diocesi

Venerdì 1° marzo si rinnova in tutti i comuni della Diocesi il momento della Via Crucis cittadina con la partecipazione di tutte le comunità parrocchiali.
È stato espressamente suggerito dal vescovo monsignor Giuseppe La Placa e organizzato dai Vicariati e dalla Consulta per le aggregazioni laicali.
Otto appuntamenti per vivere insieme la passione, morte e resurrezione di Gesù, sperimentando la comunione ecclesiale e la speranza che rinasce.
Le Vie Crucis si terranno, seguendo un unico libretto di riflessione e di preghiera, nella Cattedrale di San Giovanni Battista, nelle chiese madri di Vittoria, Comiso, Acate, Santa Croce Camerina, Giarratana, Chiaramonte Gulfi, nella chiesa di San Giovanni a Monterosso Almo.
L’appuntamento è per tutti alle 20 (tranne a Comiso con l’inizio anticipato di 30 minuti).
“Cammini di speranza sui passi di Cristo” è il tema scelto dai Vicariati e dai gruppi, dai movimenti e dalle associazioni della Consulta. Saranno proprio i gruppi laicali a guidare la riflessione che, in stile sinodale, per offrire l’opportunità di una nuova assunzione di responsabilità e l’immagine di una Chiesa in cammino dietro la Croce di Gesù.
Quest’anno – anticipa la Consulta – la Via Crucis vivrà delle esperienze di tanti nostri fratelli e di tante nostre sorelle che hanno vissuto e vivono l’esperienza della croce. Ci saranno le storie di una gravidanza inaspettata, di depressione, di morte, di disabilità, di sofferenze, di malattie, di violenza, di genitori che perdono un figlio.

«La speranza – scrive il vicario generale don Roberto Asta nella presentazione rifacendosi a don Tonino Bello – è audace e fa vedere oltre la paura e lo sconforto. Se innesteremo in noi la speranza di Cristo, la sua forza rinnoverà le nostre esistenze. Lasciamo dunque che la sua speranza trabocchi in noi. La sua Pasqua è il momento della speranza che esplode e scatena una grande speranza per noi. Lasciamoci contagiare dalla speranza portata da Cristo per imparare a coltivarla in noi. Per coltivare occorre seminare, anzi “lasciarsi contaminare inguaribilmente dalla speranza della risurrezione”».
La partecipazione alla Via Crucis sarà pertanto l’occasione, aggiunge don Roberto Asta, «per invocare dal Signore la grazia di vivere una salda attesa, affinché la Chiesa e ciascuno di noi possa divenire portatore di speranza e luce nel nostro mondo sconvolto da tanta sofferenza».

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