‘’Via i mercanti dal tempio dell’ambiente costiero ragusano’’

di cesare pluchino

Riceviamo nota, appresso pubblicata integralmente, del Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa sul progetto per un’area privata, a servizio della balneazione, che interesserebbe una ampia zona del demanio forestale e della spiaggia di Randello,

in cui viene espresso assoluto dissenso per questa e ogni altra iniziativa tendente a sottrarre all’uso pubblico e ad antropizzare una delle ultime zone di costa ragusana rimaste, sostanzialmente, inalterate.

’E’ semplicemente scandaloso quello a cui stiamo assistendo in questi ultimi tempi. La notorietà ricevuta da Unesco e Montalbano, invece di attivare iniziative che siano di stimolo per una riqualificazione ambientale della costa iblea, si sta rivelando l’ulteriore occasione per dare l’ultimo colpo a quanto resta di natura lungo la costa, complici una politica ed un sistema autorizzativo scandalosamente inefficienti, se non collusi (vedi MOSE). Adesso tocca alla spiaggia di Randello.

La spiaggia di Randello è un più unico che raro esempio di spiaggia non antropizzata in provincia di Ragusa. Chiusa tra due scogliere e il demanio forestale rappresenta ciò che doveva essere la costa iblea fino a 50 anni fa. Per questo più volte è stata oggetto di mire di privati per sottrarla alla fruizione pubblica.

Oltre 20 anni fa ci provò la NATO con il tentativo di costruzione di uno stabilimento balneare per i militari di stanza all’ex base di Comiso, 5 anni fa il comune di Ragusa che inserì nel Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) la possibilità di creare uno stabilimento balneare di 400 mq.

Ma evidentemente quello che non è riuscito sotto la potenza americana è a portata di mano sotto la ‘rivoluzionaria’ pentastellata amministrazione comunale di Ragusa.

Oggi infatti ci tenta la società Donnafugata Resort che ha presentato al comune di Ragusa un progetto per la realizzazione di uno stabilimento balneare privato riservato solo agli ospiti dell’albergo collegato al campo da golf, in parte sulla spiaggia su una superficie di 2500 mq e in parte all’interno del demanio forestale, già pubblicizzato sul sito della struttura alberghiera. Lo stabilimento sarà disponibile già a partire dal 15 giugno tanto che sono già alacremente iniziati i lavori per la costruzione di una struttura in legno che dovrà servire da bar, come testimoniano foto e video che impazzano sul web. Ma, al momento, secondo le prime informazioni a disposizione di Legambiente, non risulterebbe esservi alcuna autorizzazione.

Se ciò fosse confermato siamo di fronte ad una vera e propria violazione delle norme ambientali e urbanistiche! Al riguardo Legambiente ha già inviato una segnalazione all’Assessore all’Urbanistica ed ai vigili urbani del Comune di Ragusa, nonché al Demanio regionale.

Ma anche se le carte fossero a posto non possiamo accettare questo ulteriore assalto alla costa della Sicilia sud-orientale: in questo modo una parte importante della spiaggia sarà sottratto all’uso pubblico, aprendo una falla per la sua privatizzazione. Tutta la spiaggia per le sue caratteristiche ambientali è stata inserita dalla regione Sicilia nel SIC ITA 080004 Punta Braccetto C.da Cammarana e dalla Soprintendenza di Ragusa in zona 3 del piano Paesaggistico, cioè quello a tutela assoluta. Eppure gli enti preposti alla tutela, Sovrintendenza ed Azienda Foreste, tanto per cambiare, non hanno avuto nulla da dire sul progetto tanto da dare parere positivo. Il comune di Ragusa, a cui tocca di esprimere parere sulla valutazione di incidenza, ci risulta abbia dato un mezzo parere favorevole. In pratica un atteggiamento scandalosamente burocratico mentre invece ci si sarebbe dovuto attendere una difesa strenua di questa spiaggia dalla privatizzazione!

E’ ora di dire basta a questo andazzo, e che la cittadinanza apra gli occhi davanti a quello che sta accadendo’’.

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