Zona rossa in Sicilia, la Lega la considera pesante, Razza condivide l’esigenza di ritornare alla normalità, l’on.le Dipasquale sguazza nel teatrino

Un divertente quadretto, oggi, a suon di comunicati e di post fra Minardo della Lega, l’assessore Razza e l’on.le Dipasquale.
È stato Minardo a rivolgersi al governo siciliano, quello che praticamente appoggia, per auspicare zone rosse solo quando necessarie., chiedendo l’arancione per tutta l’isola salvo le zone di estrema criticità, nell’ottica di leale collaborazione con il governo regionale.
Per Minardo ci sono limiti drammatici nelle limitazioni per la Sicilia, disparità fra le categorie commerciali, esigenze di severi controlli che potrebbero arginare l’indisciplina della gente e consentire di allargare le maglie delle restrizioni , per dare respiro alle aziende.
È l’eterno dilemma fra la priorità della salute pubblica e quella dell’economia locale.
Per Minardo servono soluzioni nuove per garantire l’interesse pubblico supremo, quello alla salute, quanto gli interessi economici di intere categorie ormai allo stremo, soluzioni che potranno essere agevolate da rigidi controlli.
Il segretario regionale della Lega chiederà al Gruppo parlamentare all’Ars della Lega di presentare una mozione di indirizzo che inviti, per il tramite dell’aula, il governo Musumeci alla scelta di soluzioni meno drastiche, più legate alle evidenze territoriali e a garanzia degli interessi sanitari, economici e sociali dei siciliani.

Musumeci non ha risposto, se ne è occupato l’assessore Razza che definisce la sollecitazione della Lega diretta nella stessa direzione auspicata dal presidente Musumeci: «Come ho detto nei giorni scorsi all’amico Nino Minardo, raccogliendo anche la sua condivisione, la decisione di procedere alla definizione della ‘zona rossa’ in Sicilia si sta rivelando corretta. Non solo perché ha anticipato un provvedimento che ieri sarebbe stato assunto (e per tre settimane) per decisione nazionale, come si evince dall’indice Rt nell’Isola rilevato a 1.27, ma perché ci sta consentendo di limitare il peso sulle strutture ospedaliere ed evitare di procedere a nuove conversioni.
Ritengo che la sollecitazione della Lega siciliana vada, pertanto, nella stessa direzione auspicata dal presidente della Regione: riprendere il più possibile la vita ordinaria, rispettando regole comportamentali e determinando azione di controllo sul rispetto delle stesse».

Nel colloquio a distanza si è inserito l’on.le Dipasquale con questo post: “Ora anche la Lega, attraverso il suo segretario regionale, sposa le ragioni che il Pd aveva illustrato già fin dallo scorso 18 gennaio, e richiama alla responsabilità il presidente della Regione Musumeci affinché venga revocata una irragionevole zona rossa regionale, circoscrivendo invece l’estrema limitazione solo alle aree dove maggiore è il numero di contagi”.
“Certo appare quantomeno strano che una forza di governo sia costretta a presentare un ordine del giorno, invece di confrontarsi con il presidente nelle adeguate sedi istituzionali.
Sembra l’ennesima conferma – continua il parlamentare regionale del Partito Democratico – di come il presidente Musumeci si ostini a rifiutare il confronto non solo con le opposizioni ma anche con le forze che sostengono il suo esecutivo.
Il PD con grande senso di responsabilità sosterrà l’ordine del giorno della Lega – conclude Dipasquale – per recuperare l’immenso e gravissimo errore commesso dal presidente della Regione”.

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