di redazione
Iniziativa di alto valore morale ed etico, un inno alla legalità e alla trasparenza, il ricordo perenne dei due uomini simbolo della lotta antimafia, voluti dal Presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono
Nella prima seduta utile del Consiglio Comunale di Ragusa, dopo l’anniversario della strage di via D’Amelio, a Palermo, dove persero la vita il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta, una breve cerimonia ha acquisito al patrimonio del Comune di Ragusa la foto simbolo dei magistrati Falcone e Borsellino.
L’immagine incorniciata è stata fatta realizzare e donata al Comune dal Presidente del Consiglio Giovanni Iacono, apposta sulla parete di fondo dell’aula consiliare, sotto lo stendardo del Municipio, alle spalle del tavolo della Presidenza del Consiglio e degli scranni della Giunta Comunale.
Il Presidente Iacono, con questa iniziativa di alto valore morale ed etico, ha inteso pervadere l’aula consiliare di quei sentimenti di legalità e di trasparenza di cui sono diventati simbolo i due magistrati, tragicamente periti per mano mafiosa.
Come ha voluto sottolineare, in una nota inviata al Sindaco, ai componenti la Giunta Comunale e ai consiglieri, nonché al Segretario Generale dell’Ente, dr. Vito Scalogna, dicendosi certo che i rappresentanti della Città di Ragusa saranno fieri di avere nell’aula consiliare il ricordo dei due magistrati simbolo della lotta antimafia, il Presidente Iacono ritiene che l’immagine a imperituro ricordo di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, persone esemplari, rappresentanti delle istituzioni a cui hanno dato lustro, divenendo simbolo ed esempio per tutti, costituisca, inevitabilmente, motivo, per gli Amministratori e per i Consiglieri Comunali che operano all’interno dell’Aula, per essere sempre determinati a lavorare, incessantemente, per il bene comune.
Prima della seduta del Consiglio Comunale di lunedì 27 luglio 2015, come accennato, una breve ma sentita cerimonia per scoprire il quadro con l’immagine costituita dalla famosa foto dei due magistrati, scatto del fotoreporter Tony Gentile, del Giornale di Sicilia, che immortalò i due amici-magistrati, il 27 marzo del 1992, al Palazzo Trinacria di Palermo, in occasione della presentazione della candidatura alla Camera dei deputati del collega Giuseppe Ayala.
I due magistrati sono l’uno accanto all’altro. Si dicono qualcosa, parlano a bassa voce. Poi uno dei due fa una battuta. E il sorriso compare sui loro volti.
La foto, in bianco e nero perché destinata al quotidiano, non venne pubblicata. Ma dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio, quell’immagine diventa il simbolo della rinascita di una terra che reagisce contro la logica mafiosa.
Toccante e significativo il momento in cui il Sindaco e il Presidente hanno svelato l’immagine rimuovendo il Tricolore, alla presenza della Giunta comunale, mancavano solo gli assessori Zanotto e Corallo trattenuti da inderogabili impegni.
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