Lettera firmata
Gent.mo Direttore,
finiremo, come spesso avviene, sulla stampa nazionale per fatti negativi ?
Da decenni, attendiamo strade e autostrade, quando, finalmente, si intravede una piccola luce in fondo al tunnel, troviamo i motivi per rischiare di allungare i tempi.
Notizia di questi giorni, l’inizio dei lavori per i nuovi lotti, da costruire, dell’autostrada Siracusa – Gela, in particolare quelli che interessano il tratto da Rosolini a Modica.
Viene fuori l’allarme di alcune aziende agricole, le cui aree produttive insistono lungo il tracciato dell’autostrada, per salvaguardare occupazione degli oltre cento dipendenti e investimenti. Si tratta di coltivazioni biologiche e di un agriturismo, che definire tale è un eufemismo, più un resort di lusso immerso nelle campagne fra Rosolini e Pozzallo.
Anche Confagricoltura, con una nota del suo Direttore, verosimilmente a difesa di aziende iscritte alla confederazione, ha auspicato “le migliori soluzioni possibili” per limitare danni agli insediamenti e alla produzione, ma nulla di più.
La Camera di Commercio, che tutela tutte le aziende del territorio, pare abbia fatto scomodare, addirittura, il suo presidente che si è interessato alla questione.
Le aziende paventano la perdita del raccolto, per i lavori che sarebbero iniziati senza preavviso, e, soccombenti al secondo decreto di esproprio e all’emanazione di un decreto d’urgenza di immissione in possesso, chiedono un adeguato risarcimento per l’acquisto di terreni a monte di quelli espropriati.
In pratica, e in tal senso pare sia stato raggiunto un accordo, ANAS e CAS dovrebbero acquistare i terreni a monte per cederli, come indennizzo, alla ditta per permetterle di continuare la produzione.
Si potrebbe dire: “ tanto rumore per nulla”, invece anche il rumore delle ruspe e dei martelli pneumatici, ancorché segnale acustico dello sviluppo del territorio, sembra sia ritenuto eccessivo, unitamente all’impatto visivo che viene stravolto, così da richiedere una mitigazione dell’impatto dei lavori che, verosimilmente, si risolverà in una ennesima richiesta di indennizzo per il danno alle strutture ricettive.
A memoria d’uomo non si ricordano così solleciti interventi delle istituzioni a tutela di espropriati o di attività danneggiate da lavori di grande portata. Nessuno mai si è interessato della sorte degli espropriati quando si sono realizzate zone industriali, zone per l’edilizia residenziale convenzionata, e, in genere, opere di interesse pubblico. Come pure nessuno si è preoccupato delle attività commerciali di zone bloccate per lavori come quelli del rifacimento di via Roma, a Ragusa, della costruzione dei parcheggi sotterranei o della ripavimentazione del centro di Ragusa Ibla.
Ciò che lascia perplessi è il fatto che la decisione sul tracciato, e le relative comunicazioni ai proprietari, risaliranno a molti anni orsono, per cui non si comprende come mai non si sia, eventualmente, intervenuti in sede di definizione del tracciato. Forse le aziende, allora, non erano ancora operative sui luoghi, tanto lontani sono i tempi i cui si decise di fare l’autostrada.
