Una seduta di commissione assai proficua anche per l’apporto significativo delle minoranze che la Presidente ha voluto ignorare

Da tempo non avevamo assistito ad una seduta di Commissione consiliare così densa di contenuti pregnanti e senza interventi strumentali, una seduta di Commissione, cosa assai rara, che si è protratta per oltre due ore, su tematiche importanti che sono state affrontate con passione e intenti costruttivi.
Una seduta che ci ha obbligati a riflettere non poco su come impostare un articolo che avesse potuto rendere bene  l’idea di una attività di commissione assai proficua per la valenza degli interventi.
Ma la nostra riflessione, il nostro vagheggiare per un articolo che rendesse merito ai consiglieri presenti e ai loro interventi, è stata malamente interrotta dalla mail del gruppo PeppeCassìSindaco con la quale la Presidente di Commissione ha diramato un comunicato di resoconto dei lavori della commissione.
Nella nota, che rende, purtroppo, del tutto inaffidabile la comunicazione del gruppo e, dobbiamo dire, anche quella dei singoli componenti che tale nota avranno approvato, in quanto dagli stessi diramata, si legge un resoconto edulcorato, che non fa cenno agli interventi delle minoranze, tutte rappresentate, estremamente critici sulle materie trattate per ambedue i punti all’ordine del giorno.
Una volta tanto che ci sono stati interventi non strumentali, eleganti, moderati, in buona parte anche condivisibili e condivisi da assessore e consiglieri presenti, come è avvenuto per la trattazione della variazione allo Statuto del Corfilac, si perde l’occasione per invogliare a lavori d’aula e di commissione sempre più proficui nell’interesse della città.
Pensavamo che il ruolo di Presidente di Commissione comportasse una posizione superpartes che, se non è obbligata a condividere quelle delle opposizioni, ne deve, comunque, rendere conto in occasione di un resoconto che non può essere mero strumento propagandistico, di parte. Ci dobbiamo ricredere.

Presenti alla seduta, oltre alla Presidente Raniolo, i consiglieri Schininà, Iacono, Bruno e Malfa per il gruppo di maggioranza, Mirabella del gruppo misto e Gurrieri del Movimento 5 Stelle, oltre al capogruppo del PD, Chiavola. Hanno partecipato alla seduta il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico, Giovanna Licitra e il dirigente, dott. Lumiera.
All’ordine del giorno il nuovo Statuto del Corfilac e l’audizione del collaboratore del Sindaco in materia di politiche giovanili.

E’ stato il vicesindaco e assessore allo sviluppo economico, la dott.ssa Giovanna Licitra, a illustrare l’atto delle modifiche allo Statuto del Corfilac, organi importante e prestigioso della nostra città, per legge centro di ricerca applicata, fondamentale per la valorizzazione e la certificazione delle eccellenze della filiera lattiero casearia.
L’amministrazione ha lavorato da mesi, dalla fine di agosto, per rafforzare il ruolo del Comune per incidere sulla programmazione, per delineare le modalità di attività da estendere a tutta una serie di azioni e assistenza alle imprese interessate, anche con un servizio di certificazione e valorizzazione delle produzioni agroalimentari, che potrebbe essere fonte di parziale autosostentamento.
Temi che la Licitra ha trattato con dimestichezza per le sue esperienze professionali, fornendo le sensazioni giuste per dare contezza di una padronanza sulle potenzialità dell’ente che, però, rimane, comunque, sotto il controllo e la gestione di regione e università, con un ruolo obbligatoriamente marginale degli altri soci, in particolare del Comune di Ragusa.
Appunto nella direzione di dare a quest’ultimo maggiore peso, si sono apportate modifiche allo Statuto, ma la variazione più sensibile è stata quella che il nostro ente potrà indicare non uno ma due componenti del direttivo ( 3 la Regione, due l’Università, due il Comune, 1 per ognuno degli altri soci), oltre alla novità che l’Università indicherà tre nominativi alla Regione per la presidenza, sentito il Sindaco di Ragusa.
In pratica, oltre ad un restyling di alcune diciture, comitato dei consorziati che diventa consiglio direttivo, per esempio, e il tacito rinnovo della convenzione dopo 10 anni, l’amministrazione ha voluto dare peso a questo ‘sentito’ del Sindaco di Ragusa che, come hanno fatto notare i consiglieri di minoranza, resta solo un simbolico potere consultivo, il cui peso è strettamente legato al prestigio e alla credibilità del sindaco di turno ma non è nulla di impegnativo, né per la Regione, né, tantomeno, per l’Università.
In pratica, nella migliore tradizione siciliana, tutto cambia per lasciare tutto come si trova.
La Licitra ha evidenziato le potenzialità di eventuali collaborazioni da sviluppare con il CREA, Consiglio di Ricerca di Economia Agraria e con l’ASCA di Ispica, per un allargamento delle attività dalla filiera lattiero casearia a tutta la produzione dell’agroalimentare locale, per certificazione e valorizzazione e tutela delle produzioni.
Comuni e condivise le considerazioni dei consiglieri di minoranza, Gurrieri, Mirabella e Chiavola che hanno spinto per poter emendare l’atto al fine di imporre un maggiore peso del Comune di Ragusa, ma i tempi stretti per evitare la chiusura del Corfilac, al 31 dicembre prossimo, hanno, intanto, fatto rimandare la discussione eventuale al consiglio comunale di giovedì 29 novembre, durante il quale l’atto delle modifiche allo Statuto, già approvate dal direttivo dell’ente e dall’Università, sarà sottoposto ad approvazione del civico consesso.
Non sono mancate le forti critiche per l’ennesimo atto sottoposto al Consiglio per una approvazione che diventa presa d’atto quasi obbligatoria, considerate le eventuali conseguenze negative in caso di inevitabile chiusura del Corfilac.
Se Mirabella ha acclarato l’impossibilità di rendere più determinante la posizione del Comune, Gurrieri ha stigmatizzato il fatto che i consiglieri non siano stati messi in tempo nelle condizioni di verificare eventuali possibilità di modifiche migliorative condivise.
Chiavola ha esortato a verificare l’opportunità e la possibilità di emendare l’atto ma la maggioranza ha preferito esprimere parere favorevole, rimandando ogni possibile valutazione in tal senso all’assemblea cittadina.
C’è una corresponsabilità di fondo degli amministratori presenti e passati nel non aver affrontato una situazione nota nei tempi dovuti. E’ la cartina al tornasole di una classe politica locale con evidenti limiti e orizzonti contenuti, del Corfilac si discute da anni, né in loco, né a Palermo si è riusciti a innescare un processo virtuoso a beneficio di un ente che tutti ritengono essenziale per il territorio e per la sua economia ma non prende il volo come sarebbe auspicabile.
Ma se si pensa che sono passate le elezioni regionali, quelle nazionali e quelle amministrative, e non ci sono novità positive, ogni ulteriore commento è del tutto inutile.
Tutti particolari che avrebbero meritato più ampia disamina nei lavori della Commissione, ma che sono statti accuratamente evitati da maggioranza e opposizioni e da una Presidenza che, di fatto, diventa notaio degli atti dell’amministrazione, che arrivano sempre all’ultimo momento, con poche opportunità di discussione e di cambiamenti, considerato anche che, in più di una occasione, l’assessore Licitra e anche il consigliere Schininà hanno convenuto con i rilievi sollevati dagli esponenti delle minoranze, riconoscendo loro la condivisione degli stessi.

In altra parte del giornale ci occuperemo dell’audizione del collaboratore del sindaco per le politiche giovanili, altro punto all’ordine del giorno che ha generato un vivace confronto fra maggioranza e opposizione, con spunti interessanti sui compiti delle commissioni e sui ruoli degli esperti e collaboratori nei rapporti con i consiglieri.

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