I cantieri della Siracusa-Gela dovevano riaprire il 1° marzo, logico che si slittasse al primo lunedì del mese, ma in territorio modicano non c’è ombra di lavoratori e macchinari in movimento.
L’assessore regionale alle infrastrutture aveva assicurato che con l’inizio del mese sarebbero ripresi i lavori, così come aveva parlato del blocco dell’iter della Ragusa-Catania per essere smentito, in giornata, dal Ministro Lezzi che ha ribadito l’intenzione del governo a dare corso al progetto.
A questo punto non si comprende perché, nel turbinio di comunicati che si affastellano, nessuno pensa di chiedere le dimissioni di uno che dovrebbe governare la cosa pubblica ma, a quanto pare, non ha contezza della materia di cui si dovrebbe occupare.
Aspettiamo di sentire quale sarà, in proposito, il parere del Comitato per la Ragusa-Catania che, nel pomeriggio di domani, martedì 4 marzo, organizza un incontro fra tutte le associazioni di categoria per illustrare lo stato della situazione e pensare ad azioni civili di protesta.
Quella della richiesta di dimissioni per l’assessore Falcone potrebbe essere un’idea per cominciare.
Intanto, oggi, è la volta del Presidente di ANCE Ragusa, il geom. Caggia, che ha diramato il suo comunicato per un raddoppio della Ragusa-Catania sul quale ci sarebbero solo chicchere
Il Presidente di un a associazione come l’ANCE ci parla, ancora oggi, di un rinvio della decisione del CIPE che mostra la reale volontà di rispondere alle esigenze del territorio ibleo in termini di infrastrutture e sviluppo socioeconomico.
Peccato che se ne accorga solo ora o che lo dica solo ora: sono passati in rassegna tutti i ministri delle infrastrutture, di destra e di sinistra, che hanno anche fatto passerella a Ragusa, ma non si ricordano comunicati dell’associazione più interessata ai lavori pubblici contro queste squadre di politici dalle caratteristiche del tutto particolari.
Quesita la nota del Presidente dell’ANCE di Ragusa:
RADDOPPIO SS514-SS194: TUTTI LA VOGLIONO FARE …A CHIACCHIERE
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L’ennesimo rinvio della decisione del CIPE sul PF della Ragusa Catania la dice lunga sulla reale volontà di rispondere alle esigenze del territorio ibleo in termini di infrastrutture e sviluppo socioeconomico.
“La 514 sta diventando l’emblema di una sorta di “immobilismo dinamico” grazie al quale con le parole (la parte dinamica) il raddoppio è una priorità governativa (…di ogni governo, di destra, di sinistra, di centro, azzurro, rosso, giallo e verde!) ma con i fatti che seguono (la parte immobile) tutto rimane com’è!”
Così esordisce il Presidente di ANCE Ragusa, geom. Sebastiano Caggia, alla notizia del nulla di fatto al CIPE: “In questi ultimi 10 anni abbiamo vissuto il rigore di Di Pietro, l’ebrezza di Matteoli, l’ottimismo di Lupi, le rassicurazioni di Del Rio, la determinazione di Toninelli e, da ultimo, le certezze della Lezzi: tutti concordi e risoluti sulla Ragusa-Catania quale opera strategica per l’economia del Sud-Est e tutti ugualmente pronti a rinviare le decisioni e fare chiarezza; così, mentre a Roma si continua a discutere sulla “camionale per Catania” si continua a morire.
Oggi apprendiamo che un “advisor” indipendente ha bocciato l’idea del Project Financing, che il pedaggio proposto è troppo esoso, che il Promotore non è gradito ai decisori pubblici, che non vi sarebbero vie alternative gratuite, che l’Europa non approverebbe, che lo Stato è in grado di farla senza la finanza privata, che…, che….!
Nessuno, ma proprio nessuno, che ci dica seriamente se, come e quando si apriranno i cantieri, che ci presenti un cronoprogramma dettagliato o che ci lascino in pace e ci dicano, chiaramente, che di questo lembo d’Italia non importa nulla a nessuno e che dovremo rassegnarci a morire di isolamento …ed incidenti stradali!” – i cui costi sociali, a diverso titolo, gravano sulla collettività (l’ISTAT certifica tale costo in oltre 1,1 miliardi di euro, 223,9 euro pro-capite, per gli incidenti in Sicilia, anno 2017, con una incidenza del 6,5% sul totale nazionale).
“Non se ne può più!”, conclude Caggia, “Altro che cambiamento, qui viviamo nel perenne gattopardismo con il quale tutto cambia affinché tutto rimanga incredibilmente tal quale: fermo.”
…ma le elezioni europee si avvicinano, e ci aspettiamo qualche coniglio fuori dal cappello.
