Politiche per il turismo a Ragusa: la gente ha votato per Cassì e Barone ma i 5 Stelle pretendono di imporre le proprie scelte

Per il 5 Stelle Gurrieri, il protocollo con la Diocesi è un fallimento annunciato

Nei giorni scorsi, firmato il protocollo d’intesa per l’apertura delle Chiese di Ragusa, fra la Diocesi e il Comune.
Nel corso di una conferenza stampa, il Sindaco Cassì e S.E. il Vescovo, mons. Cuttitta, hanno sancito l’accordo, alla presenza dei Parroci della Cattedrale di Ragusa, padre Burrafato, e del Parroco del Duomo, padre Floridia, e dell’assessore al Turismo, Ciccio Barone.
L’accordo per pubblica fruizione delle Chiese con un servizio di apertura straordinaria prevede un adeguato servizio di sorveglianza e custodia, reso possibile da un rimborso forfettario del Comune che sarà riconosciuto alla Diocesi per le spese sostenute.
“Non c’è conservazione senza fruizione”, su questo assunto si sono trovati d’accordo il Sindaco e il Vescovo che hanno esaltato le peculiarità del rinnovo dell’accordo, fondamentale per il turismo del capoluogo.
Il primo cittadino non manca mai di vantare le peculiarità uniche della città, anche mons. Cuttitta ha avuto parole particolari per la preziosa realtà, definita quasi fiabesca, di Ragusa Ibla, ‘una città del Paradiso’, con le sue 23 Chiese che la Diocesi cercherà di rendere tutte fruibili.
“Grazie al protocollo – ha detto mons, Cuttitta – ci è permesso continuare una proficua collaborazione, per favorire l’offerta turistica della città”.
Vanno comunque segnalate le difficoltà che si sono dovute superare, come ha sottolineato il sindaco Cassì nel corso della seduta di consiglio comunale, per alcune resistenze che vorrebbero riservare i luoghi di culto esclusivamente alle attività liturgiche, segnale che all’interno della Diocesi non c’è unanimità di vedute sulla fruizione turistica delle Chiese.
Sarebbe interessante capire l’opinione delle stesse persone a proposito delle ingenti somme messe a disposizione per il restauro delle Chiese, soprattutto con i fondi della Legge su Ibla.
L’assessore Barone ha, comunque, espresso il plauso per la proficua collaborazione con la Diocesi che ha inteso contribuire alla valorizzazione dell’enorme patrimonio artistico-architettonico: nel suo intervento, ha sottolineato l’aggiustamento degli orari, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19, fino alle 20 per quelle dei Giardini Iblei.
Le Chiese oggetto del protocollo sono 11, aperte tutti i giorni nei mesi da giugno a settembre, sabato, domenica e festivi nei mesi di maggio, ottobre e dicembre: la Cattedrale di San Giovanni Battista, la Chiesa del Collegio di Maria (Badia), la Chiesa dell’Ecce Homo, la Chiesa di Santa Maria delle Scale, la Chiesa di Maria SS dell’Itria, la Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, la Chiesa di San Filippo Neri, la Chiesa di San Giuseppe, la Chiesa di San Giacomo, la Chiesa di Sant’Agata ai Cappuccini, il Duomo di San Giorgio.
Resta fuori qualche Chiesa, come San Francesco all’Immacolata, Santa Lucia, Santa Maria dello Spasimo, la Chiesa della Maddalena, che potrebbero offrire capolavori da ammirare, e altre Chiese minori che non ospitano opera di grande rilevanza artistica.
Si può ben dire che il rinnovo dell’accordo con la Diocesi è frutto dell’ennesimo buon lavoro dell’assessore Barone, un protocollo che, con gli aggiustamenti adottati, risulterà proficuo, nel quadro delle politiche di accoglienza turistica messe a punto per quest’anno.

Purtroppo, c’è da registrare il commento negativo del consigliere 5 Stelle Gurrieri che, in aula e con un apposito comunicato, ha criticato il contenuto del protocollo per la fruizione delle chiese siglato dal Comune d’intesa con la Diocesi di Ragusa, definendolo “un fallimento annunciato”.
Gurrieri lamenta la diminuzione del numero delle Chiese coinvolte nel protocollo e parla di un potenziale ridotto della nostra offerta turistica che avrebbe la necessità di altre convenzioni con l’università e per l’apertura di altri immobili, non necessariamente di culto.
Citiamo la posizione del Gurrieri, nella assoluta non condivisione, perché porta all’attenzione una situazione strana che abbiamo notato da tempo e per la quale non notiamo adeguate contromisure dell’amministrazione.
La componente di una forza di minoranza si esprime come fosse di maggioranza, i toni non sono quelli, eventualmente tollerabili, di una opposizione costruttiva, che suggerisce, che consiglia, ma quelli di un censore delle politiche dell’assessore e della giunta, che pretende di imporre le sue politiche.
Addirittura, un protocollo collaudato fra amministrazione e Diocesi viene definito “un fallimento annunciato”.
Dimenticando che, nei 5 anni di amministrazione 5 Stelle, il turismo è stato la cenerentola dei settori, dimenticato e senza acuti di iniziative, di investimenti e di strategie, Gurrieri pretende di spiegare ai colleghi consiglieri quanto di non sfruttato esiste del patrimonio della città, chiedendo una convocazione congiunta delle commissioni cultura e turismo e sviluppo economico per far vedere gli immobili comunali di pregio e le chiese monumentali che restano chiusi alla pubblica fruizione.
Un educational tour che, forse, ma non è specificato, dovrebbe avere lo stesso Gurrieri come qualificato conduttore ed educatore dei profani colleghi di commissione.
La conoscenza dell’enorme potenziale inespresso, con la partecipazione del soprintendente, del responsabile diocesano per i Beni culturali, dei rappresentanti della Struttura didattica speciale di Lingue nonché del responsabile comunale della Cultura, Giuseppe Nuccio Iacono, per poter fare seriamente turismo in città.
Senza dubbio, una occasione per capire non tanto il potenziale inespresso quanto le teorie del Gurrieri in tema di turismo, a proposito di quanto accennato in un comunicato: “lo scopo deve essere quello di aumentare la permanenza media dei turisti sul nostro territorio comunale, circostanza che crea più gettito a livello locale, favorendo una nuova economia circolare, Se noi facciamo visitare tre-quattro chiese senza l’istituzione di un vero circuito territoriale, allora tutto questo non ha senso, il Comune dovrebbe svegliarsi da questo punto di vista per potere contare su una programmazione all’altezza della situazione”.
Quali sono questi portoni chiusi che troverebbero i turisti è tutto da scoprire, senza dire che i pochi palazzi di pertinenza comunale, all’interno, sono spogli di opere e di arredi, non c’è nulla da vedere.
Come abbiamo accennato, due o tre chiese aperte in più non cambierebbero la situazione.
La posizione critica assunta da Gurrieri, che sembra voler imporre strategie e programmazione turistico culturale, non si sa a quale titolo, sembra eccessiva per un esponente e per un a forza di minoranza: se la gente ha votato Cassì e la sua giunta, la sua maggioranza, non si comprende perché a dettare le linee, in questo e in altri settori, dovrebbero essere i perdenti.
L’assessore Barone è in carica da soli sei mesi, le strategie portate avanti ci hanno proiettato su scenari nazionali e internazionali, hanno riscosso un consenso di critica e di pubblico, denotano, soprattutto, una visione programmatica e gestionale del turismo che porta, finalmente, a Ragusa, politiche di marketing territoriale che si possono considerare adeguate alle esigenze del territorio.
Anzi, c’è da sperare che Barone venga coinvolto maggiormente dal Sindaco, tenuto conto che l’iniziativa intrapresa dal vicesindaco, con i comuni del Val di Noto, per la partecipazione alle fiere internazionali, si è rivelata totalmente fallimentare, come pure perchè la nomina del responsabile per la cultura è gravata dalla perdurante assenza di risultati per l’apertura del Museo del Costume che è stata finora in capo allo stesso, nella qualità, da anni, di supervisore, di esperto museologo e di collaboratore del sindaco per Donnafugata.
Al riguardo, sarebbe auspicabile che Barone, per le strette attinenze con il turismo, collaborasse con il sindaco per ottimizzare entrambe le iniziative, viste le dilaganti incapacità.

Ritornando a Gurrieri, ci preme sottolineare che, dando per scontata la regolarità delle richieste di convocazioni per le commissioni, che per regolamento devono essere firmate da un numero di consiglieri appartenenti a gruppi consiliari che rappresentino almeno un terzo (8 componenti) del civico consesso, non abbiamo trovato riscontro, nel regolamento, all’inusuale richiesta di convocazione congiunta di due commissioni

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