Un impegno costante, per il mandato ricevuto dagli elettori, caratterizza l’azione politica in Parlamento.
Sollecitazioni sono state inoltrate dal parlamentare nazionale per l’emergenza nazionale molto sentita soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno: la mancanza di medici specialisti negli ospedali.
C’è l’esigenza di incrementare il numero dei medici da formare, dando una «importante accelerazione al finanziamento delle borse di studio».
La categoria lo chiede a gran voce e questa è l’unica strada su cui si può lavorare per un rilancio dell’apporto dei medici specialisti nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale.
La logica soluzione è quindi quella di investire soldi per far specializzare i già tanti medici presenti sul territorio, invece di farli “fuggire” all’estero. Attualmente sono 8 mila le borse di specializzazione, un numero insufficiente per colmare la carenza di specialistici peraltro più volte lamentata dai sindacati e dalle diverse federazioni e associazioni dei medici.
La mia richiesta ai Ministri dell’istruzione, Salute, Lavoro, dell’Economia e Finanze è quella di incrementare di 5.000 le borse di studio statali di specializzazione finanziate per l’anno 2020, per arrivare ad almeno 13.000. È fondamentale una tale azione per alleggerire e smaltire l’imbuto formativo creatosi e arginare l’emergenza sanitaria negli ospedali italiani.
Sul problema trasporto ferroviario, l’on.le Minardo fissa delle riflessioni importanti: la tendenza di Ferrovie dello Stato a non investire nella rete del Mezzogiorno è confermata dai piani industriali degli ultimi 15 anni da dove si evince che le scelte strategiche aziendali vanno sempre nella direzione di favorire ulteriormente la rete del Centro-Nord; la politica di disimpegno nel Sud ha prodotto di recente, con la soppressione di numerosi treni a lunga percorrenza, un ulteriore danno alla Sicilia che non è dotata di collegamento terrestre con il resto d’Italia; in questo desolante quadro si è perfino paventata la soppressione del servizio di traghettamento dei treni da e per la Sicilia, che, se realizzata, determinerebbe il definitivo isolamento dell’isola.
Il nuovo Ministro parla ripetutamente di crescita infrastrutturale e sarebbe il momento quindi di iniziare ad attuare una politica di investimenti infrastrutturali nelle regioni meridionali per compensare il forte dualismo tra Centro-Nord e Sud. La rete ferroviaria italiana è la fotografia del grande divario tra Centro-Nord e Sud ed è il risultato più evidente di una azione di governo che in termini di infrastrutture ha penalizzato il Sud e la Sicilia dove non esiste un km di linea ferrata efficiente e funzionante a pieno regime.
E’ stato accolto con parere favorevole del Governo un Ordine del Giorno dell’on.le Minardo al ddl SalvaMare in discussione alla Camera dei Deputati che reca disposizioni per consentire ai pescatori di portare e conferire a terra i rifiuti che recuperano in mare, senza doverne sostenere i costi di smaltimento, come invece avviene oggi.
L’OdG diNino Minardo intende riconoscere incentivazioni ai comuni virtuosi, soprattutto quelli costieri, che praticano una effettiva politica ambientale di ripulitura delle loro coste dai rifiuti e dalla plastica in particolare e che, a loro volta, adottano sistemi di coinvolgimento della collettività per la pulizia delle spiagge e sanzioni per gli enti locali inadempienti.
La Sicilia, ad esempio, è caratterizzata da litorali e spiagge di rara bellezza che molto spesso, però, sono contaminati da rifiuti delle mareggiate ma anche, purtroppo, dalla poca civiltà di alcuni cittadini.
Le spiagge fanno parte integrante del territorio comunale pertanto i comuni sono tenuti a garantire per tutto l’anno la vigilanza, la pulizia dei lidi e devono far rispettare le norme sulla rimozione dei rifiuti abbandonati sul demanio marittimo.
Lo scopo dell’odg è quindi quello di incentivare la pulizia delle spiagge, un modo anche questo per contribuire al risanamento dell’ecosistema marino.
Ancora l’on.le Minardo sofferma la sua attenzione sul mito del ‘made in Italy’ e sulle conseguenti tentazioni di imitazioni.
È sempre forte il mito del made in Italy all’estero, tale da spingere all’estremo i tentativi di imitazioni con rischi per la produzione nostrana sempre più crescenti.
La «pirateria agroalimentare» internazionale è in continua crescita con danni miliardari per le imprese nazionali. Tra i prodotti maggiormente taroccati ci sono il vino, i formaggi, anche la pasta in mostra nei supermercati esteri e servita nei cosiddetti ristoranti italiani, sarebbe falsa e poi l’olio, le salse di pomodoro, i prosciutti e gli insaccati in generale sono alcuni prodotti agroalimentari italiani vittime di concorrenza sleale e pirateria.
La lotta a tali forme di concorrenza sleale deve restare un passaggio fondamentale nei negoziati sul commercio internazionale per evitare ogni forma di agropirateria e salvaguardare le produzioni tradizionali da contraffazioni internazionali.
Nino Minardo ha chiesto al Ministro per le politiche agricole e a quello degli Affari Esteri di attivarsi a livello comunitario e nell’ambito del WTO, Organizzazione mondiale per il commercio, per la tutela dei prodotti alimentari tipici minacciati dalle imitazioni, scelta essenziale per la sopravvivenza stessa di molte imprese italiane, ma è anche tutela del consumatore e della sua salute.
Le imprese agroalimentari italiane sono quelle che, in Europa, hanno visto meno protetto il proprio patrimonio innovativo e tecnologico e la concorrenza sleale, in particolare, ha messo drammaticamente in evidenza quanto la tutela e la protezione dei marchi di origine sia importante e quanto sia strategico affrontare i mercati internazionali con un piano finalizzato alla difesa delle produzioni nazionali di alta qualità, derivanti da secoli di tradizioni produttive tramandate di padre in figlio.
