Potrà togliere dal frigo la bottiglia per il brindisi annunciato con i sindaci del territorio: il viceministro Cancelleri è stato smentito nelle sue entusiastiche dichiarazioni dagli Uffici del CIPE che, ancora una volta, hanno deciso di rinviare la trattazione del punto della Ragusa – Catania, senza spiegazioni, adducendo solo esigenza di tempi tecnici adeguati
In pratica, la parola di un viceministro totalmente ignorata, non era nemmeno un impegno ma una dichiarazione che non ammetteva interpretazioni.
L’uomo della stretta di mano con Tringali, quando si doveva silurare l’assessore Stefano Martorana, ha mostrato, ancora una volta la sua consistenza.
Un giorno si farà una mostra con le pagine del quotidiano la Sicilia, con gli annunci sulla Ragusa – Catania, anche oggi, per indorare la pillola, accanto alla notizia del rinvio dell’esame al CIPE del punto riguardante la Ragusa – Catania, l’annuncio che la Regione ci mette i soldi, Musumeci avrebbe trovato 387 milioni, dal definanziamento di altre opere ferme, non siamo ai 550 milioni di cui si parlava come prestito della regione, ma non ci sono decreti di legge o atti che attestano la disponibilità delle somme.
Si parla genericamente di garanzie che scaturirebbero dagli impegni di Conte, il primo ministro, si parla che Musumeci dovrebbe essere nominato commissario con poteri speciali, ma non un cenno all’inserimento nello ‘sblocca cantieri’, né un impegno dichiarato del Ministro Demicheli.
In pratica, nello stesso articolo, dopo una lunga disamina di tutte le vicende, fino all’ennesimo blocco di ieri sera per la riunione CIPE del 19 (o del 20), lo stesso giornalista conclude con il dubbio che il CIPE abbia bloccato la Ragusa . Catania.
A questo punto basta già l’ennesimo rinvio per pesare politicamente Cancelleri e il suo presunto impegno per la Ragusa – Catania, non esiste che un viceministro possa affermare, senza riserva alcuna, che tutto è risolto e che il 19 ci sarà la firma, quando dei burocrati, con tutta tranquillità ti smentiscono e decidono per il rinvio.
Anche se, nel corso del mese di gennaio, ci fosse la firma definitiva del CIPE, cosa di cui, legittimamente, si può dubitare, resta nella mente di tutti la brutta figura odierna.
E abbiamo motivo di essere preoccupati per le sorti politiche della nostra onorevole Stefania Campo che, senza alcuna necessità, si preoccupa di diffondere una nota per rassicurare e, quasi, prendere le difese di Cancelleri. Preoccupati perché la sua immagine sarebbe gravemente lesa se, per un qualsiasi motivo, dimenticando che anche lei aveva detto che tutto era a posto per la firma del 19, dovesse capitare che per la Ragusa – Catania non se ne fa nulla, come qualcuno vocifera da Roma.
Nella nota, Stefania Campo, si preoccupa di puntualizzare come abbia ricevuto rassicurazioni da Cancelleri sia sugli aspetti economici complessivi che sull’accordo di base con la Regione, aggiungendo: “Altresì, al ministero alle Infrastrutture, in questa fase decisiva, e molto delicata, ritengono opportuno utilizzare qualche altro giorno di tempo per analizzare ancor meglio la documentazione; tempo necessario affinché non si verifichino incongruenze e, magari, involontarie ripercussioni relative all’iter finale o che, in un secondo tempo, potrebbero creare problemi al percorso futuro.
D’altra parte, proprio in questo frangente il ministero è anche impegnato con il “Mille proroghe” e la legge di bilancio, è necessario quindi un po’ di attenzione e giorno in più”.
Ogni commento è superfluo, perché nelle precedenti passerelle di ministri e viceministri, fino a quella nell’aula consiliare di Ragusa, si era sempre detto che tutto era pronto, mancavano solo i soldi che, ora, ci sono.
Del tutto interlocutoria anche la nota del Sindaco di Ragusa, Cassì, che ha dichiarato: “ Convocato a Roma per l’approvazione della Ragusana, apprendo oggi del rinvio al Cipe di gennaio proprio del punto che tratterà l’approvazione della Ragusa-Catania. Non serve né esultare né deprimersi: il compito di un sindaco è quello di rappresentare al meglio gli interessi della sua comunità. Continuo infatti a sentire addosso il dovere di far presente a tutti i livelli che Ragusa aspetta da trent’anni un’opera semplicemente necessaria, non un lusso. Continuerò a farlo, ormai vogliamo vederla tutta”.
Il teatrino continua.
