8 i Distretti del Cibo, individuati dall’Assessorato Regionale all’Agricoltura, che saranno inseriti nel Registro Nazionale

Sono 8 i Distretti del Cibo, individuati dall’assessorato all’Agricoltura mediante evidenza pubblica, che verranno inseriti nel Registro nazionale dei Distretti del Cibo, istituito al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo.
Nello specifico i Distretti riconosciuti sono:
Distretto del cibo bio slow pane e olio;
Distretto del cibo del sud-est siciliano;
Distretto del cibo del sud est Sicilia Etna Val di Noto;
Distretto delle filiere e dei territori di Sicilia in rete;
Distretto del cibo ATS Sikania;
Distretto del cibo Bio-Mediterraneo;
Distretto del cibo dei Nebrodi Valdemone;
Distretto del cibo Born in Sicily Routes – Val di Mazara.

Per il territorio della provincia di Ragusa, due i distretti di competenza, quello del sud-est siciliano e quello del sud-est Sicilia, Etna Val di Noto.

Sulla materia, in teoria, grande entusiasmo, a cominciare dall’assessore regionale all’agricoltura, Bandiera che parla di riconoscimento che il Governo Musumeci attribuisce per premiare, promuovere e agevolare quei territori che si sono dimostrati all’altezza delle sfide che la competizione globale impone, mettendo a sistema ed in rete le potenzialità agricole, agroalimentari, turistiche, identitarie e culturali.
I territori sono pronti, hanno fatto un ottimo lavoro di squadra, dimostrando di sapersi aggregare”.
Un modello di sviluppo innovativo per consentire la crescita e il rilancio di filiere e territori. Unico imperativo: fare squadra nei territori con l’obiettivo di utilizzare i fondi nazionali e comunitari per la valorizzazione e promozione del territorio, tutelare l’ambiente, incentivare la nascita di nuove realtà, migliorare le produzioni agricole di qualità e la ricettività dei luoghi.
Analogo entusiasmo del Sindaco di Ragusa, Cassì, che parla di riconoscimento frutto di un lavoro di squadra portato avanti in questi mesi, che consentirà di utilizzare i fondi nazionali e comunitari per valorizzare e promuovere il territorio, migliorando soprattutto le produzioni agricole di qualità e la ricettività”.
Più esaustivo il direttore DOSES, Distretto Orticolo Sud-Est Sicilia, Gianni Polizzi, che parla di riconoscimento che darà la possibilità di accedere ad apposite risorse per le attività di sviluppo distrettuale, di promozione e di aggregazione secondo la legge n. 205/2017.
Si aprirebbero nuove prospettive di crescita, con l’obiettivo di continuare a dare lustro al territorio del sud est siciliano, e di portare risultati concreti al fine, finalmente, di rispondere alle esigenze delle imprese agroalimentari e della fascia trasformata sudorientale.
I distretti del cibo sono uno strumento nuovo e aggregativo di promozione territoriale con alcuni obiettivi precisi: tutelare la sicurezza e la qualità alimentare, migliorare le produzioni orticole di qualità, ridurre gli sprechi alimentari e diminuire i rischi ambientali.
Si tratta di uno strumento strategico per lo sviluppo del settore agricolo ed agro-alimentare che darà la possibilità di usufruire di finanziamenti nazionali e comunitari che permettano la realizzazione di progetti di valorizzazione del territorio.
Attorno al Distretto, i territori e le varie realtà produttive si sono aggregati per mettere a sistema le potenzialità e fare rete tra i diversi soggetti che operano nel settore agricolo, agroalimentare, turistico e culturale.
Il “Distretto del cibo del Sud Est siciliano” di Vittoria comprende 250 imprese delle province di Ragusa, Siracusa, Caltanissetta, Catania, Enna e Agrigento, ha un fatturato complessivo stimato in oltre 300.000.000 di euro, mentre il numero di addetti tocca le 3500 unità. Il soggetto capofila è il DOSES.
Il piano di sviluppo ingloba ben 12 filiere espressioni di eccellenze del settore orticolo, agrumicolo, della frutta fresca, delle piante officinali, olivicolo e oleario, vitivinicolo, delle carni, del lattiero caseario, ittico, biologico, cerealicola e mielicola».

Tra gli otto, c’è il Distretto del Cibo del Sud Est Sicilia – Etna Val di Noto, promosso e coordinato dalla Camera di Commercio del Sud Est Sicilia, del quale fa parte anche il Comune di Ragusa.
Vi fanno parte 439 associati con sedi in ben 37 comuni tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania. (Acate; Acireale; Belpasso; Biancavilla; Bronte; Buccheri; Caltagirone; Canicattini Bagni; Carlentini; Castiglione Di Sicilia; Catania; Chiaramonte Gulfi; Comiso; Floridia; Giarre; Gravina Di Catania; Ispica; Licodia Eubea; Melilli; Mineo; Modica; Noto; Pachino; Palazzolo Acreide; Palermo; Paternò; Pozzallo; Priolo Gargallo; Ragusa; Rosolini; Santa Venerina; Santa Croce; Santa Venerina; Scicli; Siracusa; Solarino; Vittoria).
Sono 2347 gli addetti coinvolti con un fatturato globale di oltre 357 milioni di euro. Il 75% degli iscritti appartiene al comparto delle imprese agricole, il 13% nell’agroindustria ed il restante 12% nei settori del turismo, della ristorazione e dell’istruzione.
I Distretti del Cibo sono stati istituiti con legge nazionale n. 205 del 27 dicembre 2017 in sostituzione dei “Distretti Agroalimentari di Qualità”.
In Sicilia, i “Distretti Agroalimentari di Qualità” non hanno avuto grande risalto, non si comprende, in pratica, sulla base di quali valutazioni dovrebbe andare meglio per i distretti del cibo che appaiono come i grandi carrozzoni studiati per intercettare fondi nazionali e comunitari, a beneficio di pochi e del lavoro dei ‘praticoni’ di queste trovate legislative che, spesso, non apportano sviluppo reale per i territori, prova ne è che dopo anni di misure per l’agricoltura e l’agroalimentare, si parla sempre di settori in crisi.
Tutti da scoprire i vantaggi per i singoli territori che scaturiranno dalla valenza delle strategie dei singoli enti partecipanti.

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