Il problema del traffico veicolare all’interno del quartiere di Ibla è vecchio, irrisolto e alla mercé ora dei residenti, ora di associazioni e organizzazioni di categoria, ora dei commercianti e degli operatori commerciali, di quelli della ristorazione e di quelli della ricettività.
L’esperienza di tanti anni insegna che nessuno, nel tempo è riuscito a suggerire i rimedi giusti per uscire dall’impasse che, puntualmente, ogni anno, si ripropone.
Questa amministrazione convoca il classico tavolo di concertazione alla terza stagione turistica sulle sei a disposizione nel corso del mandato. E, ancora, non ci sono soluzioni definitive ma discussioni, come specificato nella nota di resoconto di un incontro, presso la Delegazione municipale di Piazza Pola, fra amministrazione comunale, residenti ad Ibla, attività commerciali e ricettive.
Si è discusso di un piano di mobilità attorno al quale il Comune starebbe lavorando: ma aa cosa serve, allora, il Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile ?
Sindaco assessore e presidente della commissione assetto del territorio, quest’ultimo, l’ing. Salvatore Cilia, consigliere residente di Ragusa Ibla, hanno voluto affrontare, principalmente, la questione accessi e parcheggi.
Il problema è sempre quello: da una parte residenti e cultori della tutela dei beni artistico architettonici che vorrebbero il quartiere riservato ai residenti e agli operatori commerciali, con la circolazione e il parcheggio interdetti a visitatori e turisti.
Giuste le istanze dei residenti, anche se non si può blindare Ibla, impedendo di accedere per un semplice aperitivo o per una colazione di lavoro o per una cena con amici.
Si rischia di trasformare anche Ibla in un’altra via Roma, pur condividendo l’esigenza di eliminare il brutto fenomeno di un quartiere strapieno di auto in sosta.
In attesa del parcheggio pluripiano e della sistemazione del parcheggio di largo San Paolo, si parla, per l’ennesima volta, di trasporto pubblico implementato da bus navetta, oltre ad accorgimenti tecnici per i pass, per una nuova ztl e per modifiche alla circolazione.
Poi ci si complica la vita con la videosorveglianza e con il riconoscimento delle targhe, quest’ultima trovata assurda perché chi ha un pass non potrebbe nemmeno farsi prestare o noleggiare un’auto.
Ma tutto, dicevamo, è ancora a livello di discussione e la soddisfazione è quella degli incontri dove si cerca, in apparenza, condivisione.
Si continua, per esempio, a privilegiare, a Ibla, l’attenzione per il Centro Commerciale Naturale, che, in tanti anni di attività, sembra aver badato alle esigenze degli associati, prevalentemente quelle di piccole strutture ricettive, senza aver apportato sensibili miglioramenti al turismo e allo sviluppo economico del quartiere.
Come accade per Marina di Ragusa, con la Consulta e con le varie associazioni e con i movimenti politici, il quartiere barocco o la frazione marinara non sono solo di competenza e di pertinenza di chi ci vive e di chi ci lavora, spesso ascoltare le esigenze specifiche solo di residenti e operatori del posto porta a scelte che, nel tempo, si rivelano non azzeccate.
Invece di tutti questi tavoli e di queste riunioni, serve potenziare il trasporto pubblico, con capolinea ai parcheggi di piazza del Popolo e di corso Italia, potenziati, in estate con capolinea al parcheggio della Questura e al Colombardo.
Ma il quid è la frequenza delle corse e i bus navetta non si devono riempire come bocce di olive in salamoia, trovarsi in piazza San Giovanni deve significare anche avere la possibilità di salire su un bus e scendere a Ibla, comodamente seduti. Fissare il capolinea in corso Italia può anche incentivare la salita a piedi attraverso le scale, cosa che non può avvenire verso piazza del Popolo.
Le corse devono avere una frequenza massima di dieci minuti, e servono, naturalmente, anche adeguati collegamenti con il resto della città.
Per i costi, oltre all’impegno prioritario dei capitoli riservati al trasporto pubblico potrebbe intervenire anche la tassa di soggiorno, perché questo sarebbe, elettivamente, un servizio al turista.
Naturalmente, anche i commercianti e gli operatori di Ibla dovrebbero contribuire ai costi necessari per portare gente a Ibla, evitando inquinamento, intasamenti e ingorghi.
Da ultimo, un aspetto che nessuno ha toccato è quello del servizio taxi: alle fermate, non si vedono mai vetture, il servizio andrebbe incentivato e con costi accettabili, perché chi deve andare a teatro o a cena non sempre può essere disponibile a salire su un bus.
In definitiva, però, si deve evitare che la materia resti oggetto solo di comunicati stampa e si deve passare al più presto a soluzioni definitive, perché la gente, e anche molti consiglieri comunali, sono stanchi di chiacchere, progetti e utopie di mobilità alternativa che stenta a decollare.
