Volge al termine, forse, anche l’ultima favola del calcio a Ragusa

Alla vigilia dell’importante appuntamento per il Ragusa Calcio 1949, sul campo di Giarre, per la 23esima giornata del campionato di Eccellenza, la favola del calcio a Ragusa, con il Ragusa Calcio 1949, sembra destinata ad un finale non esaltante.
Il tira e molla continua, si può dire, dall’inizio del campionato, nonostante un Presidente che si è impegnato, riscuotendo fiducia e credibilità ma protagonista anche di scelte sullo staff dirigenziale che si sono rivelate tutte da rivedere.
D’Amico ha cercato di costruire una società, circondandosi di amici e professionisti del mondo calcistico che non hanno apportato nulla di positivo, né dal punto di vista economico né da quello prettamente organizzativo. Presenza solo di facciata, evanescenti, con direttori che non hanno concluso nulla di eclatante nei loro rispettivi ruoli.
D’Amico, forse, ha commesso l’errore di aver riposto fiducia in personaggi sbagliati, non ha saputo intraprendere una seria ed efficace azione di promozione della squadra e di coinvolgimento delle forze imprenditoriali locali. Una testimonianza di ciò è data dall’inesistenza di una buona campagna abbonamenti e dall’assenza di impianti pubblicitari sul campo di gioco.
Ma se il Presidente D’Amico ha potuto commettere i suoi errori, resta la totale indifferenza della città che prevale su ogni considerazione: non si può assolutamente tollerare l’assenza di pubblico sugli spalti, anche con condizioni metereologiche accettabilissime.
E’ il segnale inequivocabile che la città, come del resto ha dimostrato negli anni, non ha interesse per il calcio locale, non ci può essere calcio in nessuna città se non sostenuto dall’incasso domenicale, è una condizione che non esiste e autorizza il Presidente D’Amico, come qualunque altro Presidente, a fare i bagagli e andarsene da una città che non merita nulla, naturalmente dopo aver onorato gli impegni nei confronti dei giocatori che, fino a questo momento, hanno onorato il loro ruolo.
L’apatia che pervade la città è rappresentata dal disinteresse del pubblico e da una classe imprenditoriale forse, in molti casi, sopravvalutata.
Non è una questione solo di calcio, basta verificare le presenze al PalaMinardi per un campionato di serie A femminile di basket, condotto ai vertici, da anni, dalla Passalacqua, per rendersi conto della situazione

Questo il post dei tesserati dell’ ASD RAGUSA CALCIO 1949

I giocatori della squadra azzurra hanno deciso di redigere questo comunicato per informare stampa, tifosi e sportivi circa la propria situazione.
Purtroppo, ad oggi, non ci sono le condizioni minime per continuare questo campionato in serenità alla luce di difficoltà oggettive che si riscontrano quotidianamente.
Il nostro presidente, Nicola D’Amico, sta attraversando un momento non florido per cui stanno venendo a mancare i rimborsi pattuiti.
Anche perché è stato lasciato solo da chi inizialmente e durante l’anno gli aveva assicurato sostegno. Chi si era fatto avanti, sia a livello locale che da fuori città, ha fornito poco come apporto non solo economico ma soprattutto umano (naturalmente con le debite eccezioni, come ad esempio il nostro segretario).
La città di Ragusa, tra l’altro, non ha mai risposto agli appelli del presidente abbandonando sia lui che la squadra.
Noi, da veri professionisti, domani svolgeremo il nostro dovere al meglio delle potenzialità che abbiamo allo scopo di onorare questa maglia che noi sentiamo nostra così come dovrebbero sentirla propria tutti gli sportivi, e non solo, di Ragusa. Facciamo questa scelta rispettando tutto quello che ci ha dato il Mister sul piano tecnico e sul piano umano (anche lui è stato lasciato spesso solo ed è stato riferimento unico per tutti noi quando ha cercato con costanza di risolvere ogni tipo di problematica che sorgeva quotidianamente), l’unico ancora oggi a non arrendersi e a perseguire la causa.
Scenderemo in campo nel rispetto anche dei tifosi e degli ultras che non ci hanno mai, e diciamo mai, fatto mancare il loro calore e il loro sostegno.
Oggi, però, siamo arrivati al limite. Abbiamo parecchia dignità calcistica e per questo dinanzi a tali difficoltà continueremo ad onorare la maglia del Ragusa con l’auspicio che la situazione si possa risolvere una volta per tutte. Ci attendiamo un sostegno adeguato da parte di tutti per poter sempre dire “Forza Ragusa”.

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